La mia amica Lena

di Anna Caltagirone Antinori*

Elena Mogetta, per tutti “Lena”, con l’amatissimo marito Enrico Natalini, “Rirì”. La foto è stata scatta da Francesco Cianciotta nella loro casa di Convento di Urbisaglia per il Progetto Radici ideato da Paola Ciccioli e al quale ha dato un prezioso contributo Mirko Cardinali, “anima” della Biblioteca comunale del paese marchigiano

Negli anni ’60, abitavo con la famiglia nell’appartamento annesso alla scuola elementare di Convento di Urbisaglia. Accanto c’è una casa dove abita la famiglia Natalini; allora era composta da Rirì, Lena e un bimbetto di nome Delzo.

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Una vita insieme, tra “Le rose blu” e la “Viola d’inverno”

di Eliana Ribes

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“Le rose blu” è il titolo di una canzone di Roberto Vecchioni contenuta nell’album del 2007 “Di rabbia e di stelle” (immagini da http://angolodellamicizia.forumfree.it/)

Non so quale filo della memoria io abbia seguito per arrivare a parlare, durante le festività natalizie del 2016, di Roberto Vecchioni. Le canzoni di questo cantautore, vicino alla mia sensibilità e al mio modo di essere, hanno accompagnato la mia gioventù e la mia vita di donna sposata e sono sempre risuonate nella mia casa, anche se a lui, sicuramente, preferisco altri.

Nell’agosto del 1991 per la prima volta l’ho sentito dal vivo a San Ginesio, nel campo sportivo, in compagnia di mio fratello e di mia cognata. Avevo un bambino di appena un anno e con mio marito Silvano dovevamo alternarci nelle uscite, soprattutto serali. La notte era calda e stellata e la semplicità dell’ambiente esaltava la bellezza e la profondità delle sue canzoni.

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Quel filo sottile della memoria

Emma, Anita, Fiorina e Caterina raccontano l’adolescenza nella filanda di Urbisaglia, nelle Marche, quando erano le donne a sfamare la famiglia…

di Paola Ciccioli (da “Club 3 – Vivere in armonia”)

 Le mani. Si guardano le mani e la giovinezza fatta di fatica e di sacrifici è come se si materializzasse. Dalla memoria riemerge, integra, l’età in cui, adolescenti, andavano in filanda e con il loro lavoro stagionale mantenevano le famiglie mentre gli uomini, privi di occupazione, trascorrevano le giornate “in cantina” ad ammazzare il tempo tra una partita a carte e un bicchiere di vino Continua a leggere