Canto, rido, imbratto e scrivo

di Elisabetta Baccarin

Maria Grazia alle tastiere (e voce) durante la presentazione del suo libro a Cagliari

Maria Grazia Esu

Vorrei presentarvi Maria Grazia Esu. Maria Grazia è una pesca di quelle buone, che mangi di gusto sbrodolandoti d’estate. Maria Grazia ha un nocciolo articolato: articoli femminili, maschili, singolari, plurali, determinativi e indeterminativi. Maria Grazia canta balla suona dipinge e Maria Grazia scrive. E io vi mostro il suo libro NUDA, CRUDA POESIA e che Maria Grazia ha dedicato ‘a chi è con me, a chi mi è contro, a chi mi ha lasciata senza intenzione, e a chi non ha intenzione di lasciarmi mai’ nella pubblicazione per Lieto Colle. Sono stata a Cagliari per la presentazione del suo lavoro nel luglio 2008 quando quella pesca succosa ha mostrato il suo nocciolo. Vi lascio da ascoltare questa sua poesia, anche se forse non è la migliore: ma è la mia preferita, perché Grazia qui è viva ed è felice e così la voglio. 

Canto, rido, imbratto e scrivo
Mi è bastato un istante,
un momento di intima solitudine,
uno sguardo rivolto al mare,
l’odore intenso della terra bagnata
dopo la pioggia di aprile.
Alle mie spalle
giorni di vorticoso, soffocante impegno
che lasciano sulle spalle e sulla pelle
il nonsenso di una vita
vissuta tra frenetiche tensioni.
Sono una malata immaginaria.
La mia malattia? Il vivere quotidiano,
il clacson che infrange il suono del vento,
il telefono che squilla,
e dietro mai una voce amica
che mi scuota ricordando
che non sono parte del caos che mi circonda,
che sono l’elemento disturbante
di una catena di montaggio,
che sono vita, che scorre, che pulsa nelle vene,
che sono musica e poesia,
e ho orecchie tese ad ascoltarmi,
che ho mani lorde di colori
e tante tele bianche da imbrattare.
E se cominciassi subito a ridipingere il mio senso
sarei in ritardo, ma ancora in tempo.
Allora canto, rido, imbratto e scrivo
e poi felice grido: vivo!

Maria Grazia Esu

NUDA, CRUDA POESIA

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