La musica e il “carattere dell’anima”

di Daniel Barenboim*

lezioni di Piano 3

“Lezioni di piano”: il pianista inglese Michael Nyman, autore della colonna sonora del film Premio Oscar diretto da Jane Campion, apre venerdì 20 maggio l’edizione 2016 di Piano City Milano (http://www.pianocitymilano.it/ immagine dal web)

Sono fermamente convinto che sia impossibile parlare della musica. Ne sono state date numerose definizioni che in realtà descrivono solo una reazione soggettiva alla musica. A mio parere l’unica definizione davvero precisa e obiettiva è quella data da Ferruccio Busoni, il grande pianista e compositore italiano, il quale disse che la musica è “aria sonora”. Con ciò si dice tutto e il contrario di tutto. Schopenhauer, invece, vide nella musica un’idea del mondo. In musica, come nella vita, possiamo parlare davvero solo delle nostre reazioni e delle nostre percezioni. E se provo a parlare della musica, è perché l’impossibile mi ha sempre attratto più del difficile. Non fosse altro perché tentare l’impossibile è, per definizione, un’avventura, e mi comunica una sensazione di energia che trovo assai attraente. Inoltre c’è il vantaggio che il fallimento non solo appare tollerabile ma è addirittura previsto. Quindi tenterò l’impossibile e cercherò di individuare alcuni collegamenti fra l’inesprimibile contenuto della musica e l’inesprimibile contenuto della vita.

La musica, dopo tutto, cos’è se non una successione di bei suoni? John Locke nel suo Pensieri sull’educazione, un trattato pubblicato nel 1693 sotto molti profili assai lungimirante, scrisse. “Si ritiene che la musica abbia qualche affinità col ballo, e la capacità di suonare qualche strumento è da molti altamente apprezzata. Ma per acquistare una abilità anche solamente mediocre, si richiede che il giovane vi si dedichi molto tempo; eppoi, ciò lo induce spesso a frequentare compagnie poco adatte; sicché molti pensano che alla musica sia meglio rinunciare. E così raramente ho sentito lodare o stimare qualche uomo d’affari o di talento per la sua eccellenza in quest’arte, che io le assegnerei l’ultimo posto fra tutti quelli che si possono includere nell’elenco degli ornamenti sociali”.

Ancora oggi la musica è spesso trascurata nelle nostre riflessioni sull’educazione. Forse è qualcosa di più che un ascolto piacevole o eccitante – forse è qualcosa che, con la sua potenza ed eloquenza, fornisce strumenti straordinari con cui alleviare la nostra esistenza e la fatica del vivere quotidiano? Certo, molti amano tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro e mettere un cd per dimenticare i problemi. Tuttavia sono convinto che la musica ci dia anche un altro strumento di gran lunga più prezioso, grazie al quale possiamo imparare qualcosa di noi, della società, della politica – in poche parole, qualcosa che riguardi l’essere umano. Aristotele, quasi duemila anni prima di Locke, teneva in grandissima considerazione la musica, giudicandola un contributo prezioso all’educazione dei giovani: “Quanto al darsi alla musica non si può spiegare solo con questa ragione [alleviare fatiche e sofferenze] ma anche perché, come pare, è utile al riposo. Nondimeno si potrebbe indagare se ciò non sia accidentale, mentre la natura della musica è più elevata di quanto non lasci supporre l’uso predetto. […] In realtà nei ritmi e nei canti vi sono rappresentazioni, quanto mai vicine alla realtà, d’ira e mitezza, e anche di coraggio e di temperanza e di tutti i loro opposti e delle altre qualità morali (e questo è provato dall’esperienza, ché quando li ascoltiamo, data la loro natura, sentiamo una trasformazione nell’anima). […] Da tali considerazioni è chiaro che la musica può esercitare un qualche influsso sul carattere dell’anima e se può far questo, è chiaro che bisogna accostarle i giovani ed educarli ad essa”.

lezioni di piano 2

«50 ore di musica con oltre 400 concerti per un’edizione non stop: quest’anno Piano City Milano non si ferma mai e la musica accompagnerà la città per tutto il fine settimana». (immagine dal web)

* Inizia così il libro “La musica sveglia il tempo” di Daniel Baremboim (Feltrinelli, 2007), «uno dei più grandi pianisti e direttori d’orchestra dei nostri tempi». Baremboim è nato a Buenos Aires nel 1942 ed è co-fondatore   della West-Eastern Divan Orchestra, «formata da giovani musicisti di Israele e dei paesi arabi».

Grazie a Franco per avermelo donato.

(Paola Ciccioli)

Una Risposta

  1. Inserisco un elemento. Prove scientifiche (ad esempio la tomografia ad emissione di positroni PET) dimostrano come uno stimolo uditivo attivi mediamente il 70% della massa neuronale risultando il più eccitante di tutte le percezioni sensoriali. La vista attiva soltanto un 20% per avere un’idea. La cosa interessante è che la stimolazione uditiva investe in sequenza prima le aree troncoencefaliche deputate alla gestione subcosciente delle funzioni fisiologiche primarie ed i comportamenti istintivi. Successivamente coinvolge le aree deputate alla discriminazione emotiva (capacità di discriminare tra gradevolezza e nocicezione), per poi arrivare alle aree logiche. La musica, nella sua variegazione, può, basandosi sui nessi causa effetto tra situazioni di fisica acustica e le risposte ad esse da parte del sistema nervoso, risultare uno dei massimi canali per indurre apprendimento di concetti (aspetti educativi) e abilità (elementi abilitativi). Attraverso la proposta della musica è possibile imprimere processi di crescita impensabili sull’individuo; processi persino eclatanti e fraintendibili come miracolosi in alcuni contesti di disabilità grave e gravissima a livello nervoso.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

#SFF2016

4/5/6 novembre 2016 - Chiostro "Nina Vinchi" - Piccolo Teatro Grassi - Milano

Donne della realta's Blog

Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?

unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

agoradellavoro

Per incontrarsi, ribellarsi, progettare. Accade a Milano

blogcartebollate

il blog di CarteBollate

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Impariamo la Costituzione

un articolo a settimana

Rage against the world

Noi vogliamo uguaglianza con ogni mezzo necessario

dubbi(e)verità

Dubbi e verità o Dubbie verità?

slanthings

we live in an age when unnecessary things are our only necessities

the POP CORNERS

Pop corn d'angolo

Se Non Ora Quando Milano

Se non le donne chi?

RIHLA SAIDA

photoblog of a restless wanderer

Libreria delle Donne Bologna

"C'è tutto ciò che c'è quando ha tutto ciò che ha dove c'è quello che c'è" (G. Stein)

Aspettare stanca

per una presenza qualificata delle donne in politica e nei luoghi decisionali

giustizia mediazione civile

giustizia e mediazione civile

cronichlesofmari

the open diary of mari key

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: