Stiamo a casa: la nostra casa in cima al canyon

di Luca Bartolommei

Joni Mitchell ritratta nel 1970 da Henry Diltz, il fotografo del rock, alla finestra della sua casa di Laurel Canyon. Foto da morrisonhotelgallery.com

Una donna, un uomo, una casa. Lei mette i fiori nel vaso che ha appena acquistato, lui accende il camino e rimane a lungo a osservare il fuoco ascoltandola mentre canta le canzoni d’amore che ha scritto, probabilmente accompagnandosi al pianoforte, dico io. Ci sono anche due gatti che ascoltano. Minga perché hinn i mè, ma pure Gatto e Gattino amano ascoltare musica, anche se sono io a suonare…

Ma dove siamo, e chi saranno mai quei due? Ebbene, siamo in California, Los Angeles, Hollywood Hills. Siamo a Laurel Canyon*, lontani dall’omonimo boulevard che arriva fino a San Fernando, la casa è nel verde. Lei è canadese di Fort Macleod, Alberta, lui inglese di Blackpool. Hanno poco più di 25 anni e sono entrambi artisti, sono musicisti. Non avete ancora indovinato? Vabbe’, stiamo parlando di Joni Mitchell e Graham Nash.

Pare che Nash abbia composto “Our house” di getto, e sinceramente gli è venuta piuttosto bene, soprattutto dopo l’intervento dei suoi colleghi David Crosby e Stephen Stills che l’hanno completata con le parti vocali. Il suono di clavicembalo dona al tutto un’atmosfera sognante, dolce tanto quanto il testo.

Non ho ancora parlato del quarto componente, Neil Young, che non ha partecipato all’incisione del brano ma che giganteggia nel resto dell’album “Dejà vu” uscito nel 1970 che segna il debutto di CSN&Y, acronimo dei cognomi, che per pronunciarli per intero ci voleva un quarto d’ora, infatti li chiamavamo i Crosby.

I tre minuti della canzone, forse un po’ melensa, vanno via facili e lasciano nella memoria soprattutto i cori ben armonizzati (bello quell’accordino di settima maggiore, eh?) insieme all’immagine dei due giovani abbracciati davanti alle finestre illuminate dalla luce del sole al tramonto. Bacetti-bacetti, ecco.

Mi piace pensare ai gatti felici sdraiati al caldo, vicini a Joni e Graham.

Beata gioventù, qualcun altro era in Viet-Nam.

“Our house” è stata inserita nella colonna sonora del film “Fragole e sangue”, sempre del 1970, diretto dal regista statunitense Stuart Hagmann e nel 2000 è stata usata per la réclame di una delle automobili più brutte della storia, sic transit gloria mundi, ovvero la Fiat Multipla.

I gatti non ci sarebbero mai voluti salire…

CSN&Y – Our house – Album: Dejà vu – Atlantic records – 1970

I’ll light the fire, you put the flowers in the vase
That you bought today

Staring at the fire for hours and hours
While I listen to you play your love songs
All night long for me, only for me

Come to me now and rest your head for just five minutes
Everything is good
Such a cozy room, the windows are illuminated
By the evening sunshine through them
Fiery gems for you, only for you

Our house is a very, very fine house
With two cats in the yard, life used to be so hard
Now everything is easy ‘cause of you
And our… la, la, la, la, la

I’ll light the fire while you place the flowers in the vase
That you bought today

TRADUZIONE IN ITALIANO

La nostra casa

Accenderò il fuoco e tu metterai i fiori nel vaso
che hai comprato oggi

Fissare il fuoco per ore ed ore
mentre ti ascolto per tutta la notte
suonare le tue canzoni d’amore
per me, solo per me

Vieni da me adesso e riposa
solo per cinque minuti, è tutto a posto

La stanza è davvero accogliente
le finestre sono illuminate dal sole della sera
gemme di fuoco per te, solo per te

La nostra casa è bella, molto bella
con due gatti nel cortile, la vita era così dura
ora è tutto semplice
grazie a te e alla nostra…

Traduzione a cura di Luca Bartolommei

*A partire dalla metà degli anni ’60 e per circa un decennio la zona di Laurel Canyon fu il centro “creativo” della West Coast, intesa sia in senso  geografico sia in quello di movimento musicale. La vita che vi si conduceva è stata fin troppo celebrata da film, canzoni e libri per doverne parlare ancora, la cosa divertente è che, abitando lì in quel periodo, i tuoi vicini di casa erano Jim Morrison, Carole King, James Taylor, Steven Spielberg piuttosto che Joni Mitchell, John Mayall o qualcuno dei Byrds o dei Buffalo Springfield. Ci abitava anche Frank Zappa ma lui, senza offesa per nessun*, lo cito a parte…

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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