Barzellette: le risate aggressive che colpiscono le donne (e non solo)

di Giada Sofia Conti*

Barzellette 3

Tutte le immagini sono tratte dal Web e inserite dall’autrice di questo post nella sua ricerca su “Barzellette di genere e rafforzamento degli stereotipi”

È possibile che le generalizzazioni semplicistiche che fanno sorridere per la loro imprevedibilità possano finire per essere considerate dati di fatto? E che le eccezioni servano solo a confermare la regola e non a prendere in considerazione un punto di vista alternativo?

La mia ricerca muove da tali domande e vuole indagare il rapporto tra umorismo e rafforzamento dello stereotipo di genere. Come scrive Charles Brenner, «La tecnica della battuta generalmente serve a provocare la liberazione, o lo scarico, di tendenze inconsce, le quali altrimenti non avrebbero avuto il permesso di esprimersi o che, almeno, non avrebbero potuto esprimersi in maniera così completa».

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Ma pensa un po’ che vicini di casa mi ritrovo su Internet!

di Marco Biella

Bellezza in lingua matematica, Marco Biella

Dalla bacheca Facebook di Marco Biella. Illustrazione da http://www.collater.al/rafael-araujo-calculation/

Com’è piccolo il mondo! La frase perfetta da usare quando la velocità a cui viaggiano le persone e le idee ti lascia di stucco. Tutti ci siamo trovati a fare questa considerazione, ma forse la nostra prospettiva ci ha ingannato. Lasciate che vi spieghi.

Dopo il mio post sui volti e i corpi degli “abitanti di Facebook” mi è capitata una cosa singolare. La mia amica Silvia doveva fare una ricerca universitaria (anche lei studia in Bicocca) su questioni di genere. Ha digitato “uomini e donne” su Google e si è vista comparire la mia bella faccia, pochissime ore dopo la pubblicazione su questo blog dell’assaggio del mio studio su come maschi e femmine scelgono le foto per i propri profili sul social network.

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Appunti partigiani

di Elisabetta Baccarin

 

Elisabetta Baccarin

Elisabetta Baccarin

L’altroieri un tassista, circa 50 anni: tragitto lungo per lavoro in milano nel traffico. Partiti da un commento a una radio, arrivati parlando di radiopopolare e della cronoscalata delle grazielle. E in mezzo gli appunti partigiani e la diversità delle nostre considerazioni.

«…e che balle mio nonno… E quel cazzo di fucile, che ogni venerdì sera tornato a fine della settimana di lavoro, lo tirava fuori e lo puliva e lo ingrassava. Solo nel ‘77, quando lui stava male, glielo abbiamo buttato. Sarà ancora giù, nel Villoresi. E un bottiglione se ne andava tutte le volte che iniziava a parlare… sono stufo ancora adesso di tutte le volte che da piccolo mi ha raccontato la storia della sua brigata!».
Voci. Continua a leggere

“Caro Servizio Pubblico, sei prezioso ma pericolosamente sessista”

Giulia Pavon

Giulia Pavon

di Giulia Pavon*

Buongiorno, mi chiamo Giulia Pavon, sono una giovane riabilitatrice psichiatrica e psicologa clinica. Vivendo da anni la rabbia e l’umiliazione di vivere in un Paese come il nostro apprezzo enormemente gli sforzi di informazione e in una certa misura di “formazione” che Servizio Pubblico fornisce alla popolazione. Vi scrivo però perché faccio sempre più fatica a sopportare ahimè la prospettiva sessista che questo programma chiaramente abbraccia. A parte Giulia Innocenzi, rara e meravigliosa eccezione, tutti i professionisti di Servizio Pubblico sono maschi (Santoro, Travaglio, Vauro, Dragoni, Ruotolo, ecc).

Non metto in dubbio che ci siano dei professionisti donna che lavorano dietro le quinte (conosciamo tutti bene il triste detto: “dietro ogni grande uomo c’è una grande donna”), ma non è sufficiente Continua a leggere

Sessismo senza sessisti: per capire il caso Angela Bruno

Maria Giuseppina Pacilli

Maria Giuseppina Pacilli

di Maria Giuseppina Pacilli*

In Italia all’assenza di sessisti – nessuno accetta più di essere definito come tale – non corrisponde un’assenza di sessismo – nel senso che gli effetti negativi della discriminazione di genere sulla vita delle donne continuano a essere presenti. Il Global Gender Gap Index, una classifica annuale del World Economic Forum che quantifica ogni anno l’entità delle disuguaglianze tra uomini e donne in termini di a) partecipazione e opportunità economiche, b) livello di istruzione, c) potere politico, d) salute e sopravvivenza, descrive un quadro poco incoraggiante. Nel 2012, il nostro paese nella classifica mondiale è solo ottantesimo su ben 135 paesi, preceduto da stati come il Ghana o il Sultanato del Brunei Continua a leggere

Che Dio Santo ti benedica

“Il crocifisso di B. sui seni della Minetti”

Parla un’altra testimone delle notti di Arcore: “Lei era vestita da suora, poi il premier ha preso la croce di legno e lo ha usato per benedirla. Perché a Silvio piaceva una volta al mese organizzare delle feste dedicate ai film, come Sister Act”.

A fine spettacolo si è avvicinato a Nicole e con il crocifisso in mano le ha detto: ‘Dio santo ti benedica Continua a leggere

Quei favori che fanno svanire merito e concorrenza

Il capo del governo, per accontentare chi allieta le sue serate, usa la sua influenza per aiutare con le aziende di Stato l’imprenditore che gli porta le escort.  Alcune ragazze delle notti a Palazzo Grazioli hanno viaggiato sugli aerei di Stato e hanno seguito il presidente persino negli incontri ufficiali

di Fiorenza Sarzanini

Sono davvero pochi gli imprenditori italiani in grado di ottenere nel giro di un mese un appuntamento con il capo della Protezione Civile e una corsia preferenziale per arrivare ai vertici di Finmeccanica Continua a leggere

Berlusconi e Noemi: il drago rovina le vergini

di Luca Telese

Oggi faccio parte di quei 59 milioni di italiani (praticamente tutti tranne il chirurgo che l’ha distrutta e il drago che ha commissionato il lavoro) che non è più in grado di riconoscere Noemi Letizia. Se non ci credete, provate a dare uno sguardo alle foto pubblicate da Oggi nell’ultimo numero. Continua a leggere

Où est passé le féminisme italien?

Les féministes italiennes n’arrivent pas à rompre le «mur de la communication» de la télévision misogyne berlusconnienne pour mobiliser les jeunes.

Dimanche 13 janvier, un million de femmes ont manifesté dans plusieurs villes italiennes pour défendre leur dignité. Une dignité qui serait bafouée par le président du Conseil Continua a leggere

Petizioni record e militanti in fuga: il Pdl non ferma la fronda anti-Minetti

Resta sempre teso il clima sul caso di Nicole Minetti, la consigliera regionale del Pdl eletta nel listino bloccato di Roberto Formigoni, indagata per violazione della legge Merlin sulla prostituzione nella vicenda Ruby sulle feste organizzate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. La raccolta di firme via Internet lanciata dalla consigliera di zona pidiellina Sara Giudice per chiedere le dimissioni della Minetti in due giorni ha già raccolto quasi quattromila adesioni sul sito www.firmiamo. it/dimissioninicoleminetti. Continua a leggere

Il sogno degli italiani

di Silvia Truzzi

Ciao, sono il sogno degli italiani. Modestamente Silvio Berlusconi, in arte premier. Così si presenta il presidente a Nadia Macrì, escort professionista e nient’affatto reticente. E forse ha ragione, se una delle gemelline De Vivo per convincere un’amica a seguirla ad Arcore in occasione di una delle consuete cene “eleganti”, le dice: “Guarda che lui ti cambia la vita…”. E di fronte al rifiuto, l’ammonisce: “Ma sei pazza? Queste occasioni non si ripetono. Non sempre è Natale”. Non tutt’oro è quel che brilla, però. Continua a leggere

Lettera di Giulia Bongiorno a Repubblica: “Noi donne calpestate, non possiamo tacere”

Caro direttore,
quando è in corso un’indagine che riguarda un personaggio pubblico, l’immancabile amplificazione mediatica che ne consegue è insidiosissima. Di solito, gli elementi divulgati sono soltanto quelli raccolti dai pubblici ministeri. Si finisce così per attribuire il crisma di verità a tesi parziali. Continua a leggere

Fede, Mora e le feste: «Lui stasera è pimpante, chiama le nostre vallette»

Usata anche Villa Campari, sul lago Maggiore. Si cercano altre ragazze non ancora identificate
ROMA – Ragazze reclutate con urgenza nei cast dei programmi Mediaset. Giovani da portare alle feste del presidente del Consiglio quando le ospiti abituali erano impegnate. La ricerca spasmodica di donne per assecondare le richieste del premier Continua a leggere

«Io sono il culo»

di Paola Ciccioli

Prima di tutto si chiama Karima, Karima el Mahroug. Ho letto in un articolo pubblicato dall’Unità il 28 ottobre, lo trovate postato sul blog di Donne della realtà, che il suo nome in arabo significa “onorata”. È scappata da Letojanni, dalla Sicilia in cui il padre, la madre e i tre fratelli minori hanno cercato un vita più dignitosa di quella che avrebbero potuto averein Marocco. Poi è scappata anche dalle varie comunità a cui era stata affidata. «Io mi sono sempre sentita donna. Donna e basta, né bambina né ragazza. E ho sempre badato a me stessa». È questa è la descrizione che Karima ha dato di sé il primo novembre 2010, giorno del diciottesimo compleanno, quando ormai agli occhi del mondo era già Ruby, Ruby Rubacuori, l’identità fittizia che si è costruita con la lap dance e la prostituzione. Fino a diventare una parte anatomica, soltanto una parte del proprio corpo, quella più gradita all’uomo immensamente ricco e potente che, secondo l’inchiesta della procura della Repubblica di Milano, aveva rapporti sessuali con lei. Quando lei, Karima el Mahroug, “onorata”, era minorenne.

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Ruby, il bunga bunga e i soldi: la verità sulle serate di Arcore

Ecco le carte dei pm che accusano il premier. Le sue ospiti si sentono padrone del gioco di sesso e denaro. Una di loro dice: “Papi è la nostra fonte di lucro”. Un’altra: “Che palle ‘sto vecchio, questa è la volta buona che lo uccido”

di Piero Colaprico e Giuseppe D’Avanzo

Cade l’umore alla lettura delle 389 pagine che raccolgono le fonti di prova contro Silvio Berlusconi, accusato di concussione e favoreggiamento della prostituzione Continua a leggere