In Vietnam, alla corte dell’imperatore a cui l’amante spagnolo fece conoscere Gaudì

Testo e foto di Maria Elena Sini

Da oggi, 1° settembre 2019, partiamo per un lungo viaggio intorno al mondo tra città, natura, storia e opere d’arte. È d’obbligo farci guidare da Maria Elena Sini, viaggiatrice per eccellenza di Donne della realtà, che anche oggi stimola la nostra curiosità e la nostra voglia di conoscere con un originale reportage dal Vietnam, Paese dal quale è da poco tornata. Questa è la prima parte, buona lettura.

Dettaglio delle ceramiche che rivestono le pareti del mausoleo dell’imperatore Khai Dinh, penultimo imperatore del Vietnam, nei dintorni di Huè che fu la capitale del Paese asiatico dal 1802 al 1945. Tutte le foto di questo reportage sono state scattate da Maria Elena Sini, che ringraziamo.

Del viaggio in Vietnam porterò con me i colori dei mercati, il profumo dei fiori di frangipane, la sontuosità della natura lussureggiante e il misticismo degli edifici religiosi che nel tumulto della vita moderna ispirano lentezza e contemplazione. Ma non voglio parlare della bellezza di questo Paese e delle tante ragioni per cui merita una visita, in particolare voglio raccontare una storia che mi ha colpito, che affonda le radici nel passato, ma forse è collegata al presente e ai costumi di vita del Vietnam più di quanto si possa immaginare.

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“Apipiradore de paràulas”, Nanni Falconi e la poesia

di Nanni Falconi*

Apipiradore de paràulas,
ammuntono rimas
che andàinas de bide americana.
Fraigadore de muros bìdrinos,
trasparentes a sas ogradas,
bos sperro s’ànima
in perras de turmentos.
Abe busigadora de frores
acàbido netare de emotziones
pro tzapulare sas bestimentas
stratzuladas bostras
che unu mastru de pannu àbile e pretzisu.
Magma bombitadu
dae sas intragnas de sa terra.
Bardaneri de beridades,
colo in mesu a sos pecos
apedrende sa linfa mia in roca.

“Sa pintura est de Francesca Salis, e la podides mirare in Aristanis su 30 de Austu”, scrive lo stesso Nanni Falconi sulla sua pagina Facebook. Chi può, vada dunque ad ascoltarlo il 30 agosto a Oristano dov’è in programma una lettura alla quale parteciperà anche la pittrice Francesca Salis. La poesia che qui proponiamo in sardo e nella traduzione in italiano è stata segnalata da Maria Elena Sini ed è tratta dal libro ‘Su grodde bos at a contare de me’ (La volpe vi racconterà di me). https://www.facebook.com/nanni.falconi

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Le stelle di Lampedusa sanno

di Pietro Bartolo*

La notte, le stelle e la”Porta di Lampedusa – porta d’Europa”, il monumento creato da Mimmo Paladino nell’isola della speranza per i migranti. (Foto di Stefano Buccheri)

Lei è Anila. Ascoltavo la sua storia e a ogni singolo passaggio mi venivano i brividi. Sapevo che dietro ogni parola che il mediatore riusciva a farle pronunciare si celavano sofferenze incredibili.

“E, senti, piccola, dov’è tua mamma che la facciamo contattare?”
“In Europa”
“Eh, sì, in Europa. Ma in Europa dove?”
“In Europa”
“Ma… l’Europa è grande… Dove?”
Silenzio.
“Anila… in Europa dove? Germania? Francia? Italia?”
Silenzio.
“Sai cos’è l’Europa, Anila?”
“No”
“L’Europa è un posto grande, Anila. Grandissimo” (…)

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Nella trasformazione la linfa della bellezza

di Hermann Hesse*

Scritta e da lui stesso illustrata nel 1922 per la cantante mozartiana Ruth Wenger, che sarebbe poi diventata la sua seconda moglie, la “Favola d’amore” rappresenta anche la rinascita come uomo e artista di Hermann Hesse dopo un lungo periodo di silenzio creativo e crisi personale. (La foto è di Paola Ciccioli)

Appena giunto in paradiso Pictor si trovò dinnanzi ad un albero che era insieme uomo e donna. Pictor salutò l’albero con riverenza e chiese: «Sei tu l’albero della vità?». Ma quando, invece dell’albero, volle rispondergli il serpente, egli si voltò e andò oltre. Era tutt’occhi, ogni cosa gli piaceva moltissimo. Sentiva chiaramente di trovarsi nella patria e alla fonte della vita.

E di nuovo vide un albero, che era insieme sole luna.

Pictor chiese: «Sei tu l’albero della vita?».

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Il cuore grigio di chi non ama

di Gianni Rodari

Una bambina legge ad alta voce una filastrocca di Gianni Rodari in piazza Matteotti, a Cernusco sul Naviglio. Nella bella cittadina vicinissima a Milano, la locale sezione Anpi il 22 giugno scorso ha invitato chi crede nella democrazia e nei valori della solidarietà e del rispetto umano a leggere pubblicamente un brano da un libro amato. Tutte le pagine proposte in piazza sono entrate a far parte della libreria virtuale “Bella Ciao”. C’era tanta gente e tra questa bella gente anche le piccole Adelaide e Irene che hanno proposto Gianni Rodari. Per Donne della realtà ha partecipato Paola Ciccioli che ha anche scattato questa foto.

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Astrud, la “Garota” poliglotta di João

di Luca Bartolommei

Astrud Gilberto e Stan Getz “on stage”. Foto da tarkus-magicmac.blogspot.com

João Gilberto ci ha lasciati che l’estate è appena iniziata, il caldo però già si fa sentire e la spiaggia comincia a essere affollata, sul lungomare passa una ragazza molto carina ed è subito magia. Magia che si ripete. Infatti guardi lei e nei pensieri quasi si materializzano il testo di Vinicius de Moraes, la musica di Tom Jobim e la chitarra di João, appunto. Già, ma la voce non è la sua, è quella della sua prima moglie Astrud, come mai?

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«La mia rabbia non perduta»

di Salvatore Quasimodo

Due libri, un padre e un figlio, un legame mai interrotto: Salvatore e Alessandro Quasimodo (foto di Paola Ciccioli)

Dal 25 giugno la “traversa Spanò Bolani”, vicinissima al Municipio di Reggio Calabria, ha cambiato nome e si chiama ora “via Salvatore Quasimodo” che proprio in quella città iniziò nel 1926 il suo non troppo amato lavoro di impiegato del Genio Civile. Ad aprire una finestra su quella tappa della sua vita è qui lo stesso poeta Premio Nobel che, in un libriccino intitolato “Autobiografia per immagini” (Via del Vento edizioni 2001, a cura di Giovanna Musolino) non fa mistero dei propri tormenti e li riconosce anzi come il motore interiore della sua creatività. Ne sa qualcosa Alessandro Quasimodo che nel libro “Assolo sul padre” (appena uscito per Aletti Editore) ha aperto il suo cuore e i suoi archivi a Paola Ciccioli, contribuendo a delineare il ritratto pubblico e privato di uno dei principali protagonisti dell’Italia letteraria del Novecento.

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