Afghanistan. Il volto di Aisha

Con questa copertina il Time si chiede se sia giusto che gli Usa lascino il Paese

di Antonio Sgobba

Che cosa accade se lasciamo l’Afghanistan. La foto in copertina dell’ultimo numero di Time non lascia dubbi. Il volto di Aisha, 18 anni, condannata dai talebani per essere scappata dalla famiglia che abusava di lei. La sentenza venne eseguita dagli stessi familiari: il cognato le teneva fermo il capo mentre il marito estraeva un coltello per amputarle naso e orecchie. Non è accaduto dieci anni fa, scrive il Time, quando i talebani erano al potere in Afghanistan, ma solo l’anno scorso. Ora Aisha vive nascosta in un rifugio per donne maltrattate, segue con ansia gli sviluppi della politica del suo stato ed è terrorizzata dalla possibilità che il governo faccia accordi con i talebani: «Mi hanno fatto questo, come possiamo riconciliarci con loro?»

L’inchiesta del Time arriva in un momento in cui le spinte a chiudere con la presenza militare a Kabul sono molto forti negli Stati Uniti. A nove anni dall’inizio del conflitto le pressioni su Obama per il ritiro si fanno sempre più forti. Il settimanale chiede una riflessione in più sul tema e lo fa con una scelta difficile. «Ho pensato a lungo se mettere o meno questa immagine. In primo luogo, volevo essere certo della sicurezza di Aisha e del fatto che potesse comprendere che cosa implicasse essere sulla copertina. Lei è consapevole di diventare il simbolo del prezzo che le donne afghane devono pagare per le ideologie repressive dei talebani», scrive il direttore Richard Stengel nel suo editoriale.

Da giugno il presidente afgano Karzai ha aperto i negoziati con i talebani. Il presidente difende così la sua strategia: «è più importante proteggere il diritto di una ragazza ad andare a scuola o salvarle la vita?». Secondo le organizzazioni non governative che si occupano della tutela delle donne afghane, invece, se questa percorso proseguisse i diritti delle donne potrebbero essere nuovamente sacrificati in nome della pace. La vicenda di Aisha è solo una delle tante storie di violenza sulle donne che accadono ogni giorno in Afghanistan. Nella sua inchiesta Aryn Baker spiega che nonostante i progressi ottenuti nel contrastare i talebani, i diritti umani continuano ad essere violati in molte aree del paese. Le donne afgane temono che l’annunciato piano dell’amministrazione americana e della Nato per lasciare progressivamente il comando in mano alle forze militari dell’Afghanistan farà peggiorare le loro condizioni. Aisha, nel frattempo, sarà portata negli Stati Uniti per una operazione di chirurgia plastica ricostruttiva con il sostegno dalla Grossman Burn Foundation, un’organizzazione umanitaria della California.

da Vita 30 luglio 2010

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