Palma Vitae, per le donne che vogliono ritrovare la propria vitalità dopo i maltrattamenti

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Ermelinda Palmeri durante la sua lettura. Tutte le foto sono state scattate con il cellulare da Saverio Bianco

di Angela Giannitrapani – da Selinunte

La palma è una delle piante che in natura esprimono perfezione. La sua chioma a ciuffo agita al vento i rami, come ventagli. Il fusto slanciato ha solo l’apparenza della fragilità: pronto a piegarsi alle sferzate delle intemperie, non si spezza e i suoi datteri nutrono, dando energia. La palma evoca la donna.

Questo dice Giusi Agueli, presidente dell’Associazione a sostegno della Donna di Castelvetrano, Palma Vitae ed è per questo che il logo dell’associazione ha una palma il cui fusto è un corpo di donna. È  appena nata, a metà maggio 2014 e già a fine agosto, in questa instabile e inusuale estate, si è presentata a un pubblico attento di donne e uomini raccolti in un posto speciale: il CAM di Selinunte (Campus Archeologico Museale di Triscina di Selinunte), ospitato nel ristrutturato Baglio Calcara.[1]

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Sull’autobus, con la donna scappata dal marito cocainomane che la massacra di botte

di Paola Ciccioli

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Tutte le immagini di questa cronaca sotto tratte dal web

È successo oggi, 14 agosto, a Milano. Intorno all’ora di pranzo.

Stavo andando a piedi verso la fermata dell’autobus, camminando senza fretta grazie a un sole benevolo e a un po’ di vento. Nei Giardini della Guastalla, sul prato verdissimo, un ragazzo a torso nudo si abbronzava e giocava con il cane. Un signore mi aveva superato sul marciapiede e avevo notato che in mano teneva delle rose avvolte in una carta bianca.

Poco prima, l’edicolante di fianco all’ospedale, si era prodotto in un articolato ragionamento deduttivo per dirmi che, sì, l’acqua della fontanella lì accanto è potabile. Un sorso, per mandar via l’amaro della sigaretta, mentre un piccione immergeva il becco nella vasca.

Ho sentito dire tante volte che Milano è bella d’agosto. Sarà, non sono mai stata di questo avviso.

Ma quest’anno è diverso e oggi lo è ancora di più.

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Scarpe rosse, vestiti neri: ma dove sono le più giovani?

di Angela Giannitrapani

Il funerale di Lea Garofalo a Milano

Novembre è il mese disseminato di iniziative contro la violenza sulle donne. Negli ultimi anni si sono moltiplicate, arrivando ad alcuni rami delle istituzioni. È un appuntamento che, diverso dalle giornate della memoria, non fa in tempo ad aggiornarsi sulle cifre di violenze e femminicidio. E già, è stato coniato un nuovo vocabolo: la lingua ha dovuto, drammaticamente, accogliere anche “femminicidio”; d’altra parte simmetrico a omicidio. Ma non voglio entrare nella questione in sé, alla quale ciascuna e ciascuno di noi è più o meno sensibile. Tutti lo siamo, in vario modo.

Vorrei, invece, lanciare un appello. Cerco qualcuno. Vi dirò, presto, chi Continua a leggere

A como l’1 giugno manifestazione‏‏‏ contro la violenza sulle donne

Perché le donne non debbano più pagare con la vita la scelta di essere se stesse

Per dire che la violenza non è una questione privata ma sociale e culturale che riguarda tutti e tutte senza distinzione di classe, nazionalità, religione, età

Manifestazione 1 giugno 2013  ore 17  – Como – Largo Miglio

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ITAS “Salvator Ruju” di Sassari, il ballo di docenti e alunne contro la violenza

Adi Maria Elena Sini

Partecipare all’evento ONE BILLION RISING per me è stato emozionante, forte, coinvolgente Continua a leggere

Rischia la chiusura il Centro antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce

Maria Luisa Toto

Maria Luisa Toto

di Daniela Natale

Anche stavolta i cavilli burocratici e la “fantomatica” revisione della spesa pubblica rischiano di danneggiare e uccidere quanto di positivo, in quindici anni di duro lavoro, si è costruito qui, nel profondo Sud dell’Italia. Una terra evidentemente ancora bendata rispetto al fenomeno della violenza sulle donne, sempre più diffuso in Italia. I dati del rapporto annuale (stilato proprio dal Centro “Renata Fonte”) parlano di 720 richieste di aiuto raccolte nel corso dell’anno 2011. I reati più comuni sono i maltrattamenti in famiglia, lo stalking e la violenza sessuale Continua a leggere

Lettera aperta a Cesare Prandelli

dal blog di Iaia Caputo

Caro Prandelli,

come sa la FIGC si è schierata contro la violenza sulle donne, e il 29 maggio prossimo la nazionale italiana nel corso della partita con il Lussemburgo, a Parma, ci aprirà gratuitamente lo stadio, dove campeggerà lo slogan: “La violenza sulle donne è un problema degli uomini. Insieme possiamo vincere questa partita”.

Il mondo del calcio è sicuramente uno degli ambienti più maschili di un Paese che in quanto a misoginia non scherza, anche questo le è noto, e in tante e tanti abbiamo apprezzato il suo attacco all’omofobia, equiparata al razzismo. Proprio per questa ragione che una campagna di sensibilizzazione sul tema della violenza approdi negli stadi rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale Continua a leggere