Donne a rischio violenza nella città d’agosto

Due storie di violenza ad altrettante donne raccontate nella cronaca milanese del Corriere della sera del 21 agosto. La prima, tragica, da parte di un sieropositivo che ha scientemente voluto infettare la senzatetto che si era offerto di ospitare. Un esempio di self defence da manuale, la seconda. Di seguito gli articoli.

Sieropositivo violenta un’amica. «Voglio infettare tutte le donne»

La vittima viveva nel dormitorio di viale Ortles. Arrestato l’uomo. I medici hanno riscontrato le contusioni e confermato l’avvenuto rapporto carnale
di Cesare Giuzzi
L’ha picchiata, costretta a un rapporto sessuale non protetto e l’ha stuprata: «Ecco, adesso anche tu sei infetta. Voglio infettare tutte le donne». Roberto Callera, 46 anni, una fila di precedenti, tossicodipendente ora è in carcere, accusato di violenza sessuale. Ma le sua posizione potrebbe aggravarsi. Perché Callera da anni è sieropositivo e con lo stupro potrebbe aver contagiato (deliberatamente) la sua vittima. La polizia l’ha liberata venerdì notte. Lei, 32 anni, origini belghe, due figli affidati a una comunità avuti dall’ ex marito, era in strada, in lacrime e piena di lividi: «Ha cercato di violentarmi, portatelo via». Gli agenti della volante hanno ricostruito con pazienza quanto accaduto. Ne è uscito un racconto dell’orrore ambientato in un contesto di disperazione e degrado. La vittima, infatti, fino ad alcuni giorni fa era ospite del dormitorio di viale Ortles. Ha raccontato di avere conosciuto il suo aguzzino tramite alcuni senzatetto. Lui da un paio di settimane le aveva offerto ospitalità nel suo appartamento Aler di via Ciriè, a Niguarda: «Abbiamo avuto rapporti sessuali, ma sempre protetti – ha raccontato la donna alla polizia -. Poi giovedì mattina mi ha preso con la forza. Non volevo, mi ha picchiato». Durante il rapporto, l’uomo, avrebbe sfilato il preservativo: «Mi ha detto: “Ecco, adesso anche tu sei infetta. Voglio infettare tutte le donne”. Poi mi ha stuprata». La donna però non ha chiesto soccorso fino alla sera quando, durante un nuovo tentativo di violenza, è fuggita dall’appartamento e scesa in strada. I poliziotti hanno trovato l’uomo ancora svestito e lo hanno arrestato. Durante il tragitto in ambulanza verso il pronto soccorso del Niguarda, la donna ha raccontato i dettagli di quanto accaduto. Al centro antiviolenza, i medici hanno riscontrato contusioni sul corpo della donna e hanno confermato l’ avvenuto rapporto carnale. La 32enne, che non ha precedenti, nel 2002 aveva già denunciato una violenza sessuale subita nei dintorni della stazione Centrale. Le analisi mediche trovate dalla polizia a casa dello stupratore hanno confermato la sua sieropositività: l’uomo è malato ed in cura con il metadone. Solo gli esami e il tempo potranno chiarire se un solo rapporto sia bastato a infettarla. Nel frattempo è stata sottoposta alla profilassi anti contagio.
dal Corriere della Sera del 21 agosto 2010

Tenta di stuprare un’infermiera. Ma lei si libera con una mossa di judo

Un colpo al braccio, tanto forte da piegare il polso e costringere il suo aguzzino a mollare il coltello. Un’altra mossa poi per atterralo e metterlo definitivamente al tappeto. S’è difesa così un’ infermiera filippina di 61 anni con la passione del judo, da un tentativo di stupro avvenuto giovedì sera in un appartamento di via Ippodromo. La donna, Sayco Enconvieve, è cintura nera di judo e in passato ha anche partecipato a numerose gare a Manila. Tutto è avvenuto poco dopo le 23 di giovedì quando la donna, rientrata dal lavoro è stata aggredita subito dopo essere uscita dall’ascensore, da un cingalese di 41 anni che abita nel suo stesso palazzo. L’uomo l’ha presa alle spalle, l’ha minacciata con un piccolo coltello e poi ha cercato di trascinarla nel suo appartamento. Lei è riuscita ad afferrargli il braccio dove teneva l’arma, poi con una mossa ben riuscita, gli ha piegato il polso fino a costringerlo a lasciare il coltello e lo ha steso con un colpo. La donna ha poi chiesto aiuto ad una coppia di connazionali, con i quali condivide l’ appartamento al secondo piano. I due, un domestico di 44 anni e una colf di 53, hanno immediatamente chiamato i carabinieri. I militari del Radiomobile hanno ascoltato il suo racconto e poi hanno bloccato l’aggressore. Lui, ubriaco, ha cercato di difendersi dalle accuse: «Non ho fatto niente, non ho rubato, sono in casa mia». Il racconto della vittima e quello dei suoi coinquilini è però stato ritenuto credibile dagli investigatori che hanno arrestato l’uomo per tentata violenza sessuale. Altri inquilini dello stabile hanno confermato tutto e hanno spiegato che il cingalese non era nuovo a ubriacature ed aggressioni. La vittima è poi stata visitata dai soccorritori, ma non ha riportato ferite.
dal Corriere della Sera del 21 agosto 2010

4 thoughts on “Donne a rischio violenza nella città d’agosto

  1. In Italia le donne sono sempre a rischio di violenza solo per il fatto di essere donne. La misoginia propagandata dall’italietta berlusconiana sembra che abbia fatto veramente effetto!

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  2. Cara Mary e care/i tutte/i quelle/i che ci seguite. Mi scuso ma abbiamo un problema tecnico e non so se il nostro Lorenzo riuscira’ a risolvero prima di domenica. Ci sono tanti articoli interessanti che aspettano di essere postati, compreso uno che cerca di indagare le ragioni della violenza maschile. Intanto, giusto un attimo fa, ho letto sul Corriere.it di un tentativo di violenza sessuale ai danni di una donna incinta. Mi ha fatto rabbrividire. Buona estate, per quel che ne resta. Paola

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