Politica

di Aharon Shabtay

POLITICA

love

Dalla mostra “Love. L’Arte contemporanea incontra l’amore”, prorogata fino a domenica 26 febbraio 2017 al Chiostro del Bramante di Roma (http://www.chiostrodelbramante.it/)

Le tue braccia che bacio nel nodo tra la spalla e il seno,

le gambe bianche, ramificate come tralci di vite, con l’amuleto della vagina,

l’aperta pianura del ventre, il collo, le labbra, gli occhi –

sono la liberalità, la fratellanza, la scoperta vibrante della verità,

sono la giustizia, l’uguaglianza, la libertà di desiderare e di pensare,

sono il dono delle opportunità, sono il lavoro che è l’amore,

quando sollevi le ginocchia svergognano la tirannia, la tracotanza, l’odio,

sono l’integrità, l’orgoglio che non si piega, l’onestà,

sono il comune che si rivela nel privato, la volontà di dividere,

sono la ribellione contro ogni stupidità, contro ogni ignoranza e fanatismo,

sono il piacere di soddisfare, di appagarsi, di appagare,

sono la bellezza che non si compra col denaro, ma con la gioia,

negano lo sfruttamento, l’oppressione, l’occupazione, sono la morale amabile,

sono la vicinanza, la dedizione impavida, la fede,

sono l’accessibilità dei bisogni primari, l’educazione, il rapporto di dignità,

sono il diritto di riposare, di oziare, di dimostrare, di contraddire,

tutto ciò che è buono e degno per l’umanità è concesso ai miei occhi e al mio tocco,

ecco la mia politica, dalle membra delicate, stesa sul letto davanti a me!

Politica (per il blog)

Il testo originale in ebraico di “Politica”

*Questa poesia, dal titolo “Politica”, è tratta da Forte come la morte è l’amore. Tremila anni di poesia d’amore ebraica (Belforte, 2007). Dell’autore – Aharon Shabtay – la traduttrice Sara Ferrari scrive: «Personaggio talvolta scomodo, è stato molto criticato in Israele per alcune sue dure dichiarazioni nei confronti del governo». Oppositore interno e “uomo in rivolta”, Shabtay con questi versi ci trascina – così è sembrato a me – a far combaciare i sentimenti più intimi con i comportamenti pubblici. Io ho letto la sua poesia agli amici che, la notte del 30 gennaio, sono rimasti con me e con Luca fino alla fine della nostra festa di matrimonio.

(Paola Ciccioli)

AGGIORNATO IL 15 FEBBRAIO 2017

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