Le donne nella Storia, anche dalla parte del nemico

di Angela Giannitrapani

Liliana Moro della Università delle Donne e organizzatrice dell'evento (foto scattata da Angela con il cellulare)

Liliana Moro della Università delle Donne e organizzatrice dell’incontro (le foto sono state scattate da Angela con il cellulare)

Dove sono le donne nella Storia? Ce lo siamo chieste  qualche tempo fa con una mini rassegna a “La Casa di Vetro” di Milano , dove si sono incontrate studiose, giornaliste, docenti, scrittrici attente alle testimonianze e ai racconti storici di genere. Continuiamo a chiedercelo, dopo l’onda patriottica delle Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, quando la città e parte del suolo nazionale erano contrassegnati da incontri e conferenze sul Risorgimento al femminile. E per fortuna.

Tutte sappiamo che le donne nella Storia ci sono state e ci sono e tutte abbiamo la percezione che ci siano state in un modo che non è stato raccontato. Non posso, per mancate competenze, addentrarmi nel nocciolo della questione e non voglio, perché usurperei il posto e il ruolo che un sempre maggior numero di donne studiose hanno su questa questione. E ancora una volta, per fortuna! La novità è che l’argomento esce dagli atenei e dalle sacre sedi e comincia a fare capolino nelle associazioni femminili e quindi si presenta a un pubblico più ampio e non specialistico. 

Lea Melandri (presidente) e Laura Lepetit

Lea Melandri (presidente) e Laura Lepetit

Sabato 22 febbraio, infatti, alla Libera Università delle Donne si è tenuto un incontro che, pur partendo da una scomoda tematica, quella della “cattiveria femminile”, l’ha travalicata e si è concentrato su uno studio storico-documentario: Roberta Cairoli ha risposto alle domande di Liliana Moro, che ha voluto l’incontro, e ha condiviso il tempo con Roberta Fossati. Entrambe fanno parte della Società Italiana delle Storiche, che si prefigge di rintracciare personaggi e presenze femminili nella compagine storica delle varie epoche. Roberta Cairoli, in particolare, ha riferito al pubblico, tutto al femminile, del suo studio sulle ausiliarie della Repubblica Sociale Italiana. Il suo lavoro si è basato non soltanto sui saggi storici ma, soprattutto, sulla consultazione di un consistente numero di sentenze delle Corti d’Appello e Corti di Cassazione che hanno celebrato i processi a loro carico. Non entro nel merito e rimando alla sua pubblicazione Dalla parte del Nemico, edizioni Mimesis 2013, né è mia intenzione dare una mia personale valutazione qui. Tengo, però, a dire che da questo lavoro sono emersi stereotipi sulla donna che hanno influenzato perfino le sentenze e dimostrano quanto la Storia, in generale e quella delle donne in particolare, vada indagata e riletta. Oggi sabato 1 marzo all’Unione Femminile Nazionale  si terrà un incontro sulle Partigiane. E anche per questo evento sono stati promessi stereotipi da denudare.

La copertina del libro “Dalla parte del nemico”

La Storia la scrivono i vincitori, si sul dire, ed è sempre difficile indagarla senza pregiudizi; molto spesso è anche molto doloroso. Ma se vogliamo capire dove siamo è assolutamente indispensabile farlo. Per quanto riguarda quella con le donne, poi, è tutto un discorso da cominciare. Ma c’è chi studia, chi cerca tracce, chi scova indizi sotto la polvere dei secoli e riflette, ricuce, raccorda, porta alla luce.

Siamo pronte ad ascoltarle?

Qui il volantino dell’inaugurazione della mostra storica dell’Unione  Femminile Nazionale

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