«Ribelle, mi piace questo nome!»

di Luis Sepúlveda*

Luis Sepulveda Lumaca

La lumaca si rattristò a sentire la storia della tartaruga e divenne ancora più triste quando lei, sempre cercando lentamente fra le tante parole che conosceva, le disse che stava attraversando quel prato, fra esseri strani a volte gentili e a volte ostili, per sempre lontana da quella che era stata la sua casa, perché era diretta in un luogo vago che aveva per nome la parola più crudele. Si chiamava esilio.

«Ti posso accompagnare?» sussurrò la lumaca.

«Dimmi prima cosa cerchi» rispose la tartaruga, e la lumaca le spiegò che voleva conoscere i motivi della propria lentezza e anche avere un nome, perché l’acqua che cade dal cielo si chiama pioggia, i frutti dei rovi si chiamano more e la delizia che cola dai favi si chiama miele. E poi le spiegò che la sua domanda e il suo desiderio irritavano le altre lumache, al punto che avevano minacciato di cacciarla dal prato, e che lei aveva preso la decisione di andarsene e di non fare ritorno finché non avesse avuto una risposta e un nome.

La tartaruga cercò con più calma del solito le parole per replicare e le raccontò che durante la sua permanenza presso gli umani aveva imparato molte cose. Per esempio che quando un umano faceva domande scomode, del tipo: «È necessario andare così in fretta?» oppure «Abbiamo davvero bisogno di tutte queste cose per essere felici?», lo chiamavano Ribelle.

«Ribelle, mi piace questo nome!» sussurrò la lumaca. «A te gli umani hanno dato un nome?»

«Sì, visto che non ho mai dimenticato la strada di andata né quella del ritorno mi hanno chiamato Memoria… ma poi sono stati loro a dimenticare me.»

«Allora, Memoria, proseguiamo insieme?» domandò la lumaca.

«D’accordo, Ribelle» rispose la tartaruga, e girando su se stessa lentamente, molto lentamente, le spiegò che sarebbero tornate sui loro passi perché voleva mostrarle qualcosa di importante. Qualcosa che le avrebbe fatto capire che erano compagne di strada fin da prima di conoscersi.

sepulveda-2

La copertina dell’edizione in inglese della favola, pubblicata su Facebook da Luis Sepúlveda

*E questa è stata la mia lettura del giorno di Pasqua. La devo ad Angela, Angela Giannitrapani, che mi ha regalato “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” di Luis Sepúlveda (Guanda, 2013) e me lo ha fatto autografare dallo scrittore cileno che ha disegnato anche una vispa lumachina ribelle sulla prima pagina del libro. Una favola, la sua, che mi ha “detto” tante cose familiari, cose che evidentemente Angela già sapeva. La abbraccio. 

(Paola Ciccioli)

Oggi nel Gruppo Facebook di Donne della realtà Paola Ciccioli ha postato alcuni aggiornamenti sul Cile e le manifestazioni iniziate a ottobre 2019 e violentemente represse con il bilancio di 23 persone uccise.

Nel Paese sudamericano torna l’ombra del passato e del golpe di Augusto Pinochet dell’11 settembre 1973 a causa del quale Luis Sepúlveda fu arrestato, torturato e costretto all’esilio.

AGGIORNATO IL 24 NOVEMBRE 2019

2 thoughts on “«Ribelle, mi piace questo nome!»

  1. sono stata la lumaca ribelle da sempre, quella con mille domande… non ho ancora finito. Quando a lavoro mi dicono: “bella domanda”, sorrido e rispondo che ho preso una specializzazione in belle domande! sono sempre più convinta che le belle domande valgano più di mille consigli e di una risposta sempre pronta! voi?

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...