Donne libere e in carriera. Un altro “modello imposto”?

La responsabile tedesca della famiglia Kristina Schröder attaccata per il suo libro contro le femministe: basta dirci come dobbiamo vivere

di Elena Tebano, Corriere della Sera, La ventisettesima ora

Quando è stata nominata, due anni fa, Kristina Schröder è diventata il più giovane ministro di sempre della Germania. Ed è stata anche la prima ad avere un figlio mentre era in carica, l’anno scorso Continua a leggere

Donatella Martini: «Basta con la politica fatta solo dagli uomini»

Donatella Martini Ciampella presiede DonneInQuota, Associazione nata a Milano nel 2006 dal corso “Donne, Politica e Istituzioni”, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità e riproposto in più edizioni in decine di università italiane allo scopo di favorire l’ingresso delle donne in politica (http://www.donneinquota.org/info/chi-siamo)

INTERVISTA –  È la presidente di DonneInQuota, una delle Associazioni che sostengono il ricorso per sciogliere la Giunta della Lombardia. Perché c’è soltanto un’assessora.

La Regione Lombardia ha 15 assessori uomini e solo uno che è donna. Voi, per questo motivo, volete addirittura far sciogliere la Giunta Regionale. Non è una misura un po’ estrema?

Se la Giunta viola il proprio statuto, lo prevede la legge. E, per quanto riguarda la presenza – o meglio l’assenza – di donne negli organismi di governo, è già stato fatto in almeno due casi.

Altre Giunte annullate? Dove?

In Campania: il Consiglio di Stato lo scorso 28 luglio ha fatto decadere la Giunta perché c’era una sola donna. In Sardegna, ad agosto: lì di donne non ce n’era neanche una. Lo stesso è successo in una dozzina di Comuni. Compreso quello di Roma: il 26 luglio il Tar ha annullato la giunta del sindaco Gianni Alemanno, che ha dovuto rifarla.

E adesso quante assessore ci sono?

Alemanno ci ha prese in giro: ha aggiunto una sola donna, portandole a due. E infatti le associazioni locali stanno studiando un nuovo ricorso.

Lei ha detto che in Lombardia la presenza di una sola donna su 16 assessori contraddice lo statuto regionale: cosa prevede?

Non fa numeri o percentuali. Ma, all’articolo 11, intitolato “Uguaglianza tra uomini e donne. Pari opportunità”, stabilisce tra l’altro che la Regione debba “garantire e promuovere la democrazia paritaria” e che “promuove il riequilibrio tra entrambi i generi negli organi di governo della Regione” e nelle società o enti ad essa legati.

Da qui il ricorso: come sta andando?

Il primo, quello al Tar, è partito l’estate scorsa dall’associazione Articolo 51 (che è un’associazione di donne di destra), con il sostegno di altri gruppi della società civile, tra cui il nostro. Ma è stato respinto.

Con quali argomentazioni?

Assurde. Ci hanno detto che il principio è giusto, ma che abbiamo ancora tanto cammino da fare. Che vuol dire? Che siccome la politica è indietro, noi dobbiamo rimanere indietro?

E quindi?

Articolo 51 ha fatto un nuovo ricorso, stavolta al Consiglio di Stato. Noi come DonneInQuota consegneremo in questi giorni quello “a sostegno”. E siamo ottimiste.

Ottimiste? Perché?

Nel decreto di annullamento della Giunta campana da parte del Consiglio di Stato c’è scritto che la sentenza del Tar della Lombardia è sbagliata, perché “democrazia paritaria” non vuol dire una donna sola. E questo è un precedente che pesa.

Quanto ci vorrà per avere una risposta?

I tempi sono abbastanza veloci: con il Tar abbiamo avuto la sentenza dopo tre mesi.

Perché è importante che negli organi decisionali ci sia un numero adeguato di donne?

Non esiste vera democrazia se gli organi rappresentativi non sono lo specchio della composizione della società. Dove le donne sono la maggioranza. Alla Camera, però, sono solo il 21%. In Senato il 19%. Troppo poche: se non si supera la soglia del 30% non si riesce a fare la differenza, perché non si ha sufficiente peso decisionale.

Ma c’è una differenza nel modo di fare politica degli uomini e delle donne?

Il politico porta in Parlamento gli argomenti che a suo dire sono importanti. E l’esperienza di uomini e donne è diversa. Basti pensare ai problemi del nostro welfare.

Il welfare, cioè il cosiddetto stato sociale: che problemi ha in Italia?

Si basa tutto sul lavoro occulto delle donne. Siamo il Paese in Europa che investe meno nei servizi alle famiglie, nella cura dei bambini e nell’assistenza agli anziani. E poi ci si chiede perché le italiane non fanno figli.

Nel resto d’Europa la situazione è ben diversa. Perché?

Lì, a partire dagli anni’ 70, si sono mossi i partiti. E hanno iniziato a darsi un’autoregolamentazione interna.

Come mai in Italia questo non succede?

Siamo ancora un Paese maschilista. Da noi l’unico partito che ha nel suo statuto l’uguale rappresentanza tra uomini e donne è il Pd. Ma anche lì molti politici importanti non sanno niente delle questioni di genere. O le ritengono irrilevanti.

Un’obiezione all’uguaglianza di genere imposta dall’alto è: se le donne valgono, si fanno eleggere o nominare.

Non è così. Perché in Italia sono gli uomini che decidono chi candidare o nominare, e scelgono ancora i loro simili. Non capiscono che per decidere del bene comune c’è bisogno anche del punto di vista dell’altra metà del cielo. E se aspettiamo il loro cambiamento culturale, ci arriviamo tra 150 anni.

di Elena Tebano (elena.tebano@rcs.it)

da City – 28 settembre 2011

AGGIORNATO IL 16 FEBBRAIO 2018

«Gioco a calcio con amiche lesbiche e so quanto male fa la cattiva informazione sul mondo gay»

di Federica Mariani *

Questa foto è stata pubblicata sulla pagina Facebook della Nazionale femminile di calcio il 15 giugno 2019, all’indomani della vittoria per 5 a 0 da parte delle calciatrici azzurre contro la squadra della Giamaica. Grazie ai Mondiali di calcio femminile che si disputano in Francia, e grazie all’interesse mediatico che le atlete sono riuscite a catalizzare, una realtà sportiva che ha dovuto farsi largo tra i pregiudizi sembra finitivamente uscita alla scoperto. (https://www.facebook.com/azzurrefigc/photos/a.331644917530304/340408236653972/?type=3&theater)

Un documentario sull’omosessualità e sulla sua narrazione televisiva, diritti ancora da conquistare, l’esperienza di una studentessa che gioca al calcio e vive sulla propria pelle lo stigma legato a questo sport.
Un intervento da rileggere 8 anni dopo la sua prima pubblicazione.

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Diversamente etero

La storia che non avete visto

Documentari come “Videocracy” e “Il corpo delle donne” hanno dimostrato che l’immagine è la chiave del potere contemporaneo. Ma cosa succede quando le immagini si impongono per la loro assenza? “Diversamente etero”, il documentario sulla visibilità lesbica nei media realizzato da Elena Tebano, Milena Cannavacciuolo, Chiara Tarfano e Marica Lizzadro (regia di Marica Lizzadro) racconta questa storia e mostra in presa diretta come la televisione influenza le vite di chi la guarda. Continua a leggere

La Bindi fa scuola

Quando uno slogan (“non sono una donna nelle sue disponibilità”) funziona
Una trentina fra docenti universitari, ricercatori e studenti sono saliti, a Torino, sul tetto di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Ateneo subalpino. Hanno srotolato uno striscione con scritto ”Riportiamo l’università in alto”. Intanto, si è conclusa nell’atrio di Palazzo Nuovo un’assemblea degli studenti, che si sono ora mossi in corteo diretti verso il centro della città, con uno striscione con la scritta: “siamo tutti indisponibili”. (Elena Tebano)

“Diversamente etero”, un documentario per parlare di identità negate e omofobia nei media

Nell’ultima edizione del Grande fratello due concorrenti, Sarah e Veronica, hanno avuto una storia “d’amore”. E così hanno dato una visibilità mediatica senza precedenti all’omosessualità femminile. Il paradosso è che due ragazze hanno sempre sostenuto di essere eterosessuali, eppure hanno conquistato migliaia di fan lesbiche, bisessuali, etero-curiose, oppure innamorate dell’amore “a prescindere”. Donne che hanno difeso il rapporto di Sarah e Veronica contro tutte le censure e gli stereotipi con cui è stato affrontato dalla tv ufficiale. Continua a leggere

Female Loves, appuntamento a Massa Marittima

Venerdì 11 giugno, alle 10.00 presso Palazzo dell’Abbondanza – Massa Marittima (GR), è in programma la seconda edizione di FeMale Loves, mostra fotografica e conferenza sull’amore femminile nella letteratura, nell’arte e nella vita. “I kissed a girl. L’amore tra donne in tv” è il tema dell’intervento di Elena Tebano di Donne della realtà. Continua a leggere