Disperazione e coraggio, con le sette donne che hanno occupato l’Hotel Bellavista di Fertilia

di Maria Elena Sini

Sette donne, sette mamme tra i 27 e i 45 anni, martedì 18 marzo hanno occupato l’Hotel Bellavista a Fertilia, una borgata a 6 chilometri da Alghero. Sono alcune delle tante persone che a causa della crisi economica non erano più in grado di pagare l’affitto, le bollette della luce e dell’acqua. Sono tutte disoccupate, sono ragazze madri o separate che non ricevono aiuti dagli ex compagni. Così hanno compiuto questo gesto eclatante e drammatico, dettato dalla disperazione.

Hotel Bellavista 2

Vita quotidiana nell’hotel occupato

La struttura, attualmente di proprietà della Regione, è chiusa da tre anni ma le camere dei primi due piani sono agibili e fornite di tutti gli arredi, purtroppo non c’è né acqua né luce per cui si va avanti riempiendo bidoni alla fontana e con lampade da campeggio.

Come è apparsa la notizia sul quotidiano locale, si è subito messa in piedi una rete di aiuti formata da diverse associazioni che hanno iniziato a fornire quanto era necessario per garantire la sopravvivenza nella struttura occupata: detersivi per pulire i bagni, coperte e lenzuola, viveri, piatti e posate di plastica, pannolini per i bambini.

Ho aderito al gruppo di supporto che si è formato su Facebook , Task Force Rosa, sono andata a fare un po’ di spesa per dare il mio contributo e ho incontrato queste donne coraggiose.

Al mio arrivo trovo un grande fermento: tutti si danno da fare per pulire e rendere abitabile l’Hotel chiuso da tanto tempo, qualcuno cerca di far partire un gruppo elettrogeno.  Continua a leggere

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Perché il 25 novembre è tutti i giorni

di Maria Elena Sini

Qualche giorno fa mentre andavo a scuola ho notato un enorme manifesto che pubblicizzava le diverse iniziative cittadine per la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Il primo pensiero è stato : come è possibile che oggi nel XXI secolo ci sia bisogno di una giornata per parlare delle violenze che vengono perpetrate nei confronti delle donne in quanto donne ? Purtroppo la morte di 115 donne nel nostro paese, vittime di “femminicidio”, termine brutto ma attraverso il quale appare chiaro che “violenza familiare”, “raptus della follia”, “delitto passionale” sono parole dietro cui si nasconde la volontà di normalizzare il racconto di un fatto di cronaca nonché il tentativo di considerare queste morti come gesti fuori dalla ragione rifiutando una lettura più complessa, sembra giustificare questa giornata Continua a leggere