«Anche Sant’Antonio aumenta gli oboli per le grazie. E vuole essere pagato sull’unghia»

di Mariagrazia Sinibaldi

Mariagrazia compleanno

Bella, colorata, elegante: Mariagrazia Sinibaldi fotografata dal figlio Francesco Cianciotta la sera del 20 settembre scorso. La sedicente “signora Vecchiottina” sta aspettando gli ospiti per la festa del suo ottantesimo compleanno.

La signora Vecchiottina si avviò verso la cucina per prepararsi una straccio di cena. Diversamente dal solito aveva le spalle curve e uno strano senso di inutilità. Veramente era da qualche giorno che si sentiva così. Sulla porta della cucina si fermò improvvisamente, colpita da una domanda: ma dove erano finiti il suo ottimismo e la sua ben nota combattività?

Cosa aveva determinato questo stato di prostrazione?
Dimenticandosi completamente della cena, la nostra signora tornò indietro, si sedette sul divano e cercò di riprendere il filo di se stessa e cartesianamente cominciò a mettere in ordine, uno dopo l’altro, i fattacci che l’avevano colpita da quindici giorni a questa parte.

Tutto era cominciato la sera in cui era andata dal suo dottore per farsi fare una ricetta e anche per fare due chiacchiere con lui; perché il suo medico era una persona gentilissima e sempre pronta a fornirle la possibilità di una buona risata.

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Brindo a mio padre che oggi compirebbe 90 anni

L'autrice con il padre  alla passeggiata panoramica del pontile di Bagnoli (Napoli)

L’autrice con il padre alla passeggiata panoramica del pontile di Bagnoli (Napoli)

di Alba L’Astorina

Aveva scelto la collina di Posillipo, mio padre, per confessarmi il suo cruccio rispetto alla morte.

Eravamo sulla terrazza del Virgiliano. Davanti a noi la baia di Trentaremi. Entrambi intenti a fissare un punto indistinto nella distesa di mare che luccicava di fronte ai nostri occhi. Gli avevo chiesto di cosa avesse paura. Non era il trapasso in sé che lo spaventava. Lo infastidiva, piuttosto, immaginare le facce infelici delle persone al suo funerale. Non gli andava proprio giù l’idea che qualcuno potesse intristirsi pensando alla sua persona Continua a leggere

La donna scappata dal marito: ora è lui che la accusa. Mentre il giudice l’ha allontanata dai figli

di Paola Ciccioli

Edward Munch, "L'urlo" (1893)

Edward Munch, “L’urlo” (1893)

Vi devo un aggiornamento sulla storia di cui ho scritto il 14 agosto quando, alla fermata dell’autobus, ho incontrato una donna che mi ha raccontato di essere scappata dal marito violento e cocainomane.

Chi ci segue sa che, qualche giorno dopo, non avendo più avuto sue notizie, sono andata a cercare la suora alla quale la donna, appena arrivata in treno a Milano da una città del Sud, aveva chiesto aiuto e l’indicazione di un centro per le vittime di violenza domestica.

Dopo settimane di silenzio, inframmezzate da segnali “incerti”, ieri ho avuto un lunghissimo colloquio con la legale che assiste la donna e sono venuta a conoscenza di fatti molto, molto, gravi. Come purtroppo avevo intuito, è arrivata la conferma di una situazione degradata e “a rischio” nella quale si stanno però ridisegnando – almeno in questa fase – ruoli e comportamenti.

Dalla legale ho infatti appreso che l’uomo ha denunciato la moglie per un reato gravissimo che lei avrebbe tentato di commettere ai suoi danni. Servendosi, per questo, di un ragazzino di 17 anni, cioè minorenne, che sarebbe già stato sentito dagli inquirenti. Nel frattempo, la magistratura ha deciso «l’allontanamento di lei dalla casa familiare» e dunque dai suoi tre figli.

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Grande festa a Cassino per Jane Goodall, la bambina che si scoprì etologa grazie alle galline

di Alba L’Astorina

jane goodall con il suo pupazzo

Jane Goodall, etologa e antropologa inglese, ha studiato per oltre 40 anni la vita sociale e familiare degli scimpanzé

Come molte bambine della sua età, Jane Goodall, quando era piccola, amava molto gli animali.

Uno dei suoi primi ricordi la ritrae accovacciata in un piccolo pollaio, dove si era nascosta per vedere come una gallina depone un uovo. Dal pollaio Jane uscì dopo circa cinque ore, e fu un grande sollievo per tutta la famiglia che aveva denunciato la sua scomparsa alla polizia dopo averla cercata invano per ore. Ma quando la madre vide Jane arrivare a casa eccitatissima, invece di sgridarla diede ascolto alla sua meravigliosa storia di come una gallina depone un uovo Continua a leggere

La mia tesi di laurea, i sogni audaci e io siamo stati premiati

di Rosalba Griesi

Rosalba Griesi

Rosalba Griesi

Ogni nuvola prima o poi si dissolve in pioggia, oppure un vento passeggero la soffia via. Dalla mia, un bel momento, ho deciso di scendere, per lasciarla andare incontro al suo destino. Ricordate? La nuvoletta sulla quale mi ero posata dal giorno della mia laurea. Sentivo che era giunto il momento di agire.

«Ai miei sogni, a quelli realizzati a quelli che verranno come la neve d’inverno come il raggio stizzito a primavera», scrivevo sulla prima pagina della tesi. E la primavera era ormai inoltrata, e i miei progetti scalpitavano! Ripensavo al mio lavoro finale, per l’appunto, all’argomento trattato, che mi dischiudeva un mondo che da sempre mi ha affascinato, che da sempre ho desiderato conoscere. L’incanto antico, di genti e terre lontane, dispersi nella notte dei tempi, quella misticità, quei colori sgargianti, capaci di scandagliare il mistero della vita che è, in fondo, in ognuno di noi, nell’essere uomo. Avevo intrapreso un viaggio nel viaggio, quello dalla Tradizione sino ai giorni nostri. Il viaggio infinito dell’uomo che si ripete nelle vite di ognuno, che siano cicli, di ere o di samsara, ossia rinascite.

Donne indiane davanti ai Taj Mahal

Donne indiane davanti ai Taj Mahal

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Su per i tornanti della memoria e del presente, nella terra umida di paura delle “Anime nere”

di Adele Colacino

tela di Alejandro Garcia

Questa tela di Alejandro Garcia è stata scelta e inviata dalla stessa Adele per il suo post

Sono circa 150 i chilometri da percorrere per raggiungere il paese del marchesato dove è nata mia madre.

Ci fu un tempo in cui i luoghi crescevano, intorno al centro antico si sviluppavano le case con balconi più grandi, con il verde a giardino intorno, con stili più o meno ben inseriti nel contesto naturale. Da anni è tutto fermo e anche gli emigranti non costruiscono, mattone su mattone, i piani rialzati delle case del ritorno.

La strada era terribile, a volte solo sterrata, curve e curve polverose che i postali della ditta Romano percorrevano due volte al giorno, strombazzando su per i tornanti e nelle discese attraverso la fiumara.

La puzza della nafta, dei sedili impregnati di sudore e di fumo di sigarette nazionali facevano andare in crisi mia madre una settimana prima di salire sul postale, lei aveva già la nausea quando cominciava a fare la valigia per la visita al paese.

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Dos cuerpos

Octavio Paz*

il-bacio

Constantin Brâncuşi, “Il bacio” (1908) http://www.treccani.it/enciclopedia/constantin-brancusi/

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... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

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