Figli: uno da Artusi, l’altro da “pappone medievale”

di Mariagrazia Sinibaldi

Mariagrazia con il figlio Luca in Olanda

Mariagrazia con il figlio Luca in Olanda

Già… per l’appunto…. È sempre un pensiero che ricorre ogni volta che ci si siede a tavola davanti a lui. Perché, se il pranzo l’ha preparato lui, mio figlio Marco, non ci sono discussioni…. Ma se l’ha preparato qualcun altro, ci si chiede, non proprio con affanno ma quasi, se le “cose” siano state cotte a puntino oppure no e se siano di suo gradimento oppure no.

Marco su certe cose è un perfezionista. Diciamocela tutta, non su certe cose, ma su tutte. Massime sulla cucina: in occasioni importanti, a lui noi tutti ci rivolgiamo per la scelta dei vini, per il contorno da abbinare a una determinata pietanza, per gli aromi da usare (alloro sì alloro no… va bene ilrosmarino insieme alla maggiorana?). Insomma è veramente un grand gourmant.  

Quando Marco si mette in cucina… mbeh, avete visto quel delizioso film che è Pranzo di ferragosto? Vi ricordate il protagonista davanti ai fornelli? Mbeh, quello è Marco! Apre il frigo e guarda con aria perplessa, e richiude, chissà perché. Si gira e prende altrove una bottiglia di vino rosso… la stappa… si versa mezzo bicchiere. Riempie a metà il bicchiere non perché sia morigerato… oh no! Fa così per avere ancora il sottilissimo piacere di ripetere quel gesto che è l’inizio di un rito… il rito di poggiare le labbra al bicchiere (non uno qualunque, ma quello adatto) e sorseggiare. Sì, diciamoci la verità, mio figlio Marco è decisamente un sibarita!

E se poi, tornando a casa alle 2 meno un quarto (non di notte, s’intende), gli punge vaghezza di farsi un risottino con zucchine e gamberetti, lui non si perde d’animo: i gamberetti sono nel freezer, basta prenderne un po’…. Le zucchine? Ce n’è rimasta una nel cassetto del frigo…. La cipolla? Quella nella sua cucina non manca mai, come l’aglio! E comincia: si versa il suo mezzo bicchiere di rosso…. E via. Tra un mezzo bicchiere e l’altro bisogna tritare bene la cipolla, farla soffriggere lentamente senza bruciarla nella pentola adatta, e tostare il riso e aggiungere i gamberetti e tirare col vino rigorosamente bianco e girare bene…. Perché ci sono due scuole di pensiero sulla cottura del riso: la prima raccomanda di girare il riso, dall’inizio alla fine, versando goccia a goccia brodo vegetale…. Quello vero, si intende, fatto da lui, Marco, e non quello fatto col dado, come farei io,…. A tirà via.

Luca e Marco Cianciotta, due dei 3 figli di Mariagrazia

Luca e Marco Cianciotta, due dei 3 figli di Mariagrazia

E poi c’è l’altra scuola che vuole che il riso si cuocia piano piano da solo, affogato nel brodo, senza toccarlo mai. Ma lui segue la prima… chissà perché. A metà cottura aggiunge la zucchina tagliata a dadini…. E alla fine si mette a tavola, col suo piattino di riso, che sono le tre passate. A lui la fame arriva quando il pranzo è pronto.

Qualche sera fa a metà cena Marco ha proposto: «Vuoi una insalatina?». «Magari, sì, grazie», ho risposto io, mai immaginando….In una insalatiera adatta, bassa e larga, ha posto un lettino di insalatina valeriana, su cui ha posto mezza mela tagliata a fettine sottili, su cui ha posto una copertina di rughetta, su cui ha posto uno strato di sottilissime fettine di cipolla di Tropea: con gentilezza adoperando le sue belle mani ha mescolato il tutto. Pensavo che, eccettuato il condimento, la cosa si fermasse lì.

… eeehhhh no, cari miei.. stiamo parlando di Marco!

Ha aperto quattro noci, ne ha mescolato i gherigli con una ventina di pinoli, li ha leggermente tostati in un padellino antiaderente, le ha sparse con gesto gentile sulla insalata ed infine ha condito…. Erano le dieci di sera quando abbiamo attaccato a mangiare.

Ma se a lui la fame arriva quando è pronto, la fame a me arriva quando le va a lei.

Luca invece è il tipo al quale non importa niente di quello che manda giù. Suo piatto ricorrente, se non addirittura giornaliero, è il ben noto in famiglia pappone medievale. Lui fa così: alle 7 della mattina, dopo un frettoloso caffè, mette nella pentola a pressione un miscuglio di cereali e legumi misti: lenticchie, qualche fagiolo, un po’ di ceci, farro, grano saraceno e qualche altra cosa del genere e, piccola concessione, mezza cipolla e una carota (se ci sono in giro per casa, altrimenti non importa), acqua quanto basta, sale se se lo ricorda. Mette sul fornello acceso il pentolone, si infila in bagno e si prepara per uscire di casa. Intanto la pentola a pressione si mette a fischiare…. Ma lui non se ne preoccupa. Prepara il suo secondo caffè che beve col paltò sulle spalle e, prima di uscire, spegne il gas e se ne va. Quando la sera torna a casa, il pappone medievale è pronto.

Marco Cianciotta con un rosso (in plastica!) in mano

Marco Cianciotta con un rosso (in plastica!) in mano

Qualche anno fa Marco è stato ospite di Luca per più di un mese…. Figurarsi! Per una settimana il raffinatissimo palato di Marco ha dovuto assaporare il pappone medievale del fratello, ma alla fine della settimana Marco ha sbottato. «Senti Luca», ha detto Marco, «io sarò un gaudente ma tu, caro mio, tu sei un penitente!!! Da oggi in poi in questa casa cucino io». E così fu.

Marco ha letto questo mio ‘pezzetto’…. ooooh dddio quante ne ha dette! Che con i gamberetti e le zucchine ci va l’aglio e non la cipolla…. E l’aglio deve essere messo intero e con la camicia. Ha sottolineato che sia i gamberetti che le zucchine vanno messe a tre quarti di cottura, sennò si squaglia tutto. Poi ne ha dette altre quattro o cinque che non ho capito e non ricordo… Perché io sono Mariagrazia e non Marco…. Perché lui ha studiato sull’Artusi, LUI, e io, più modestamente, faccio riferimento all’Ada Boni. E ha chiuso il suo discorso, Marco, dicendo: «Una ricetta di tal genere sembra raffinata da nouvelle cuisine. In realtà è una schifezza».

4 Risposte

  1. Marco vive rigorosamente da solo?

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  2. assolutamente sì…solo chi vive come lui tra arte e sogni puo cucinare come lui, fino alla raffinatezza di essere ‘cuoco’

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  3. Io umanamente lo capisco: se c’è qualcosa che mi mette di pessimo umore è mangiare male. Piuttosto mangio uno yogurt, ma un risotto fatto male, no. E’ frustrante mangiare male, porta a svuotare la dispensa e riempirsi di schifezze per sopperire all’insoddisfazione!

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  4. puo essere! ma mangiare un’insalata alle dieci e mezza di sera, con gli occhi che si chiudono dal sonno…..mbeh… è meglio fare a meno dell’insalata! …e poi qualche volta è pure divertente svuotare la dispensa e tentare qualche nuova combinazione di sapori. Era Galileo che diceva ‘provando e riprovando’. se non provassimo e riprovassimo saremmo ancora all’età ella pietra!

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