Måneskin, né zitti/e né buoni/e

di Luca Bartolommei

Victoria De Angelis con il suo basso in piena esecuzione di “Zitti e buoni”, ieri notte alla Ahoy Arena di Rotterdam. I Måneskin stanno per vincere l’Eurovision Song Contest 2021. Foto da www. corriere.it

22 maggio 2021 notte, Rotterdam, Ahoy Arena. In onda l’edizione numero 65 dell’Eurovision Song Contest. Conducono la diretta Rai Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio.

Partiamo dalla fine per festeggiare la vittoria dei romani Måneskin, già vincitori sul patrio suolo del Festival della canzone italiana 2021. I commenti che seguono possono non avere un filo logico o crono-logico che li lega, ma il commentatore è fatto così, già ce lo sapete.

Damiano David, frontman della band capitolina annuncia al colto e all’inclita, alla fine dell’esibizione post vittoria, che «il rock and roll non morirà mai», hey hey, my my, chioserebbe Neil Young, e abbraccia e bacia il resto del gruppo conscio del fatto che è stata portata a termine un’impresa che non verrà dimenticata tanto presto.

Hanno vinto i più stilosi, i più visualizzati, i più daunlodati, i più votati dal pubblico e che gli altri stiano pure sereni, zitti e buoni. Se poi ti viene da rosiquer (il mio francese è molto basico), fattene una ragione, c’est la vie, è la competizione, è magari anche una canzone che sembrava scritta ottant’anni fa. Bello il valzerino-musette ma basta, senza nulla togliere ad alcun*. Personalmente avrei avrei votato per Gjon Muharremaj, clone elvetico di Tony Hadley (Spandau Ballet, ricordate?), qualche passaggio armonico del pezzo è davvero interessante, oppure per la ballad dei portoghesi The Black Mamba, il cui cantante ha un timbro di voce molto particolare, anche troppo.

Brava Manizha che manda un bel messaggio alle donne russe e non solo, zompa sul palco con energia e determinazione. Gli Ucraini Go_A non mi sono per niente dispiaciuti (uno dei musicisti di cognome fa Schevchenko), Kateryna Pavlenko è un po’ inquietante in nero e verde (molto Halloween, neh?) ma il pezzo è incalzante, la sua voce intriga, Ukrafolk con flautino dolce su base techno-pop. Credo. Bravi.

Gli islandesi col nome che sembra il verso di un bébé sono simpatici e un cicinin surreali, coi maglioni di un colore che non si può definire, coreografia da comiche e lì, al centro del gruppo, il pennellone da più di due metri che però ha una bella voce.

Ho trovato una certa similitudine tra i temi esposti dalle Hurricane (Serbia) e da Efendi (Azerbaijan) e le sue ballerine, con un plus per le ex-sovietiche dato dalle scale arabe suonate da ciaramelle orientali le cui note avranno certo prima commosso e poi mandato in solluchero le e i recenti orfan* di Franco Battiato. Accennato balletto in cerchio…

Il circo equestre da cui purtroppo poche figure femminili si sono salvate (vedi sopra) è stato ben rappresentato dai soliti lustrini e dalle solite paillettes con stivale a tutta coscia in cui si sono infilate signore che anche dal punto di vista musicale si sono omologate (grazie Paola per la parolina…) senza uno spunto di eleganza, di inventiva, di originalità, di classe, magari di provocazione, proprio. Poco coraggio in generale.

Ora parliamo di sconfitte. Zero, dico zero, punti per il rappresentante della Gran Betagna, l’era mai success…, essere il fratello di qualcuno evidentemente non paga. Spiccioli per Germania (ma il motivetto ci poteva stare) e Spagna, forse la canzone più brutta, pigolata da uno che non riusciva proprio ad emozionare, e San Marino, anche qui l’intervento di Flo-rida non è servito.

Contenere Malgioglio non è stato semplicissimo per Corsi, il Cristiano nazionale ne ha dette, ma non tantissime, e poi scusatemi ma lui, per lo meno, qualche canzone di livello l’ha scritta, capisce l’inglese e può tranquillamente fare critiche sul costume e sui costumi. Ecco.

Ma quando salgono sul palco i quattro ventenni italiani vestiti, più o meno, di bordeaux, parte la bolgia ed è chiaro, ci piacciano o meno, che se non vincessero loro sarebbe solo un peccato. Sarebbe la competizione, la vita, come dicevo prima bisognerebbe accettarlo, ma sarebbe davvero un peccato. Sono i più coinvolgenti, c’è un po’ di rabbia, un po’ di spregiudicatezza, un po’ di epidermide all’aria e in vista, tatuaggi a non finire e il pezzo, c’è poco da fare, funziona.

Votazioni con molta suspense, imprecazioni contro paesi che “non ci hanno votato”, gomblotti incrociati di gruppi numerosi e organizzati di badanti e loro parenti che invece “ci hanno votato”, 12 punti che sembrano valere più dei miliardi europei del recovery faund, come si dice in televisione…, poi il voto del pubblico che innalza i Måneskin “…sul trono d’Europa, col capitano che alza la coppa al cielo…” pioggia di coriandoloni e possiamo andare a dormire contenti. Io mi sono divertito. Buona musica (almeno un po’, dai!), marketing, social, tubi vari e scaricamenti conseguenti sono, semplicemente, il futuro. Alla prossima.

P.S. Messaggio al signor Neil Young. Caro Neil, scusa il tu, stai pure tranquillo perché questi qui stanno scherzando, è roba da TV, quindi non ti preoccupare, ma tanto tu lo sai bene, il Rock sta da un’altra parte. Con infinita stima. Luca

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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