Quando Mozart fingeva di essere la sorella Nannerl

di Mario Chiodetti

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Recensione d’autore: il musicofilo Mario Chiodetti ci presenta “Il diario di Nannerl Mozart”, a cura di Olimpio Cescatti (immagine dal film “La soeur de Mozart” di René Féret http://blog.ritacharbonnier.com/)

«Nella rossa sua veste bordata/ e me ne duole assai/ la Nannerl non fa bella figura/ né da presso né da lungi», scrive Wolfgang Amadeus Mozart intervenendo di straforo nelle pagine di diario della sorella maggiore Maria Anna Walburga Ignatia, nata a Salisburgo nel 1751 e scomparsa, assai anziana per l’epoca, nel 1829.

Proprio il diario di Nannerl, vezzeggiativo che sta per Nannina o Nannarella, è una vera miniera di notizie, curiosità e aneddoti sulla vita del genio e della sua famiglia, e un importante affresco sulla società salisburghese dell’epoca che Leopold Mozart e i suoi due straordinari figli si trovavano a frequentare.

Il musicologo milanese Olimpio Cescatti, già autore di apprezzati volumi su Bellini e Wagner, pubblica per l’editore Zecchini “Il diario di Nannerl Mozart” (pp. 152, euro 25) corredandolo della dettagliata intervista che la casa musicale Breitkopf & Härtel le chiese pochi mesi dopo la morte di Wolfgang, avvenuta il 6 dicembre 1791 a Vienna, al fine di realizzare una biografia dell’illustre fratello.

Al termine del libro un capitolo ci restituisce alcuni scritti di pugno di Amadeus e perfino la bozza di una sua commedia, a testimonianza della versatilità del genio e della sua irrefrenabile voglia di divertimento.

«Dalle pagine del diario di Nannerl, nelle quali ogni tanto affiora qualche nota di Mozart o del padre Leopold, esce un dettagliato ritratto della vita quotidiana a Salisburgo, città un po’ defilata da Vienna con usi diversi e totale mescolanza tra le classi sociali. Qui, per esempio, tutti partecipavano ai tornei di tiro a segno, dai nobili ai commercianti, dagli artisti a chi svolgeva una libera professione. Erano amici e condividevano le passioni, quella musicale sopra ogni cosa», spiega Cescatti.

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Mario Chiodetti e il suo grammofono fotografati da Alberto Bortoluzzi

«Nannerl è precisissima e, dal 1775 al 1783, annota azioni compiute, appuntamenti, persone in visita, nati e morti, eventi musicali, e il lettore può notare la grande intimità con Wolfgang, che a volte si finge Nannerl e scrive di sé in terza persona. Chi rimane un po’ in sott’ordine è papà Leopold, che a quell’epoca era insegnante di musica e vice Kapellmeister. Poi l’autore di “Don Giovanni” se ne andrà a Vienna, e i rapporti con la sorella si allenteranno progressivamente».

Nannerl, enfant prodige come Amadeus, pianista eccellente e con lui portata a spasso per l’Europa come fenomeno musicale da papà Leopold, compose anche diversi brani – di cui non è rimasta traccia – e un suo lied fu lodato dal fratello, che in una lettera le scrive: «Sono basito! Non sapevo tu fossi capace di comporre in modo così grazioso. In una parola, il tuo Lied è bello. Ti prego, cerca di fare più spesso cose come queste». Lui scriverà, per eseguirlo con lei, il Concerto per due pianoforti e orchestra KV 365, e le dedicherà per l’onomastico il Divertimento per oboe, due corni, due violini, viola e contrabbasso KV 251, noto come “Nannerl Septett”.

Il libro di Cescatti, attraverso gli scritti di Nannerl ci fa conoscere un gruppo di famiglie salisburghesi che si frequentano assiduamente, s’invitano vicendevolmente alle feste e compiono passeggiate nei dintorni.

«È un mondo borghese fino al midollo, in cui ogni giornata incomincia con la Messa, e fa quasi meraviglia pensare che un genio come Mozart sia nato in questo contesto. Anche la scrittura di Nannerl, e soprattutto di Wolfgang, ci scandalizza per l’uso frequente della coprolalia, ma allora tra famigliari ci si permetteva tutto, anche se le volgarità non riguardano mai la sfera sessuale. Va detto anche che allora le donne erano uguali agli uomini, viaggiavano sole, indipendenti e libere nei costumi. Partecipavano per esempio anche alle gare di tiro a segno».

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Maria Anna Walburga Ignatia Mozart (30 luglio 1751 – 29 ottobre 1829), detta Nannerl, qui in un dipinto del 1763 attribuito a Pietro Antonio Lorenzoni

La sorella di Mozart, sposata poi a un nobile più anziano di lei e madre di tre figli più i cinque ereditati dal precedente matrimonio del marito, fu un’apprezzatissima insegnante di pianoforte fino alla vecchiaia, ed ebbe rapporti freddi e formali con la cognata Constanze Weber, moglie di Amadeus, la quale vendette addirittura alcune pagine del suo diario spacciandole come fossero di mano del compositore.

Di grande interesse anche l’intervista in cui Nannerl ripercorre, con dovizia di particolari, anche i molti viaggi europei compresi i tre a Milano, uno scritto in cui traspare l’affetto e l’ammirazione per il suo grande fratello, «che se si sedeva al cembalo verso le 9 di sera, non lo si toglieva prima della mezzanotte; e lo si doveva costringere a smettere, altrimenti avrebbe proseguito con le “fantasie” per tutta quanta la notte».

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