Il corteo nazionale a Roma contro la violenza sulle donne. Come ne hanno parlato i media? Mandateci i vostri sms sulla manifestazione: 3884784795

Donne in corteo a Roma, da piazza della Repubblica a San Giovanni. Un informazione libera e non sessista era uno dei punti principali della manifestazione contro la violenza sulle donne. Clicca in alto a destra in questa pagina, per leggere il documento di adesione di donne della reltà. Motivazioni, adesioni e percorso del corteo sul sito  torniamoinpiazza.it. Altri articoli e commenti anche su zeroviolenzadonne.it paese delle donne on line.

Come è stata presentata l’iniziativa di sui  mezzi di informazione?  Qual è la vostra opinione su come i media si occupano di violenza sulle donne? Inviateci le vostre risposte, tramite SMS AL NUMERO 3884784795

11/28/2009 14:50:41
Oggi notizie al TG non ne ho sentite. Vediamo stasera. Elena R.

11/28/2009 18:57:32  Eravamo tante, visto dell’ iniziativa se ne era parlato solo sui blog. L’informazione però continua a non rendersi conto del ruolo importante che ha sulla violenza contro le donne.

11/29/2009 08:01:34
Mi sarei aspettata una manifestazione più partecipata. Stefania

7 thoughts on “Il corteo nazionale a Roma contro la violenza sulle donne. Come ne hanno parlato i media? Mandateci i vostri sms sulla manifestazione: 3884784795

  1. Grazie delle vostre segnalazioni. Qual è, secondo voi, l’errore principale che commettono giornali e tv nel comunicare la violenza sulle donne? Quando lo fanno, è chiaro. E quando non lo fanno non penso dipenda dalla mancanza di consapevolezza dell’importanza del tema. Piuttosto, chi guida molti dei nostri giornali è spesso orientato a occultare gli aspetti “negativi” della società, cercando di dare una visione edulcorata dei fatti. C’è una stretta connessione tra la cronaca e il suo uso politico. Su questo ha eseguito delle indagini empiriche il sociologo Ilvo Diamanti. Provo a recuperarle per discuterne insieme sul nostro blog.
    Paola Ciccioli

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  2. Ciao!!
    Premesso che, a mio avviso, ci sarebbero dovute essere 100.000 persone (tante le donne che hanno risposto all’appello di Repubblica, se non sbaglio), e che mi aspettavo più uomini e più giovani. Che non sono né un’ organizzatrice di manifestazioni né una giornalista, quindi non pretendo di sapere come si fa.
    Va bene venire dopo l’attentato in Russia, dopo le notizie relative al premier e anche dopo la protesta di Ginevra. Ma che la scomparsa del cuoco dalla crociera (con tutto il rispetto) abbia la precedenza rispetto a quello che è successo ieri al centro di Roma mi sembra troppo. Quantomeno strano, incomprensibile. E neanche questo poi!!
    Quello che ho potuto constatare in queste ore è stato un generale silenzio, per non dire un quasi totale disinteressamento della tv, dei giornali e di quelli sul web (un po’ meno, ma stiamo lì).
    Sono scioccata: anche ci fossero state 10 persone, per l’ importanza delle ragioni per cui si manifestava ci avrei aperto i telegiornali. Ma ora sono quasi sicura che 10.000 cocomeri rotolanti avrebbero fatto più notizia. Sono preoccupata e, se non fosse che ieri ero in piazza anche per dire che NON HO PAURA, direi impaurita.
    Un’altra cosa ho notato: pochi giovani per me. Se è vero che bisogna ricostruire quella rete che a suo tempo diede tanti frutti, questa deve includere le nuove generazioni. Voi che l’avete già fatto, aiutateci a fare rete anche tra ragazzi/e perché mi sembra che nonostante internet e gli sviluppi nelle telecomunicazioni, non ci riusciamo. Questo secondo me è un nodo fondamentale da sciogliere se si vuole cambiare la società e proporre una contro-cultura rispetto a quella dominante.
    Comunque la manifestazione mi ha dato molti stimoli e molta energia positiva perché fortunatamente ieri non c’ erano cocomeri in strada ma tanta gente che, sono sicura, lotta quotidianamente contro la violenza sulle donne e la discriminazione di genere.

    Lavinia (studentessa di Roma Tre)

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    • Bella l’immagine dei cocomeri… Cosa studi a Roma Tre? Mia curiosità a parte, vorrei chiederti: non pensi che possa esserci anche una qualche forma di assuefazione alla violenza (diversa da quella molto visibile delle botte) di cui trasudano certe trasmissioni televisive e certi dibattiti politici? Hai letto l’articolo di Ida Domenijanni che abbiamo inserito nel nostro blog? Cosa ne pensi? Grazie del tuo contributo
      Paola Ciccioli

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      • Studio Scienze Politiche a Roma Tre. Un anno fa ho scoperto gli studi di genere e da allora cerco di dare ai miei studi e alla mia vita un ottica di genere. Non che prima non mi rendessi conto dell’esistenza di certe problematiche, anzi. Da allora però ho acquisito strumenti importanti che mi aiutano a leggere la realtà e a capire certi meccanismi della società.

        Si, la sensazione che ho io è quella di una generele dilagante per questo preoccupante assuefazione alla violenza in tutte le sue forme da quelle più dirette e crude a quelle più subdole (si, qui ci metterei media e in particolare la tv…devo ammettere che da anni non riesco più a guardarla…giusto i tg seguo…questo dice tutto credo).
        Direi quasi un’ assuefazione estatica per cui non si è in grado di riconoscere certi limiti e li si varcano…alla fine si confonde ciò che è reale con con il virtuale.

        Mi sembra che si stia perdendo il senso critico, la capacità di riflettere su quello che si fa, che si vive, su chi si è e si vuole essere.

        Sto lottando per far introdurre gli studi di genere almeno nella mia facoltà e istituzionalizzarli…perchè credo che quegli strumenti,non risolvono il problema, ma possano essere utili anche agli altri e rendere più critici e consapevoli. Andrebbe riformato tutto il sistema dell’ istruzione per me.
        Per quanto riguarda i media e la tv, ci vorrebbe un sistema vero di garanzie e organismi che vigilino veramente. E andrebbero proposti altri modelli, come si è detto alla Casa l’ altro sabato. A proposito: mi ripeto, lo so, ma quel tipo di dibattito sarebbe bello farlo nelle aule magne delle università, dei licei piene zeppe di ragazzi. Così si comincia a diffondere una contro-cultura, a far riflettere.

        L’ articolo lo devo ancora leggere.

        Saluti

        Lavinia

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  3. Grazie, Lavinia. Penso anch’io che dovremmo andare a parlare nelle università, incontrare persone come te. Per la verità ci stiamo organizzando in questo senso. Per noi è indispensabile far sapere che dentro le redazioni non ci sono persone che hanno addormentato il cervello e la coscienza con dosi industriali di valium. E ci è utilissimo lo scambio, capire come e quanto la gente si informa, come poter fare meglio, usare strumenti come questo blog per far circolare notizie e pensieri. Un’altra domanda, se posso: che professione vorresti fare?
    Paola Ciccioli

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    • Prima penso a laurearmi, altrimenti le chiacchiere stanno a zero.
      Non posso darti una risposta precisa: quando mi sono iscritta mi pensavo giornalista. Ora sto pensando seriamente alla politica /cosa fino a qualche anno fa impensabile per me. Gli studi che farò e le esperienze di vita mi indirizzeranno.

      Ho letto l’articolo di Ida Dominijanni. Ero alla casa l’ 8 settembre e due sabati fa e più o meno condivido l’ analisi che state facendo. Quello che manca l’ ho detto. Ora servono i fatti. Il pensiero si deve concretizzare in azione altrimenti è inutile.

      P.S. che darei per verificare effettivamente se ho ragione coi cocomeri!!

      Lavinia

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