No, no: il training dell’anima con Belén non si può

di Chiara Pergamo

bambini_televisione

Chiara Pergamo, per sua stessa ammissione, si nutre da sempre di televisione. Ma, quando aveva l’età della bambina di questa foto, i Teletubbies erano di là da venire

Io ho 24 anni e una memoria che è un prodigioso container di informazioni inutili, un tir di fuffa: tra le facezie immagazzinate, quelle in ambito televisivo occupano numerose piegoline del mio cervello. Un bel po’ di anni fa, in un periodo in cui mi bastavano le dita di una mano sola per indicare la mia età, nel pomeriggio di Canale 5 andava in onda il programma Agenzia Matrimoniale, , condotto da Marta Flavi, all’epoca moglie di Maurizio Costanzo, terza di quattro prima di Maria De Filippi: a parte che ho sempre trovato simpatico questo avvicendamento delle mogli di Costanzo nella fascia post-prandiale della rete ammiraglia di Mediaset, mi sono trovata a ripensare ad “Agenzia Matrimoniale” in questi giorni (sì, “ripensare” presuppone che lo guardassi e, non senza vergogna, ammetto che a 4 anni, messe giù le Barbie, guardavo la Marta Flavi).

 

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Palma Vitae, per le donne che vogliono ritrovare la propria vitalità dopo i maltrattamenti

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Ermelinda Palmeri durante la sua lettura. Tutte le foto sono state scattate con il cellulare da Saverio Bianco

di Angela Giannitrapani – da Selinunte

La palma è una delle piante che in natura esprimono perfezione. La sua chioma a ciuffo agita al vento i rami, come ventagli. Il fusto slanciato ha solo l’apparenza della fragilità: pronto a piegarsi alle sferzate delle intemperie, non si spezza e i suoi datteri nutrono, dando energia. La palma evoca la donna.

Questo dice Giusi Agueli, presidente dell’Associazione a sostegno della Donna di Castelvetrano, Palma Vitae ed è per questo che il logo dell’associazione ha una palma il cui fusto è un corpo di donna. È  appena nata, a metà maggio 2014 e già a fine agosto, in questa instabile e inusuale estate, si è presentata a un pubblico attento di donne e uomini raccolti in un posto speciale: il CAM di Selinunte (Campus Archeologico Museale di Triscina di Selinunte), ospitato nel ristrutturato Baglio Calcara.[1]

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My “other possible life” in Suderbyn ecovillage, Sweden

by Giada Sofia Conti

The volunteers of Suderbyn ecovillage during the "exploration" of Baltic sea. All the images of this service(article) have been taken from Giada's travel companions

The volunteers of Suderbyn ecovillage during the “exploration” of Baltic sea. All the images of this article have been taken from Giada’s travel companions

I live my 25 years as a study phase to make a choice.
In march I took my degree in Psychology and from the first of September I’ll start working full time in the office where I spent the last 4 years between volunteering activities and term employment contracts.
I feel lucky but at the same time I feel I have to do everything in my power to choose a path that mirrors my way of being and interests, struggling against the strong risk of living an unsatisfying life.
This summer I could have chosen to give myself a beautiful vacation in an exotic place to celebrate the end of my student career and to escape from thoughts and responsibilities that have been floating around my mind for a while.

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Eléna, Ingrid, Maria, Giulietta… et les hommes

di Alberto Arbasino*

Elena e les hommes

Jean Renoir sta ora terminando il film Eléna et les hommes negli studi di Saint-Maurice, e già l’andata a Joinville è una piccola antologia fra impressionismo e populismo: foresta di Vincennes, con alberi verdi e folti e sottobosco e primavera e buonissimo odore ‘plein air’. Poi fabbrichette, viadotti della ferrovia, ‘terrains vagues’. Quindi elegia sui teatri di posa vuoti e spenti, perché nello stabilimento “Franstudio” non si sta girando nessun film. Qui nel nulla e al buio solo il celebre regista lavora al montaggio di questa Eléna, con Ingrid Bergman come donnone spumeggiante della Belle Epoque, fra Jean Marais e José Ferrer e un girotondo galante di vecchi mostri sacri della Comédie-Française. (Negli Stati Uniti si chiamerà Paris Does Strange Things).

Naturalmente si è visto e rivisto quello stupendo frammento di Une partie de campagne, citando e ricitando il post-impressionismo da salotto di suo padre Pierre-Auguste, fra una novella e l’altra di Maupassant. Ma raccontano i potiniers che al tempo del Fronte popolare questo regista di sinistra diceva con semplicità: «Mia moglie ed io andiamo in campagna tutte le domeniche, come due bravi proletari, con la sporta della colazione», dimenticando di aggiungere che alla partie si recava in Mercedes, con chauffeur. Come del resto Aragon: altra Mercedes e altro chauffeur, dietro il palco del comizio comunista, con lo smoking appeso per cambiarsi in macchina e arrivar puntuale ai pranzi del Vicomte e della Vicomtesse, magari con Visconti.

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Kafka e la bambola che «voleva separarsi per qualche tempo dalla bambina»

di Dora Diamant*

Dora Diamant

Dora Diamant (1898 – 1952): «Quando vidì Kafka per la prima volta, la sua immagine soddisfò immediatamente la mia idea di uomo»

Quando eravamo a Berlino, Kafka andava spesso allo Steglitzer Park. Talvolta lo accompagnavo. Un giorno incontrammo una bambina, che piangeva e sembrava disperata. Le parlammo. Franz le chiese che cosa le fosse successo e venimmo a sapere che aveva perso la sua bambola. Subito lui si inventò una storia plausibile per spiegare la sparizione. “La tua bambola sta solo facendo un viaggio, io lo so, mi ha scritto una lettera”. La bambina era un po’ diffidente: “Ce l’hai con te?” “No, l’ho lasciata a casa, ma domani te la porto”. La bambina, incuriosita, aveva già quasi scordato le sue preoccupazioni, e Franz se ne tornò subito a casa, per scrivere la lettera.

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Smartphone en lugar de la Vía Láctea, pero ir caminando hacia Santiago sigue siendo como ir hacia la humanidad

por Cecilia Gaipa*

Cecilia in cammino verso Santiago de Compostela

Cecilia de camino a Villafranca del Bierzo, cerca de la frontera con Galicia.

En tiempos ancestrales, los peregrinos recorrían el Camino de Santiago usando el sol para encontrar el sendero hacia el Oeste. Por la noche, la Vía Láctea era quien indicaba el camino. En una antigua leyenda, se dice que la Vía Láctea fue creada por el polvo que creaban los peregrinos al caminar. De acuerdo con este mito, este camino estrellado protegía a los pelegrinos y llenaba las calles de Santiago de Compostela con una energía positiva y regeneradora. En realidad, muchas de las personas que vivían esta experiencia lo definieron como un cambio total en sus vidas. Se decía que el Camino de Santiago te permitía descubrir tu verdadera alma, te purificaba y tras esta verdad, empezaba una nueva vida.

Si yo tuviera que comparar mi experiencia con todas estas afirmaciones, sólo diría: “yo realmente no pienso eso”.

Si la Cecilia de 2014 – la que está escribiendo ahora mismo – fuera capaz de crear una brecha en el tiempo y en el espacio y le hablara a la Cecilia de 21 años de 2012 preparada para ir hacia Santigo, le diría:

Querida Cecilia de 2012, antes de partir, es necesario que abras los ojos a la decepción que puedas enfrentar en tu viaje, porque el Camino de Santiago se ha convertido principalmente en una atracción turística; y no es el camino sagrado de tiempos ancestrales, como tú esperabas encontrar.

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Il giorno in cui fiorì il loto

di Rabindranath Tagore*

Angelo Radice 2, loto

Il giorno in cui fiorì il loto,

ahimé, la mia mente era persa

e io non me ne accorsi.

Il mio cestino rimase vuoto

e il fiore inosservato

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unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

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