Storia di Laura. Poliziotta e madre che studia per il diploma. Seconda puntata: premiata la sua curiosità intellettuale

di Maria Elena Sini*

images (8)In ottobre ho raccontato la storia di Laura che a settembre, nella mia scuola, ha sostenuto e superato l’esame di integrazione degli anni scolastici perduti e di idoneità alla classe quinta delle scuole superiori. Oggi sono molto felice di raccontare la seconda puntata di questo cammino, non dico la fine perché Laura ha davanti a sé diverse strade ancora da percorrere per realizzare pienamente le sue ambizioni di donna libera e indipendente.

Dopo il primo positivo risultato, nel corso dell’anno scolastico Laura ha frequentato il corso serale per conseguire l’ammissione all’esame di Stato per il diploma. È stata ammessa e a luglio ha affrontato l’esame che ha superato con un brillante 83/100.

I problemi familiari non sono mancati neanche quest’anno ma, combattendo contro gli eventi sfavorevoli, ha tenuto duro e caparbiamente ha frequentato con assiduità il corso di preparazione. Anche io ho insegnato per alcune ore in questo corso e me la ricordo attenta e concentrata nel tentativo di ottimizzare il tempo che riusciva a sottrarre alla sua famiglia, download (2)al suo bambino e al suo lavoro in polizia per realizzare il suo sogno. Nelle sere di primavera in cui si tenevano le lezioni, Laura, sempre di corsa nel continuo tentativo di crescere e soddisfare la sua curiosità intellettuale, nonostante le preoccupazioni della vita quotidiana, riusciva a mantenere il suo sorriso aperto, trovava le parole per incoraggiare una compagna più fragile, comunicava quella leggerezza che consente di sdrammatizzare, senza banalizzarle, anche le situazioni più difficili.

Dopo l’incontro in cui l’anno scorso mi ha raccontato la sua storia e grazie anche a delle amicizie in comune la nostra conoscenza si è approfondita per cui sono stata contenta che non fosse tra le alunne della mia commissione d’esame perché sarebbe stato imbarazzante per tutte e due. Ma per fortuna lei era in una commissione con la lingua francese mentre io ero in una di lingua inglese. Ci vedevamo comunque tutte le mattine, io nel mio ruolo di commissario d’esame, lei con i jeans, le scarpe basse e i capelli sciolti sulle spalle sembrava una studentessa solo un poco più grande delle altre. Mi raccontava passo passo la sua avventura: dopo le prove scritte mi ha detto di aver ottenuto il massimo del punteggio nella prova di italiano e dei buoni voti anche nelle altre prove scritte. Io ero certa che lei avesse le carte in regola per fare un esame brillante (nonostante ancora oggi mi chieda dove e quando abbia trovato il tempo per studiare) e ancor prima degli orali le dissi: «Laura è fatta, vai serena, con la tua facilità di parola li stenderai tutti!» Ed è stato proprio così: anche nella prova orale, iniziata in un disinvolto francese, ha ottenuto il massimo del punteggio.

Qualche sera fa, terminato l’esame, sono andata a prendere una pizza con lei e con delle sue vecchie compagne di scuola dei tempi in cui frequentava il liceo scientifico. Una download (1)attualmente insegna lingue in un istituto tecnico, l’altra è una pediatra. Proprio Daniela, la pediatra, mi ha detto: «Io ero la secchiona della classe, diligente e studiosa, ma Laura faceva dei compiti bellissimi e aveva voti molto alti in tutte le materie. Io sono diventata la più brava della classe solo quando lei si è ritirata». Le amiche le hanno fatto un regalo e al di là dei brindisi di rito si vedeva chiaramente che erano contente per lei, per questa soddisfacente conclusione del ciclo di studi che, anche se avvenuta con qualche anno di ritardo, la risarciva delle delusioni e dei sacrifici degli anni passati.

Sia io che le sue amiche l’abbiamo incoraggiata a iscriversi all’università, lei ha detto che per ora non ci pensa (ma potrebbe stupirci), sostiene che al massimo sfrutterà il diploma per affrontare il concorso per diventare sovrintendente o ispettore tra qualche anno, quando suo figlio sarà un po’ più grande e per lei sarà possibile stare lontana da casa per due mesi come è previsto nel caso in cui superasse la selezione.

4 Risposte

  1. Aspetto parti successive della storia!

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  2. Ciao, Silvio, dove sei finito? Hai visto che belle cose scrive la nostra amica? Come sono contenta!

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    • Ciao Paola, la mia frequentazione della rete ė scarsa. Comunque ho visto la foto che ti ritraeva insieme a Maria Elena a Capo Caccia (?? Credo che il luogo si chiami così), su Facebook?!

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  3. Caro Silvio sei uno dei miei più fedeli lettori!!!

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