Da Hershey’s, sulla 42esima, dove il cioccolato ha il sapore che mio padre portava a casa

di Alba L’Astorina da New York*

Alba a Central Park

Alba al Central Park (foto di Antonio Finizio, che è suo marito)

Tra una visita e l’altra ci capita sempre di passare da Times Square, sulla 42esima, dove sorgono negozi colossali multipiano dedicati alle grandi marche del divertimento e dell’industria dolciaria, tra questi M&Ms e la fabbrica di cioccolato Hershey’s  (la più grande compagnia di produzione in USA), anche noto per essere il cioccolato ufficiale delle forze armate statunitensi. Ha una formula particolare la cioccolata Hershey’s, che pare non fosse tanto gradita dai consumatori non americani, al punto da non essere riuscita a sbarcare oltre oceano, soprattutto in Italia, ma solo nelle basi NATO sparse per il mondo. Ed è da quella di Bagnoli che la cioccolata è transitata per arrivare nelle nostre case a Napoli.

Nella base gli americani ripetevano tutti i rituali tipici della loro cultura, e così ricordo torte enormi per il giorno dell’Indipendenza, il 4 luglio, o addobbi luminosi mai visti prima per Natale. C’erano date che per i miei compagni non significavano nulla e invece per me erano motivo di festa. Soprattutto ricordo i sapori che mio padre portava a casa. Oltre alla cioccolata Hershey’s, la crema di arachidi e i barattoli di Planters pieni di arachidi, noccioline, e frutta secca; e poi le caramelle a strisce verdi e rosse che sono approdate da noi solo recentemente.

Hershey Co. Products Ahead of EarningsA Times Square c’è un intero palazzo dedicato a Hershey’s, dove ti accolgono offrendoti il loro cioccolatino tipico, un bacio di cioccolata, che assomiglia piuttosto a una piccola goccia, avvolto in una carta argentata. E sono esposti pezzi di cioccolata di tutte le dimensioni, ne hanno anche di 2 chili, dalla tipica confezione marrone scuro.

Non era solo una sensazione di bambina che gli americani facessero le cose in grande…

* Alba sta per tornare da New York. Ieri ci siamo scambiate messaggi su Facebook e mi ha detto che ha già pronta un’altra pagina del suo “diario” da Manhattan . Figuriamoci. Aspetto davvero con emozione di sentire la sua voce al telefono perché lei sa quanto N.Y. sia importante per me e ho mille domande da farle. Stamattina, al risveglio, ho trovato sulla mia pagina FB altre foto, c’è anche quella di Tonino, marito a lei e “fratello” a me, davanti alla pasticceria Ferrara di Little Italy dove, a 23 anni, servivo cappuccini e cannoli durante la festa di San Gennaro. Ci sono tornata l’anno scorso , ritrovando in cucina lo stesso pasticcere di allora. (Paola Ciccioli)

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