Lettera di Giulia Bongiorno a Repubblica: “Noi donne calpestate, non possiamo tacere”

Caro direttore,
quando è in corso un’indagine che riguarda un personaggio pubblico, l’immancabile amplificazione mediatica che ne consegue è insidiosissima. Di solito, gli elementi divulgati sono soltanto quelli raccolti dai pubblici ministeri. Si finisce così per attribuire il crisma di verità a tesi parziali.

E l’idea che se ne fa l’opinione pubblica può risultarne alterata. Da avvocato, sento quindi l’obbligo di sottolineare che l’indagine sul premier Silvio Berlusconi non deve fare eccezione: prima di formulare giudizi in merito alla fondatezza delle accuse mossegli dalla Procura, bisogna senza dubbio attendere gli sviluppi processuali. Fatta questa doverosa premessa, voglio però subito precisare che non sono affatto d’accordo con quanti usano questo ragionamento come arma per stroncare ogni tipo di riflessione critica: in questi giorni ho infatti sentito invocare la presunzione di innocenza per mettere a tacere chi contestava non la consumazione di reati ma fatti storici oggettivamente emersi, fatti che nessun processo potrà mai cancellare.

In definitiva, se prima di condannare è necessario aspettare che si faccia chiarezza sulla sussistenza di certi reati, non si può ignorare che non tutto quanto è emerso in questi giorni è “in attesa di giudizio”: il contesto oggettivo in cui sarebbero maturate le vicende processuali non ha improvvisamente squarciato un velo e mostrato un profilo imprevisto e del tutto inedito del premier.

Nelle aule di Milano si discuterà se Silvio Berlusconi abbia o meno consumato i reati di prostituzione minorile e di concussione, ma non erano necessarie le vicende sottostanti a queste contestazioni  –  né una sentenza  –  per conoscere la sua opinione sulle donne. Un’opinione che, se non ha rilevanza penale, ha tuttavia un’enorme rilevanza politica. Un’opinione da lui stesso espressa in modo inequivocabile con battute, barzellette, colloqui pubblici e privati. Un’opinione già delineatasi attraverso le dichiarazioni di Veronica Lario, quelle più recenti di Barbara Berlusconi (due testimoni molto attendibili), le vicende di Noemi Letizia e Patrizia D’Addario, nonché attraverso la singolare questione di alcune donne prima forse inserite nelle liste delle candidature alle Europee del 2009 e poi da quelle liste sicuramente scomparse. Quello che Silvio Berlusconi sembra maggiormente apprezzare nel genere femminile è l’avvenenza, al punto da far passare in secondo piano requisiti di ben altro spessore (credo sia rimasta impressa nella memoria di tutti la rozzezza della battuta all’onorevole Rosy Bindi); ancora meglio, poi, se a un aspetto fisico di un certo tipo si accompagnano giovane età, accondiscendenza e disponibilità ad abdicare al proprio spirito critico.

Di fronte a tutto ciò, ho sentito obiettare che si tratterebbe di questioni attinenti alla vita privata del premier e che dunque  –  appunto per questo  –  dovrebbero riguardare soltanto lui e la sua coscienza.

No, non è così.

Non c’è spazio per sostenerlo: lo stile e la filosofia di vita di un uomo che riveste la carica di presidente del Consiglio non possono non ripercuotersi sulla vita pubblica. Lo dimostra il fatto che Berlusconi, con le sue parole e i suoi comportamenti, ha inferto una ferita a tutte le donne italiane: alle donne che studiano e lavorano (spesso percependo stipendi inadeguati o, come nel caso delle casalinghe, senza percepirli affatto), a tutte noi che facciamo fatica un giorno dopo l’altro; alle donne che per raggiungere ruoli di rilievo non soltanto a certe feste non ci sono andate, ma hanno semmai dovuto rinunciare a vedere gli amici; a quante, invece di cercare scorciatoie, hanno percorso con dignità la strada dell’impegno e del sacrificio. E a coloro alle quali è stato chiesto, più o meno esplicitamente, di scegliere tra vita privata e vita pubblica, perché conciliare un figlio con il successo sarebbe stato troppo difficile: con il risultato che hanno rinunciato alla maternità o che ci sono arrivate ben oltre il momento in cui avrebbero voluto.

A ciascuna di loro  –  nel momento in cui le donne vengono scelte e “premiate” in base non al merito ma a qualcos’altro che con la professionalità, l’impegno, l’intelligenza ha poco o nulla a che fare  –  è stata riversata addosso l’inutilità del suo sacrificio.

Brucia, questa ferita. Brucia anche perché non sfugge che sono davvero in tanti a sottolineare, forse persino con un pizzico d’invidia, la fortuna e il fascino di un uomo più che maturo circondato da giovanissime più o meno avvenenti che si contendono i suoi favori, pronte a tutto pur di compiacerlo. Anche se, in un paese maschilista come il nostro, la complicità tra uomini turba ma non sorprende.

Ma non si tratta esclusivamente di una ferita inferta alla dignità della donna, c’è di più; mai le battaglie del presidente del Consiglio hanno coinciso con le battaglie delle donne. Basterebbe a tal proposito ricordare che negli elenchi delle priorità di questo governo, che via via vengono snocciolate, figura di tutto   –  in primis, battaglie contro magistrati “comunisti”  – , ma mai, mai, battaglie a favore delle donne. Come se le donne non avessero problemi concreti e indifferibili.

Come si può ipotizzare che le leggi per combattere pm “politicizzati” siano più urgenti di quelle che dovrebbero venire incontro alle necessità di tutte noi?

E allora non copriamo con l’alibi del segreto istruttorio, o con il fragile scudo della privacy, ciò che segreto non è, e nemmeno riservato.

Ma sono le donne che per prime devono farsi forti della loro dignità e della consapevolezza del loro valore  –  senza distinzione di età, credo politico, provenienza geografica  –  per esprimere a voce alta lo sdegno che questa mentalità suscita, ne sono sicura, nella stragrande maggioranza di noi.

Se credono, gli uomini continuino pure ad ammirare e a sostenere Silvio Berlusconi; le donne, per favore, no.

di GIULIA BONGIORNO*
*L’autrice dell’articolo è presidente commissione Giustizia della Camera

da la Repubblica – 21 gennaio 2011

30 thoughts on “Lettera di Giulia Bongiorno a Repubblica: “Noi donne calpestate, non possiamo tacere”

  1. condivido la sua lettera, la ringrazio per aver parlato da donna e da avvocato per tutte noi donne che non possiamo piu’ sopportare questo comportamento ,offesa e disgustata è poco deve dimettersi ,chi vuole amore e rispetto deve anche fare altrettanto e vada dai giudici che ora .grazie.

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  2. Bella lettera, condivisibile in toto anche da un uomo come me che non ci sta ad essere neanche lontanamente paragonato al “banale machismo” del sig. Berlusconi. I maschi che lo esaltano e lo giustifica indicandolo come esempio del “maschile” in Italia, io non li ritengo Uomini.

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  3. Ci sono ancora donne intelligenti e con tanta dignità, qui non è più una questione di avere un pensiero politico di destra o di sinistra, la de gregorio ha mostrato la stessa dignità ed un’ intelligente sopportazione, ma direi meglio compatimento, nei confronti di una rappresentante appartenente al genere femminile solo fisicamente, ma nemmeno tanto. Siete voi che dovete veramente insorgere contro le offese che giornalmente ormai provengono da personaggi che già da tempo dimostrano la loro pochezza e l’aspetto peggiore dell’ essere umano, quello maschilista ignorante e becero!!!.

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  4. Non riesco ad essere d’accordo con le prime righe nelle quali Lei, Signor Presidente della commissione Giustizia della Camera, pare trascurare l’immenso potere mediatico del sig. berlusconi e di come questo si sia messo grottestcamente in moto in questi giorni.
    Trovo altresì bellissimo il resto della sua lettera ed è per questo che sono felice di darLe il bentornata tra di noi.
    La immagino di ritorno da un lunghissimo viaggio nelle piu’ remote regioni della terra….irragiungibile da stampa,televisione o internet e per questo solo ora al corrente delle tristi, fosche.grottesche vicende che si sono succedute in questi tanti interminabili anni.
    Spero che Lei voglia trattenersi qui con noi….le Donne,il Paese,l’intera Europa hanno bisogno di Inteligenze per affrontare il durissimo periodo di ricostruzione che prima o poi seguira’ alla caduta del piu’ tristo personaggio che mai abbia attraversato la vita politica italiana!
    Un saluto.

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  6. La ringrazio molto, e la ringrazio perchè lei è un’esponente della destra.
    Altrimenti sembrava che a destra la pensassero tutte come la Santanché.
    Dovremmo fare tutte “quadrato”contro comportamenti così apertamente e disgustosamente violenti e machisti.
    Sinceramente: non se ne può più: l’intero Paese assorbe e mutua comportamenti di spacconeria, sbruffoneria e pressapochismo in tutti i campi.E’ come un pericoloso contagio da cui è obbligatorio difendersi.

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  7. gentile avv. bongiorno, la ringrazio per tutto quello che ha scritto perchè è veramente indegno tutto quello che sta succedendo in questo nostro paese; è un’offesa, uno schiaffo, per tutti i cittadini, uomini e donne, che ancora in questo paese si comportano nel rispetto delle regole, che, nonostante tutto, continuano a lavorare, a pagare le tasse, a fare i salti mortali per arrivare a fine mese perche si continuano a perdere posti di lavoro senza alcuna possibilità di riallocazione. Mi auguro che le donne e anche tanti uomini leggano e rileggano tante volte la sua lettera, si soffermino a riflettere perchè, nonostante tutto, io credo ancora che gli italiani responsabili, seri, operosi, solidali, siano la maggioranza.

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  8. Pienamente d’accordo con la lettera della Bongiorno, penso che a Roma si dovrebbe organizzare un corteo fino a Palazzo Grazioli, aperto da un solo striscione con la scritta ” vergognati e dimettiti”
    il corteo dovrebbe essere molto colorato ma Muto , perché Non ci sono più parole: il Presidente del Consiglio Berlusconi non è degno di altre parole, scriverne altre o urlarle richiede energia che nemmeno merita.

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  9. Grazie per aver dato voce alla nostra dignitosa e sofferta rabbia. Grazie a tutte le donne che sopportano di lavorare per stipendi penosi, che accettano di lavorare in nero, che devono subire molestie sul lavoro, che sono costrette a scegliere tra famiglia e lavoro…
    Grazie a tutte le donne che rifiutano la compravendita in ogni ambiente, frutto del berlusconismo.
    Grazie a lei perchè ha detto con classe e passione ciò che la maggior parte di noi lamenta ogni giorno.
    GRAZIE

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  10. GIULIA BONGIORNO HA MATERIALMENTE SCRITTO GRAN PARTE DELLE LEGGI AD PERSONAM CHE HANNO CONSENTITO A BERLUSCA DI FARLA FRANCA FINO AD OGGI.

    GIULIA BONGIORNO è MOOOOOLTO PIù TROIA DI TUTTE LE ESCORT MESSE INSIEME.
    HA SERVITO IL POTERE BERLUSCONIANO PER DIECI ANI ABBONDANTI!
    CONDIVIDENDO E DIVENTANDO COMPLICE DI “PROSTITUZIONI” MOLTO PEGGIORI DI QUELLE DI RUBY

    IPOCRITA SCHIFOSA!!!
    PROIMA O POI IL POPOLO SOVRANO TI SALDA IL CONTO!

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    • quello che dici sulle leggi ad personam è vero…ma te non ti sei mai reso conto nella vita di aver fatto un errore e di aver cerctao di rimediare? certo l’ avv. bongiorno, così come fini hanno contribuito a tenere a galla b. ma adesso non è il momento di recriminare, è solo il momento di mandarlo a casa (e se potessi anche toglierli tutto e farlo campare con la minima) e iniziare a pensare ai problemi veri di questo paese

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    • Grande Fabio.
      Come gli altri finiani e Bocchino, la Bongiorno è solo un’ambiziosa arrivista che sta sputando nel piatto in cui ha mangiato per anni. Ed ora vigliaccamente lascia la barca che sta affondando.

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  11. Giustissime e precisissime le osservazioni dell’avvocato, soprattutto perchè vengono da una donna che non è proprio di sinistra. Non posso che condividere, in fondo afferma quello che penso anch’io. Però, a questo punto, devo dire la mia. Se Berlusconi e compagnia si comportano così con le donne, è perchè le donne glielo permettono. Le giovani frequentatrici del premier hanno in testa solo soldi e carriera facile, e quello oggi sembra l’unico modo per ottenere queste cose. Tutto è stato disegnato affinchè le giovani trovino risposte solo in quel senso. Qualcuno dovrebbe insegnare alle ragazze che ci sono dei principi che mettono al primo posto se stessi e che le cose di valore non sono quelle che si acquistano con i soldi! Concludendo io dico che dipende da noi avere o meno il rispetto degli uomini. Dobbiamo pretenderlo, ma prima dobbiamo pretenderlo da noi stesse.

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  12. Pingback: Tweets that mention Lettera di Giulia Bongiorno a Repubblica: “Noi donne calpestate, non possiamo tacere” « Donne della realta's Blog -- Topsy.com

  13. Grazie, soprattutto perchè è una donna di destra, che ha dignità di donna e consapevolezza di avvocato. Ieri ho visto il film inglese We want sex, andiamo a vederlo tutte noi donne magari con i nostri compagni e partecipiamo assieme anche a loro alla manifestazione delle donne contro questo governo che ci calpesta continuamente e indecorosamente !!!!

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  14. Grazie per l’articolo che costituisce una rara testimonianza del ruolo delle donne nella vita quotidiana ed una difesa che solo persone autorevoli come lei possono diffondere.
    Noi donne comuni possiamo solamente vivere con solidarietà e non potenziare il maschilismo; lei invece ha strumenti più potenti ed idonei per cercare di cambiare la mentalità del nostro Paese.
    Grazie ancora.

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  15. Il sesso è metafora del potere. Siamo dunque ormai all’orgia del potere; sono stati superati tutti i confini di una democrazia, ma anche tutti i limiti fra governanti e governati. Come in una setta, gli abusati sono d’accordo con il guru

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  16. La ringrazio molto di questa lettera e credo che sia ora lasciare le opinioni politiche e mandare a casa questa persona, che umilia tutti, uomini, donne, ragazzi e ragazze….7000 euro per un festino, sesso o no è uno schiaffo a chi per averli deve lavorare 6 mesi o chi ha pensini minime e ci campa un anno…..

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  17. risposta a fabio castellucci, ti sei caratterizzato per quello che sei!! un degno malato di berlusconismo!!!
    Benvenuta tra noi “altre donne” alla Bongiorno.la razionalità è un pregio che abbiamo tutti, tiriamolo fuori. Marisa

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  18. Pur non essendo un’elettrice di centrodestra
    sono contenta che ci siamo persone come Lei che ridanno dignità alla politica in questo momento .

    Condivido appieno la sua lettera che dimostra come non sia questione di destra o di sinistra credere in certi valori e portare avanti giuste battaglie in favore dell’emancipazione vera della donna e della sua dignità.

    Pur essendo consapevole che nessuno è perfetto apprezzo moltissimo ciò che Il Presidente Fini e tutti Voi avete fatto coraggiosamente!

    Non posso fare a meno di pensare che senza la vostra ribellione oggi la Legge non sarebbe già più uguale per tutti .

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  19. Perfettamente d’accordo con Fabio Castellucci:l’avvocato Giulia Bongiorno oggi sarebbe “un nessuno” se non fosse salita sul carro di Forza Italia quando le fece comodo.Non si sputa sul piatto dove si e’ MANGIATO per almeno dieci anni,non si scrivono lettere su “repubblica” fazioso quotidiano di proprieta’ di quel torbido personaggio che è l’ing.Carlo De Benedetti….per quanto concerne l’on Bindi certamente non agevolata dal suo fisico (la vedrei benissimo in un cortile a dispensare gran turco alle galline!) non dimentichiamo guasti e i disastri combinati quando era ministro della sanita’ io sono medico e ricordo bene. Il Presidente invece pecca di imprudenza,fa sapere troppo le cose sue e del suo tempo libero e i sepolcri imbiancati della sinistra con visi lividi per l’invidia di potere e danaro,fanno di peggio moralmente parlando con propensione a rapporti con “trans” e cocaina!!!! ma il tutto avviene nella massima segretezza…e quando mai la mgistratura “rossa” spierebbe le loro conversazioni telefoniche!?!?!?!?!?!?! naturalmente poi pubblicandole!?!?!?!?!?.

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    • le faccio notare che l’esponente di sinistra a cui fa riferimento si è immediatamente dimesso e se questo non lo “redime” né lo giustifica dal giudizio morale sui suoi comportamenti e le sue frequentazioni, fa la differenza trattandosi non di un soggetto qualsiasi ma di un politico che ricopriva un importante ruolo pubblico.Il rispetto della forma non è puro formalismo ma risponde al principio liberale di rispetto per i cittadini. Quanto poi alla visibilità che quel caso ebbe sulla stampa, e all’azione della magistratura, prontamente intervenuta, ho l’impressione che manchi di memoria o che la sua visione delle cose sia quanto meno deformante.

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      • Bravissima Patrizia. Purtroppo la memoria ricorda sempre quello che fa comodo distorcendo la realtà.
        Mettendola sullo stesso piano, allora anche per Marrazzo doveva trattarsi di una questione privata(non aggiungo altro sulla coca, tutto il mondo politico e dell’alta classe borghese ne fa uso!), invece il caso è rimasto sui giornali per mesi nonostante le dimissioni immediate, e nonostante ci siano ancora indagini in corso per comprendere il giallo che ha preceduto e seguito la scoperta delle avventure extra-coniugali dell’ex Presidente della Regione Lazio.
        In tutta franchezza, io dico che è privato ciò che non diventa pubblico, che un Premier dovrebbe avere qualità etiche e morali, oltre che le capacità politiche, per ricoprire degnamente il suo ruolo di responsabile di un Paese intero. Le sue scappatelle per me potevano restare problemi di casa Berlusconi-Lario, ma qui si va” un pò” oltre. Istigazione alla prostituzione di alto livello, concussione e quant’altro. L’Italia è stata messa pubblicamente in mano a donne avvenenti e soprattutto arriviste, scavallando iter obbligati per altre. Non sono stati considerati i meriti reali, solo quelli VENALI. Cosa mi dice ora, Nicoletta, della Carfagna che fa il Bocchino?

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  20. Che dire della serietà degli onorovoli, deputati e senatori, che votano compatti, da stupidi creduloni o da complici compiaciuti, tutte le imbellicità del premier libidinoso?

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  21. A Tonara (prov. di Nuoro) il 13 febbraio si terrà una manifestazione di protesta, promossa dalle donne di diversi orientamenti culturali e politici. Donne della Barbagia e del Mandrolisai partecipate compatte!

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  22. E’ vero: alla Sig.ra Bongiorno c’è voluto tanto tempo per capire Berlusconi e il berlusconismo.
    Pazienza, anche la Sig.ra Veronica non si era accorta di che pasta è fatto il suo ex marito.
    Trovo comunque che la lettera sia molto bella, sincera, intelligente e come uomo mi sento di chiedere scusa per il comportamento di un personaggio che non è certo degno di rappresentarci.
    Detto questo ritengo che questi spazi vadano riempiti dalle persone che esprimono giudizi, sicuramente soggettivi, senza ricorrere, comunque se ne pensi, a volgari offese

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