Wislawa Szymborska, l’ironia polacca che trascina i giovani italiani

52e778f192e0b_Programma-1Nel nostro paese la Szymborska ha rappresentato (e rappresenta) un vero e proprio fenomeno culturale, testimoniato dalle decine di ristampe e altissime vendite delle sue raccolte (pubblicate da Scheiwiller e Adelphi), dalle dichiarazioni entusiastiche di molte personalità della cultura e infine dall’affluenza agli incontri poetici con lei di centinaia e centinaia di persone (nel maggio 2007 è stata ospite dell’Università di Pisa e ha tenuto un intervento in una Sala degli Stemmi gremita fino all’inverosimile; due anni più tardi, quando la scrittrice è stata invitata dal Collegio Superiore dell’Università di Bologna, l’Aula Magna di Santa Lucia della capienza di 1500 persone non è riuscita ad accogliere tutti i convenuti).

Questo successo, notevole e senza precedenti (per trovare qualcosa del genere bisogna risalire al fenomeno, del resto assai diverso, dei Festival di poesia degli anni Settanta e Ottanta), non è stato accompagnato in Italia da un’equivalente fortuna critica. Non solo non sono state pubblicate monografie e saggi (a fronte di una ricca messe di testi pubblicati in Polonia), ma la bella biografia di Szczęsna e Bikont, Cianfrusaglie del passato. Biografia di Wisława Szymborska, apparsa subito dopo il conferimento del Nobel e ormai giunta alla VI edizione, verrà pubblicata in Italia, nella traduzione di Andrea Ceccherelli, solo nei prossimi mesi. A cercare di sfruttare la celebrità della scrittrice è stato sorprendentemente un altro settore editoriale, quello dei manuali italiani di management e sociologia, che si sono serviti (in genere in modo inadeguato) delle poesie della Szymborska come di una sorta di “istruzioni per l’uso”.

Con il convegno pisano vorremmo cercare di rispondere ad alcune domande:

  1. Perché la Szymborska fa accostare alla poesia quegli Italiani che in genere non la leggono? Ed è forse vero che tra di loro ci sono soprattutto giovani? E ancora, quali sono i suoi elementi “trascinanti”?
  2. La sua fortuna italiana è forse un fenomeno “privato”, che riguarda solo i lettori? La nostra editoria, sempre meno interessata alla poesia e a chi continua a leggerla, si è trovata forse anche disorientata rispetto a un fenomeno in controtendenza come quello della Szymborska?
  3. La sua poesia ha influito sul linguaggio poetico italiano dell’ultimo quindicennio?
  4. Il successo mediatico verificatosi subito dopo la morte della poetessa soprattutto grazie alla celebrazione che ne ha fatto in prima serata TV Roberto Saviano ha lasciato tracce a distanza di tempo nello scenario culturale italiano oppure tale fenomeno è stato in gran parte “riassorbito”, come avviene per molti autori divenuti improvvisamente celebri presso il grande pubblico?

Abbiamo pensato il convegno come un confronto, per questo vorremmo lasciare spazio alla discussione, limitando gli Interventi di critici a una ventina di minuti.

Il convegno è organizzato e finanziato dall’Università di Pisa e dalla Fondazione Sbranti.

Il Convegno, patrocinato dalla “Fondazione Kristina Bronislava Przyiemska Sbranti” e dal “Dipartimento di Letteratura, Filologia e Linguistica” dell’Università di Pisa, è dedicato alla memoria di Pietro Marchesani.

L’Università di Pisa ha dedicato due giorni di studio alla poetessa polacca, Premio Nobel per la letteratura 1996. E’ intervenuta anche la poetessa Ewa Lipska

Ecco il video di Roberto Saviano a “Che tempo che fa”

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