Donne uccise e giornali, protestare serve

«Ma quale amore!?» ha protestato Valeria Palumbo contro le cronache dei maggiori quotidiani a proposito della scia di assassinii di donne di queste settimane. «Ma come vi permettete di fare in questo modo un lancio di agenzia su un triplice tentativo di stupro?» si è indignata contro l’Ansa una parte della redazione di City. In entrambi i casi i destinatari della protesta (potete leggerlo sul nostro blog) hanno cambiato rotta. Da registrare anche l’intervento su Sky del direttore dell’Europeo Daniele Protti, che si è unito al coro indignato di giornaliste e lettrici. Dunque, far sentire la propria voce serve. Eccome. Il Corriere della Sera, ad esempio, si è affrettato a pubblicare il commento dello psichiatra Vittorino Andreoli che vi riproponiamo. Continua a leggere

Le parole che fanno la differenza

I lettori spesso non lo sanno, ma buona parte dei giornali italiani – di tutti i giornali – è costruita grazie ai lanci di agenzia. Questo vale ancor di più per free press, siti internet, radiogiornali. E l’agenzia più autorevole di tutte, almeno per le cronache italiane, è l’Ansa.

Ieri pomeriggio alle 18 ha battuto un lancio che lasciava basiti. Si intitola «Studente tenta stupro 3 donne, “Alla bellezza non resisto”» e riporta la cronaca di tre tentate a violenze sessuali, nell’imperiese. L’autore delle aggressioni è un minorenne. Il caso è grave, ma il lancio di agenzia è scritto come se fosse quello che in gergo si chiama un pezzo di costume. Che so: «Contro il caldo in città, bagni nelle fontane». Un passaggio, in particolare, è sconcertante: Continua a leggere

Non ci bastano i lavori di serie B

Renée Etogo – Camerunense, vive in Italia da quando aveva 19 anni e lavora nel marketing. È stata scelta tra i 25 studenti di Talea, scuola di leadership per immigrati.

di ElenaTebano da City 7 giugno 2010 Continua a leggere

Su City intervista a Teresa Vergalli, partigiana: «Eravamo “eroine”, e non lo sapevamo»

di Elena Tebano
da City del 23 aprile 2010

Maestra in pensione, Teresa Vergalli è una bella signora di 83 anni. Quando ne aveva 16 sfidava i posti di blocco fascisti e nazisti, disarmata: era una staffetta partigiana.
Com’è che una ragazzina di 16 anni inizia a fare la guerra?
Di nascosto da mia madre e mio padre, che pure era un partigiano, ma non voleva: sapeva quali rischi avrei corso. Continua a leggere

City intervista Gabriella Cims: “Basta condire la tv con pezzi di donne”

Gabriella Cims Consulente del ministero delle Comunicazioni, propone un codice per evitare che le donne in tv siano usate come “pezzi di carne”.

di Elena Tebano

Lei ha scritto una proposta per modificare il contratto di servizio della Rai. Perché?

Il contratto di servizio è quello che stabilisce i doveri della Rai, cioè della televisione pagata con le tasse dei cittadini. Io ho chiedo che venga modificato per evitare di dare un’immagine distorta delle donne.
Si riferisce al cosiddetto “velinismo”?
Mi riferisco al fatto che ogni trasmissione televisiva, in qualsiasi contesto, viene condita con pezzi di carne di donna. Continua a leggere

Da City – Anne Maass: “Serve un antitrust della politica”

ANNE MAASS è professoressa di psicologia sociale all’Università di Padova. Ha proposto un “antitrust della politica”: regole che proteggano i cittadini da una concentrazione ingiustificata di potere. Quello dei maschi.

Perché serve un antitrust per la politica?
Per correggere una situazione ingiusta e scandalosa: il fatto che il potere politico, come del resto quello economico, è quasi tutto nelle mani di uomini.
Questo cosa comporta?
Nelle settimane scorse abbiamo ricevuto due pagelle contrastanti: ci siamo riconfermati il sesto Paese più ricco del mondo. Ma il World Economic Forum ci ha collocato al 72° posto al mondo per l’eguaglianza di genere, cioè tra uomini e donne. Siamo lontanissimi dalla maggior parte dei Paesi europei…
Loro dove stanno nella classifica?
Tutti i primi posti sono presi dal Nord Europa. L’Italia invece è stata superata da tanti Paesi in via di sviluppo, come Mozambico e Sri Lanka. Siamo retrocessi dal 67° al 72° posto. Continua a leggere

Da City – Le donne italiane non ne possono più

CHIARA VOLPATO Insegna psicologia sociale all’università di Milano-Bicocca. Un suo articolo sul New York Times ha fatto il giro del mondo: sostiene che le italiane sono pronte a scendere in piazza.

Professoressa Volpato, perché le donne italiane dovrebbero protestare?
Il modo in cui la classe dirigente italiana le tratta non ha uguali nelle democrazie occidentali. Anzi, in una democrazia non è tollerabile. Continua a leggere