Addio alle giornaliste in trincea

Le donne del TG. Ruolo di primo piano per il vicedirettore Petruni. Alle 20 arriva la giovane Chimenti. Finisce l’era delle «movimentiste», battagliere anche in riunione

di Paolo ContiCorriere della Sera 22 maggio 2010

Qualsiasi lettura sessista delle vicende di un’azienda di comunicazione come la Rai è sicuramente odiosa e incongrua. Ma Maria Luisa Busi lascia il Tg1 delle 20 e il notiziario ammiraglio della tv pubblica cambia definitivamente pelle. Senza sopravvalutare il peso e il ruolo di un «volto» (per ricorrere all’espressione utilizzata dalla stessa Busi come sostituto della firma nel giornalismo televisivo) il telegiornale di Augusto Minzolini non sarà mai più quello di prima.

La Busi lascia dopo la polemica sugli «scodinzolini» a L’Aquila, quando la troupe del Tg1 venne duramente contestata e la giornalista prese di fatto le distanze dalla sua testata («rispondo solo del mio lavoro»). Soprattutto lascia dopo la decisione di Minzolini di realizzare ad aprile un «ricambio» nelle conduzioni. La vittima più celebre è stata indubbiamente Tiziana Ferrario, altro volto- marchio del Tg1 (28 anni, o giù di lì, di presenza in video) con molte frequentazioni sui fronti di guerra (soprattutto Afghanistan). Da ieri cambia certamente il tradizionale «volto femminile» del Tg1. Ovvero un certo modo di intendere la propria presenza in video e di lavorare nel servizio pubblico: personalità, intraprendenza, capacità polemica.

Il prototipo assoluto fu, ai tempi, Lilli Gruber capace di condurre il Tg1 delle 20 come di percorrere l’Iran attraversato dalla crisi o di condurre battaglie sindacali («abbonato alza la voce», con tanto di raccolta di firme in giro per le città nel 1995 per sollecitare la riforma della Rai e sottrarla al dominio dei partiti) Ora il Tg1 è condotto da volti diversi, nuovi. Al posto di Maria Luisa Busi da lunedì il Tg1 delle 20 verrà condotto dalla giovane Laura Chimenti, recente acquisto del Tg, una scoperta attribuita a Clemente Mimun, già sperimentata alle 17 e recentemente alle 13.30. Accanto a lei c’è da tempo anche Susanna Petruni, conduttrice e vicedirettore con delega agli speciali. Si parla dell’imminente arrivo dalla squadra di «Porta a porta» di Cecilia Primerano, che dovrebbe avere l’incarico di seguire direttamente Silvio Berlusconi.

La fine di un’epoca è tutta qui. «Prima » i volti femminili del Tg1 erano esposti in trincea, non solo nel dibattito politico-sindacale ma anche durante le riunioni quotidiane del telegiornale (ciò che hanno scritto oggi Maria Luisa Busi e ad aprile Tiziana Ferrario nelle loro polemicissime lettere aperte al direttore e alla redazione era materia di discussione quotidiana di lavoro). Tramonta sicuramente un modo di pensare e di lavorare «movimentista», effervescente, talvolta volutamente antipatizzante (diciamo: «santoriano»?) anche verso i direttori vicini al centrosinistra. I nuovi volti femminili del Tg1 appaiono (e sono) rassicuranti e sorridenti. Nelle riunioni, assicurano i colleghi, non hanno motivi di opporsi al direttore Minzolini. Tutto questo ricambio, una simile modifica si tradurrà in un bene o in unmale per il Tg1? L’unico giudice, senza retorica, sarà veramente l’abbonato.

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