Se non ora quando?

“Apprendo adesso che siamo un milione nelle piazze di tutta Italia”. Così l’attrice Angela Finocchiaro, dal palco di piazza del Popolo nel corso della manifestazione ‘Se non ora quando?’. Dalla piazza un solo grido rivolto al premier, “Dimissioni”.

Domina piazza del Popolo un grande striscione firmato dalle Donne del Sud: “non chiamatemi escort, sono una puttana. Non chiamatemi puttana, sono una schiava”. E proprio sotto lo striscione si sono alternate iniziative, la piu’ partecipata delle quali e’ stato un coro gospel. Anche la musica scelta per animare la piazza, in attesa che sul palco comincino gli interventi, e’ all’insegna dell’orgoglio femminile: da Respect di Aretha Franklin a pezzi piu’ recenti come quelli di Siouxsie and the Banshees. A Roma un minuto e mezzo di silenzio irreale 90 secondi di silenzio. 90 come la paura del silenzio collettivo. Poi la voce, adesso, per ricominciare a contare, non più alla rovescia. Poi uno striscione, immenso, è calato dal Pincio comn la scritta “Vogliamo un Paese che rispetti le donne”. Camusso: questo governo fa politica contro le donne. Gelmini: in piazza solo poche radical chic. Finocchiaro: ministro Istruzione sbaglia, e’ pregiudizio. Bindi: movimento non si fermera’. Giulia Bongiorno: feste hard non selezionino i dirigenti. Monica Vitti ha affidato un messaggio ad Angela Finocchiaro: le donne mi hanno sempre sorpreso. “Le donne – e’ ancora il pensiero di Monica Vitti – sono forti ed hanno la speranza nel cuore e nell’avvenire”. Un corteo a Montecitorio Un gruppo di alcune centinaia di donne si e’ staccato dalla manifestazione in difesa della dignita’ femminile a piazza del Popolo ed e’ partito in un corteo spontaneo verso Montecitorio. Invasa la piazza, hanno scavalcato le transenne e sono giunte davanti alla porta della Camera. Poi sono state allontanate. 60mila persone si sono radunate in Piazza Castello a Milano, nonostante la pioggia che da ore continua a scendere, in occasione della manifestazione nazionale organizzata per rivendicare la dignita’ delle donne. Il segretario di Sel, Nichi Vendola, è stato acclamato dalla folla. Molte donne hanno raccolto l’appello di scendere in piazza con una sciarpa bianca. Non mancano gli uomini anche nelle prime file. Tra la folla spuntano dei cartelli : “il berlusconismo arretrato e’ volgare, e’ una piaga sociale, ha svuotato anche la politica dal suo codice morale”. Grande adesione a Bologna alla manifestazione nazionale in difesa della dignita’ e dei diritti delle donne. Diverse migliaia le persone in corteo partito intorno alle 15 da piazza XX Settembre, nei pressi della stazione ferroviaria. Tra i manifestanti soprattutto donne (di ogni eta’) ma anche molti uomini. “Ne’ perbene ne’ per male, unite diverse leader” questo lo striscione in testa al corteo. Il fiume di persone percorrera’ le vie del centro per poi tornare al punto di partenza. Poi avranno inizio i vari interventi dal palco allestito di fronte alla piazza. Tra i partecipanti all’iniziativa anche il candidato a sindaco di Bologna per il centro-sinistra, Virginio Merola, fresco vincitore delle primarie di coalizione. A Genova ono 30.000, secondo gli organizzatori del comitato genovese ‘Se non ora quando?’, i cittadini scesi in piazza De Ferrari. Molti i cartelli e gli slogan: “Le vere ventenni si piegano sui libri”. Andrea, 8 anni, tiene in mano un cartello con scritto “Voglio un futuro migliore”. Dimissioni” e “Vergona”, sono  i due slogan maggiormente scanditi nel corso della manifestazione che ha attraversato le strade di Napoli da piazza Matteotti e si e’ concluso a piazza Dante. “Siamo 100mila, tutte non a disposizione di Berlusconi”, dice Elena Coccia, una degli organizzatori, dal palco. Unica bandiera che ha sfilato, quella italiana. A Venezia sarebbero circa novemila (secondo le organizzatrici) le donne che hanno sfilato a Campo Santa Margherita. Successo inatteso anche per la manifestazione di Bruxelles, dove circa mille donne, alcune accompagnate, hanno fatto sentire la loro voce ribadendo di non “essere moraliste” ma di “essere per la morale”. Un corteo di 10mila persone, secondo i comitati promotori, ha marciato per le strade del centro di Bari in difesa della dignita’ e dei diritti delle donne, dopo il ‘caso Ruby’. Non c’erano sono solo donne ma migliaia di uomini che, partendo dalla centrale piazza prefettura, sfilavano pacificamente con striscioni e manifesti: “Chi governa deve dare il buon esempio e non chiedere il legittimo impedimento”, si leggeva su uno di questi. Ventimila persone sono andate in piazza anche a Palermo, 1.500 a Bergamo, mille a Pesaro, 500 ad Ascoli Piceno, 800 a Savona. E poi Cosenza, Catanzaro, Roccella Jonica. E in tante altre citta’ ancora. Circa 1500 donne, ma anche uomini,hanno partecipato a La Spezia in Piazza Cavour alla manifestazione per la dignita’ delle donne organizzata dal comitato ‘Se non ora quando?’. La kermesse e’ iniziata con tamburi e fischietti all’insegna degli slogan: “per mandar via Berlusconi e tutta la sua compagnia” e “ne’ per bene ne’ per male, unite, diverse, libere”. Sul palco della piazza, oltre agli interventi, musiche, letture e teatro. Maria Cristina Guassone, una delle organizzatrici, ha detto : “dobbiamo smetterla col silenzio perche’ quello che sta succedendo non e’ soltanto una questione privata ma anche una questione pubblica e politica e cosi’ dobbiamo urlare la nostra indignazione”. “E’ tempo di tornare in piazza per difendere la dignità delle donne e riprenderci la politica”. Lo afferma l’attrice Isabella Ragonese, in un’intervista a La Repubblica, a poche ora dalla manifestazione di Piazza del Popolo a Roma ‘Se non ora, quando?’. Anche gli italiani di Londra sono scesi in piazza per la dignita’ delle donne: palloncini viola, ombrelli variopinti in una giornata piovigginosa, alcune centinaia di persone – molti uomini – si sono raggruppati sul marciapiede di Whitehall, la ‘strada del governo’ britannico, all’incrocio con Downing Street per la manifestazione “se non ora quando?”. Mamme coi passeggini, giovani, uomini e donne di mezza eta’ hanno ascoltato attenti i discorsi innalzando cartelloni: “Cercasi presidente del Consiglio onesto, dignitoso, rispettoso della Costituzione. Astenersi mitomani, sessodipendenti, collusi e ricattabili. Istrionismo non gradito”, era lo slogan di un poster con cornice tricolore affisso alla staccionata dentro cui si e’ svolta la manifestazione. dai RaiNews24

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