Woodstock a Milano era “Vustoc” e solo il Turotti sapeva suonare “I’m going home”

di Luca Bartolommei

 

Il 15 agosto, cioè ieri, ricorreva il cinquantunesimo anniversario di Woodstock e mi sento di scrivere qualcosa. Non tanto su quello che riguarda l’evento, il periodo storico, i figli dei fiori et similia ma piuttosto su come, tanto per cambiare, ho vissuto io a Milano tutto quello che a Woodstock era connesso. Sì, perché a quel nome sono legate tante cose, tanti discorsi (troppi), tante fantasie, utopie e miti che hanno caratterizzato il periodo dei primi anni Settanta, quello della mia adolescenza.

L’album triplo mi era stato regalato un Natale e ricordo di averlo ricomprato perché a forza di ascoltarlo, da solo, in compagnia, a casa mia o di altre/i, (sì, era sempre la mia copia che mi portavo appresso) su impianti dignitosi piuttosto che su qualche fonovaglia, poi spiego, si era irrimediabilmente consumato e danneggiato. Insomma Vustoc lo si conosceva praticamente a memoria, ci serviva per cercare di tirare giù ad orecchio il solo di Soul Sacrifice dei Santana o tutta Suite: Judy Blue Eyes (si abbreviava in la Suite) dei CrosbyI’m going home dei Ten Years After la sapeva suonare solo il Turotti (che aveva anche un nome proprio, Angelo), che è stato sempre il numero uno, ma era più grande e sapeva suonare tutta Sweet Jane compresa l’intro, robb de matt! Continua a leggere

Joan Baez all’Arena nel racconto dei più grandi

di Luca Bartolommei

Joan Baez sul palco dell’Arena Civica di Milano il 24 luglio 1970. Questo è l’interno della copertina del vinile. Si può notare come l’immagine sia stata montata con destra e sinistra invertite, la cantante-chitarrista statunitense infatti non è mancina. Foto Picasa. Enez Vaz – WordPress.com

Joan Baez ci ha insegnato negli anni attraverso le sue canzoni ed il suo esempio che prendere una posizione è doveroso. Come descritto nel post di due giorni fa, ha dedicato Forever young di Bob Dylan, cantandola in pieno periodo di lockdown in un video dalla (presumo) cucina di casa, a quelli che lei ha definito gli Eroi della pandemia e ci ha fatto così conoscere il suo pensiero su quanto è successo e succede negli Stati Uniti.

Scrivendo le mie considerazioni su quel video ed il suo contenuto, mi sono ricordato del fatto che sono da poco trascorsi cinquant’anni dal suo famoso concerto tenuto all’Arena Civica di Milano il 24 luglio 1970. Io non ho assistito alla serata, va bene essere liberi e libertari, ma a dodici anni scordatelo proprio di andare, anche se con gli amici più grandi, perdipiù in motorino… in due… discorso chiuso, punto.

Questa è una breve cronaca di quella notte di musica fatta un po’ attraverso i racconti di chi c’era e un po’ facendo finta di esserci stato io, anche se con i calzoni corti… Continua a leggere