La depressione e i nostri bambini: la medicina è la convinzione di sapersela cavare a scuola e con gli amici

Prof. Patrizia Steca

La professoressa Patrizia Steca

I bambini consapevoli di saper fare saranno anche bambini più sereni e con minori probabilità di soffrire di depressione. Lo rivela uno studio dei  ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, condotto su un campione di 600 bambini, pubblicato sul Journal of Abnormal Child Psychology.

La convinzione di saper gestire bene le attività scolastiche e le relazioni con i compagni di classe contrastano la depressione. È il risultato al quale sono arrivati i ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, dopo uno studio condotto su circa 600 bambini di seconda e terza elementare.  Insomma, a  parità di competenze è la convinzione del saper far qualcosa a fare la differenza. Lo studio (Patrizia Steca, J. R. Z. Abela, D. Monzani, A. Greco,N. A. Hazel, B. L. Hankin Cognitive Vulnerability to Depressive Symptoms in Children: The Protective Role of Self -efficacy Beliefs in a Multi-Wave Longitudinal Study DOI: 10.1007/s10802-013-9765-5), condotto in collaborazione con alcune Università statunitensi, è stato pubblicato sul Journal of Abnormal Child Psychology. 

Tra gli elementi di novità della ricerca – spiega un comunicato dell’Università Bicocca – la giovane età dei partecipanti e lo studio delle convinzioni di
autoefficacia quali fattori di protezione tra i bambini in età scolare.

IMG_5159«I partecipanti allo studio sono stati alunni di seconda e terza elementare», spiega Patrizia Steca, docente di Psicologia generale e coordinatrice dello studio. «Nessun’altra ricerca ha considerato sia fattori negativi sia  positivi nello studio dei sintomi depressivi su bambini di questa età. L’importanza del nostro studio sta nell’aver dimostrato come la convinzione di saper gestire le attività scolastiche e le relazioni con i compagni di classe possano contrastare la depressione anche tra i più piccoli».

Alla ricerca hanno partecipato 554 bambini (51,4 per cento maschi, 44,2 per cento di seconda elementare) di 11 scuole elementari del Nord Italia (Lombardia e Piemonte) ai quali è stato richiesto di rispondere a una serie di questionari. Un ricercatore leggeva e spiegava le domande ai piccoli e chiedeva loro di rispondere singolarmente alla propria batteria di domande, secondo la specifica scala di risposta del questionario. Gli psicologi hanno così potuto valutare gli stili cognitivi, le convinzioni di autoefficacia scolastica e sociale,  i livelli di stress e i sintomi depressivi dei bambini.

«Tramite sofisticate analisi statistiche abbiamo riscontrato – spiegano Andrea Greco e Dario Monzani, tra gli autori dello studio e collaboratori di ricerca presso l’università di Milano-Bicocca – come sia fondamentale lavorare sull’autoefficacia e sugli stili cognitivi; entrambi questi indicatori giocano infatti un ruolo chiave sulla depressione. Chi tende a catastrofizzare le conseguenze degli eventi negativi, riporta livelli più alti di sintomi depressivi. E contemporaneamente, i bambini che si sentono più capaci di far fronte ai compiti scolastici riportato minori sintomi depressivi».

IMG_5180Inoltre, le convinzioni di autoefficacia sociale giocano un importante ruolo nella relazione fra innalzamento dei livelli di stress e concomitante innalzamento dei livelli di depressione: i bambini che si sentono più incapaci nella relazione con i loro compagni mostrano più elevati livelli di stress che portano a maggiori livelli di depressione, rispetto ai bambini  che invece si sentono capaci.

«Questi risultati – conclude Patrizia Steca – sottolineano l’importanza e la centralità della scuola come contesto primario nel quale i bambini vengono chiamati fin da piccoli ad affrontare compiti, richieste e rapporti sociali molto impegnativi; uno scarso senso di autoefficacia nella gestione di queste situazioni può produrre scoraggiamento e stati d’animo negativi che rischiano di condurre a vissuti depressivi veri e propri. È necessario quindi lavorare in questo senso per rafforzare nei bambini le loro convinzioni di essere efficaci, fortificare la loro autostima, in un’ottica che sia realmente positiva e preventiva».

Per maggiori informazioni
Maria Antonietta Izzinosa
Ufficio Stampa
 Università degli Studi di Milano – Bicocca
tel. 02 64486076 cell.338 6940206
maria.izzinosa@unimib.it

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

#SFF2016

4/5/6 novembre 2016 - Chiostro "Nina Vinchi" - Piccolo Teatro Grassi - Milano

Donne della realta's Blog

Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?

unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

agoradellavoro

Per incontrarsi, ribellarsi, progettare. Accade a Milano

blogcartebollate

il blog di CarteBollate

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Impariamo la Costituzione

un articolo a settimana

Rage against the world

Noi vogliamo uguaglianza con ogni mezzo necessario

slanthings

we live in an age when unnecessary things are our only necessities

the POP CORNERS

Pop corn d'angolo

Se Non Ora Quando Milano

Se non le donne chi?

RIHLA SAIDA

photoblog of a restless wanderer

Libreria delle Donne Bologna

"C'è tutto ciò che c'è quando ha tutto ciò che ha dove c'è quello che c'è" (G. Stein)

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

giustizia mediazione civile

giustizia e mediazione civile

cronichlesofmari

the open diary of mari key

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: