Storia di Laura. Poliziotta e madre che studia per il diploma

Una agente di polizia con un bambino

di Maria Elena Sini*

Laura è una delle donne che a settembre, nella mia scuola, ha sostenuto l’esame di integrazione degli anni scolastici perduti e di idoneità alla classe quinta delle scuole superiori. È una bella donna, ha più di quaranta anni, ha lunghi capelli ricci e un bel sorriso che le illumina il viso quando comincia a raccontare la sua storia e mi sommerge con un fiume di parole.

Le è sempre piaciuto studiare, ma quando era in seconda liceo scientifico una brutta malattia l’ha costretta prima ad un ricovero e poi ad una lunga permanenza a casa. Quando due anni dopo è tornata a scuola non si sentiva a suo agio in una classe dove tutti gli studenti erano più giovani di lei e ha abbandonato. Ha iniziato a frequentare vari corsi ma senza aver chiaro che cosa volesse fare veramente. Alla fine, più di venti anni fa, è entrata in polizia. Quando le ho chiesto che cosa l’aveva spinta verso questa scelta mi ha risposto che voleva dare il suo contributo per costruire un mondo giusto e senza sopraffazioni. Da allora ha lavorato nella squadra mobile, nella squadra narcotici affrontando situazioni delicate e pericolose sopportando lo stress di un lavoro che impone ritmi logoranti.

Nel frattempo la vita non le ha risparmiato dolori e preoccupazioni: ultima di sei figli ha perso due fratelli ancora giovani, i genitori si sono ammalati, il padre è morto e la madre attualmente è invalida. L’dea di riprendere gli studi non l’ha mai abbandonata ma la sua vita sempre in salita glielo ha impedito per molto tempo.

Nel periodo in cui ha perso uno dei fratelli a cui era profondamente legata e quindi era particolarmente vulnerabile e bisognosa di affetto ha conosciuto un uomo che le ha fatto una corte serratissima e l’ha fatta sentire al centro del mondo. Lei aveva bisogno di amore e di equilibrio e quest’uomo più grande e più maturo le prometteva la serenità e la stabilità che sentiva di meritare. Laura sperava di poter rallentare, di poter smettere di correre alla ricerca della sua strada.

Dopo tre mesi aspettava un bambino, ma la relazione non ha portato quello che lei si aspettava. Dopo averla conquistata il suo compagno si è rivelato molto diverso da come si era presentato in un primo momento così una sera Laura ha preso una valigia e il suo bambino e se ne è andata. Ha guidato con gli occhi pieni di lacrime sino ad arrivare a casa della madre dove vive ancora oggi.

Questa donna coraggiosa e forte è rimasta a casa della madre perché le due donne si sostengono a vicenda, ma nel frattempo facendo duri sacrifici ha comprato una casa sua che ha arredato con amore, “Ci sono persino le tende” mi ha detto, ma dove non vive.

Abitando a casa della madre aveva pensato di frequentare un corso serale per riprendere gli studi, ma con un bambino piccolo era impossibile stare fuori di casa tutte le sere dalle 18:00 alle 23:00, per cui ancora una volta il sogno era stato accantonato.

La sua vita è continuata senza tregua: dopo la separazione sono continuati i contrasti con l’ex-compagno per gli alimenti, per la cura e l’affidamento del bambino, problemi che si aggiungevano al lavoro stressante, alla cura della madre, agli impegni familiari con la vedova del fratello.

Quando scopre che presso una scuola della sua città è attivo un corso di supporto per le persone che intendono studiare per recuperare degli anni scolastici il suo sogno riprende forza. Si tratta solo di quattro mesi di corso e l’orario è più agevole dalle 17:00 alle 19:00. Certo non ci sono lezioni per tutte le materie e bisogna studiare tanto da soli, ma ci sono degli insegnanti che danno delle indicazioni, che forniscono materiale e poi ci sono tante persone nelle stesse condizioni con cui condividere il percorso. Senza dirlo agli amici, in silenzio, ha ripreso in mano i libri, nei finesettimana ha studiato materie sconosciute come l’igiene e l’economia aziendale. Mi ha raccontato che per frequentare la scuola portava il bambino a lezione di karate e lo andava a riprendere dopo due ore al termine del corso.

A settembre Laura ha conseguito l’idoneità alla classe quinta, quest’anno preparerà gli argomenti dell’ultima classe, a maggio sosterrà l’esame per avere l’ammissione all’Esame di stato e poi a luglio farà l’esame per il diploma.

È una donna che oggi ha fiducia in se stessa, crede nel suo valore dopo essersi sentita a lungo inadeguata. “Sono consapevole” mi dice “che la mia preparazione non è approfondita e sicura come quella di chi ha studiato con regolarità, ma adesso mi sento più a mio agio se devo intervenire in una discussione”.

Questo primo successo le consente di pensare al suo futuro in modo diverso, non ha paura a fare progetti. Con il diploma potrà avere più punti quando affronterà il concorso per diventare sovrintendente o ispettore; per ora non può farlo perché se dovesse passare la prima selezione dovrebbe stare lontana da casa per due mesi e suo figlio frequenta la prima media ed è in un’età difficile, ma ormai Laura ha messo le basi per costruire il suo futuro di donna libera e indipendente.

 * Maria Elena Sini insegna Economia aziendale all’Istituto tecnico “Salvator Ruju” di Sassari

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