«Pane e baciamano nel mio Canada dove tutto è grandioso (frigoriferi inclusi)»

di Mariagrazia Sinibaldi – da Gatineau (Canada)

Canada, 1

Prosegue il “reportage” di Mariagrazia dal Canada (https://donnedellarealta.wordpress.com/2015/06/24/gira-che-ti-rigira-tra-le-villette-per-ritrovare-casa-mia-e-dovuta-intervenire-la-polizia/) con il racconto della sua visita in una casa-museo del pane. Qui è con il gentiluomo in abito d’epoca che le ha fornito dettagliate informazioni, salutandola con il baciamano d’ordinanza. Le foto di questo e del precedente post sono state scattate dal suo amico Stéphane: lo ringraziamo per la generosa collaborazione

In questo Paese, dove tutto è di dimensioni grandiose, dai fiumi, agli alberi alle strade, ai parchi dove giocano bambini e adulti, dove lo spazio a disposizione è tanto tanto tanto, ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­anche le case che sembrano piccoline, contengono cose grosse: frigorife­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ri… lavatrici… pentoloni… camere spaziose e cucine che sono signore cucine… e bagni immensi (e i nostri così risicati risicati), in questo Paese dove il supermercato ha le dimensioni di una fabbrica di automobili, dove le macchine sono quasi sempre Suv, in questo Paese, dicevo, esiste un mulino che macina grano ancora con grosse ruote di granito; annesse ci sono la casa del padrone (1850 circa), ora sistemata a museo, e una panetteria con infinite qualità di pane, dove un gentile vecchio signore barbuto vende pane e farina del mulino…

E te ne vende quanta ne vuoi tu, di farina: 1 chilo, 5 chili, mezzo chilo, 20 chili… E te la prepara come vuoi tu: farina bianca (noi diremmo doppio zero) oppure con qualche cucchiaiata di cruschella (e così serve a fare dolci particolari)…, oppure fa metà e metà e con questa si impasta il pane integrale… e se lo vuoi più integrale ancora ti aggiunge cruschella…. come vuoi tu… a tuo piacimento.

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Il fresco boschetto intorno alla casa museo

E la gente si muove da lontano per fare acquisti qui, a Saint-Roch-des-Aulnaies, gioiellino sperso in mezzo ai boschi, col fiumicello dalle rive ombrose che mette in moto le ruote del mulino… Perché qui, in questo modernissimo Paese, c’è chi si fa il pane in casa.

E dopo immense distese di grano ancora verde alla metà di giugno, dopo piantagioni di mais che raggiungono l’orizzonte, l’occhio riposa e l’animo trova pace. Oh Dio… non facciamo esagerazioni… però, davvero è un posto tranquillo.

Abbiamo chiesto, il mio amico canadese e io, di visitare la casa museo; ci è stato detto che il museo avrebbe aperto alle 11 e che se volevamo potevamo, in attesa, fare un giro nel giardino, con il roseto… e i fiori… e i prati sistemati alla francese. Il biglietto costava 10 dollari (per me 8, onore alla vecchiaia) e si poteva acquistare lì… ma dove? Non c’era un casotto, una piccola costruzione un qualcosa che assomigliasse ad una biglietteria…

«Là-bas… là-bas», insisteva il vecchio signore con la barba… E infine, individuammo, nascosta per bene ad occhi indiscreti, l’entrata della biglietteria. Dopo un giretto nel bel giardino alla francese, ci presentammo e ci venne incontro, tutto cerimonioso, il vecchio signore della panetteria, vestito da gentiluomo dell’Ottocento: sarebbe stato la nostra guida.

E ci spiegò tutto parlando in prima persona, come fosse stato il signore della casa: «Appena arrivato IO ho fatto così… MIA moglie ha fatto colà… MIO figlio ha studiato… La NOSTRA tavola apparecchiata per una cena di gala… gli uomini da un lato… le signore dall’altro… perché gli uomini amano parlare di politica… le signore amano parlare di bambini, pizzi e merletti…».

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Mariagrazia mentre “studia” gli ingranaggi del vecchio mulino

Insomma dico io, Mariagrazia, una spiegazione proprio comme il faut. Siamo andati a visitare il mulino… avrei preferito non farlo perché lì ho scoperto che le macine di granito sono azionate da un motore elettrico.

Ma…vabbè… però le macine ci sono e sono davvero di granito.

Siamo tornati alla biglietteria: il signore vestito da gentiluomo è entrato, io sono rimasta fuori e nobilmente ho porto la mano per salutarlo… il signore si è inchinato e ha fatto il baciamano. Ma la porta improvvisamente si è chiusa sulle nostre mani congiunte e, vigliaccamente, ci ha separati.

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