Grazie a Eddo, il mio “confessore” di computer

di Mariagrazia Sinibaldi

A Eddo, mio pazientissimo e sempre presente maestro

Mariagrazia e il maestro 1

Mariagrazia Sinibaldi e il suo maestro di computer Eddo Ferrarini, fotografati da Paola Ciccioli giovedì scorso durante “un ripasso” nella Bibilioteca comunale di Cologno Monzese

Avete fatto caso che le cose, le cose meglio riuscite,  sono quelle che arrivano per caso?

E nelle quali, arrivate per caso, ci buttiamo a capofitto senza valutarne le conseguenze?

E il cui ottimo risultato è dato dal fatto che questo giunge assolutamente inaspettato?

Ecco: questo NON è il mio caso!

L’unica cosa casuale è stata il mio sguardo pigramente poggiato su un volantino che diceva: «S’impartiscono lezioni di computer face to face».

Mi trovavo in biblioteca dove ero andata, non per caso, a chiedere un libro non per caso consigliatomi dalla mia amica. E dirò di più: la parola computer non mi aveva punto per niente!

Ma il face to face… questo sì che m’intrigava! Lezioni private, dio mio che bello! Che se non capisco una cosa posso chiedere spiegazioni senza essere presa per scema! Ecco, sì, quasi un confessore! Mi sono iscritta, rapida e sicura.

E così mi sono avviata su un sentiero tortuoso dentro un bosco carico di ombre e di difficoltà. «Mamma! – dicevano i figli – ma che tortuoso, ma che difficoltà… Non fare l’Eleonora Duse, mamma!».

E lì finiva: questo l’aiuto dei figli, che mi facevano sentire decisamente out… Anzi, no, non out, decisamente “fuori moda”, questo il termine giusto. C’è una bella differenza! Il “fuori moda” è scialbamente, irrimediabilmente, una zona grigia!

Non capivo niente, ma cocciutamente andavo in biblioteca a pestacchiare su quell’orrido “coso”, che si comportava come avesse un’anima tutta sua, dedita in maniera totale a farmi dispetti.

Lo schermo lampeggiava o mostrava cose assolutamente non richieste. Oppure (orrore degli orrori) tutto quello che avevo scritto con fatica scompariva completamente: TUTTO!

Era prima il terrore (oh dio, scoppierà? Dio mio! Prenderà fuoco?) e poi la depressione (sono out! Sono fuori moda! Sono vecchia, per queste cose… Lasciandomi una piccola via d’uscita: per queste cose sì, per altre no).

Finché un bel giorno il mio gentile, pazientissimo, maestro, mettendosi le mani nei capelli ha esclamato… No, ha rantolato: «Non imparerai MAI!» e così il mio intrigante face to face finì lì.

Smisi di andare in biblioteca; altre cose urgevano, drammatiche e pressanti.

Una volta risolte queste, dal profondo cominciava a riuscire fuori…Però… però… però.

Come una piccola zona mancante; come una cosa iniziata e non finita; come una curiosità non appagata.

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Ancora Mariagrazia ed Eddo Ferrarini, 77 anni compiuti il 24 aprile scorso, impegnato nel volontariato anche con l’Associazione colognese famiglie anziani. Queste riflessioni di Mariagrazia sono state scritte circa quattro anni fa e da allora il suo rapporto con la tecnologia è andato avanti, non senza conflitti, come ha raccontato in questo blog e nel libro di prossima pubblicazione a cura dell’Associazione Donne della realtà

«Capisci – dicevo al figlio che mi si parava davanti in quel momento -, non capisco il meccanismo». E quello, continuando a lavorare al suo computer, rispondeva: «Ma che meccanismo e meccanismo! O è sì o è no». «Neanche un piccolo ni?», dicevo io. «NO!», diceva il figlio di turno in tono perentorio. «O è sì o è no. O è bianco o è nero!». «Neanche un po’ di grigio? – dicevo io – magari sfumato al rosa confetto? Magari sfumato al celeste cielo?». «No, ti dico no», un’intonazione da capestro. E il mio amatissimo Cartesio? E il suo limpido ergo? Dove erano finiti?

Oh Dio mio! Dove, dove, sono finiti? Nella spazzatura? Nella spazzatura no, ma un po’ da parte sì, solo un po’… si stessero zitti, loro due, non mi ingombrassero la mente proprio ora che sono sull’orlo della comprensione. Eccolo il nocciolo della questione, qui sta il problema… cambiare testa…e l’ho fatto…

E HO COMPRATO IL COMPUTER.

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