“Caro Servizio Pubblico, sei prezioso ma pericolosamente sessista”

Giulia Pavon

Giulia Pavon

di Giulia Pavon*

Buongiorno, mi chiamo Giulia Pavon, sono una giovane riabilitatrice psichiatrica e psicologa clinica. Vivendo da anni la rabbia e l’umiliazione di vivere in un Paese come il nostro apprezzo enormemente gli sforzi di informazione e in una certa misura di “formazione” che Servizio Pubblico fornisce alla popolazione. Vi scrivo però perché faccio sempre più fatica a sopportare ahimè la prospettiva sessista che questo programma chiaramente abbraccia. A parte Giulia Innocenzi, rara e meravigliosa eccezione, tutti i professionisti di Servizio Pubblico sono maschi (Santoro, Travaglio, Vauro, Dragoni, Ruotolo, ecc).

Non metto in dubbio che ci siano dei professionisti donna che lavorano dietro le quinte (conosciamo tutti bene il triste detto: “dietro ogni grande uomo c’è una grande donna”), ma non è sufficiente. Se davvero vi considerate una redazione di un programma progressista, equo, giusto, magari addirittura “di sinistra” (anche se questa denominazione oggi come oggi ha perso un po’ il suo significato), dovete superare questa presenza maschile così ingombrante e così vecchia.

Una donna su tre nell’arco della vita sarà abusata da un uomo, la prima causa di morte o invalidità permanente per una donna tra i 16 e i 44 anni è la violenza subita dal marito, dal partner, ecc., il recentissimo rapporto di Amnesty International denuncia la progressiva erosione dei diritti umani in Italia con particolare attenzione alla condizione della donna. Conosciamo fin troppo bene la prospettiva di Berlusconi e di una parte della cultura italiana sulla donna, vi prego di non fare lo stesso errore.

Vi prego di riconsiderare l’importanza che il vostro programma ha nell’influenzare le opinioni e le credenze di molti italiani. In questi anni avete sottolineato (in collaborazione con il Fatto Quotidiano), quasi portato alla luce pubblica, la trattativa stato-mafia, avete sempre colto ogni occasione per sottolineare l’illegalità di cui è impregnato Silvio Berlusconi e per questo e molto altro vi sarò sempre grata. Però sulle donne non solo avete concesso pochissimi spazi di riflessione ma specialmente (cosa secondo me assai più grave) non avete una sufficiente rappresentanza femminile in studio.

Colgo l’occasione anche per sottolineare che molti telespettatori, come me, non si perdono una puntata di Servizio Pubblico per poter ascoltare le argomentazioni logiche, analitiche e lineari di Marco Travaglio, per poter accedere all’ampio sapere statistico di Dragoni. Persone come Travaglio, Dragoni, Innocenzi sono in grado di fornire una panoramica di realtà, di oggettività di cui il nostro Paese ha estremamente bisogno.

Vi assicuro però che tante persone, come me, fanno sempre più fatica a tollerare Santoro (cioè guardano il programma nonostante, malgrado, la presenza di Santoro) che non sembra essere più in grado di svolgere il proprio mestiere con serenità e professionalità. Mentre alcuni professionisti di Servizio Pubblico sostengono chiaramente il modello americano circa il confronto politico, Santoro evidentemente naviga nella direzione opposta: interrompe, parla sopra, esprime continuamente pareri personali, insomma fa tutto ciò che un presentatore serio di un programma di confronto politico e informazione non dovrebbe fare. Sono difficili da digerire i suoi discorsi autoreferenziali, sposta troppo spesso il focus sulla propria persona e questo suo bisogno quasi istintivo di interrompere anche gli interventi più brevi nuoce gravemente al programma.

E quindi propongo: non potrebbero essere maturi i tempi per proporre un nuovo conduttore magari donna? Effettuare un’azione importante che sottolinei il vostro appoggio alla posizione della donna e magari anche a quella dei giovani?

Mi rendo conto che Santoro presenta questo tipo di trasmissione da una vita e ci sono sicuramente dei telespettatori, magari non della mia generazione, che sono molto legati alla sua presenza. Ma questo purtroppo è vero anche per molti partiti e organizzazioni che il programma stesso denuncia. Volete essere come tutti gli altri, capitanati sempre dal solito vecchio maschio?

Spero che questa mia email possa trovar tempo di essere letta e di stimolare qualche riflessione a riguardo, pur convinta che molti di voi avranno già riflettuto su questi temi.
Colgo l’occasione per ringraziarvi tutti per l’importante lavoro che state svolgendo.

Un caro saluto,
Giulia Pavon

*Giulia Pavon, segue «da quando è nato, il programma Servizio Pubblico: fornisce a mio parere alcune importanti informazione che a volte “sfuggono” alla stampa. Tuttavia da quando è nato il programma trovo molto pesante la presenza di quasi solo uomini e quindi l’altro giorno ho scritto questa email alla redazione di Servizio Pubblico e a Giulia Innocenzi (unica professionista donna del programma)».  

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2 thoughts on ““Caro Servizio Pubblico, sei prezioso ma pericolosamente sessista”

  1. seguo Santoro da sempre, se ne deduca quindi che sono una vecchia fan.Molte volte l’ho trovato sgradevole(a dir poco) ingombrante e fisicamente inquietante.E concordo con molte delle affermazioni di Giulia, ma, detto questo, devo anche aggiungere che le trasmissioni di Santoro sono Santoro! E dunque senza di lui sarebbero altro. Molte giornaliste e molti giornalisti, cresciuti alla sua scuola, portano avanti alcune sue idee, ma non riescono a “bucare” e ad essere incisivi come lui. Cosa fare? Continuare a seguire le sue inchieste? Si; Continuare a sollecitarlo perché dia spazio alle giornaliste brave?Si; Cambiare canale?Si, sperando di trovare qualche cosa di simile,ma senza Michele…prima o poi sarà possibile. Hopefully!
    un salutone
    Ornella

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    • Cara Ornella,
      Non conosco abbastanza bene la storia giornalistica di Santoro e dei suoi collaboratori, mi affido in questo alla tua analisi. Per molti anni non avevo la televisione e quindi non posso dire di conoscerla bene. Ma devo dire che sono rimasta proprio stupita dalla D’Amico nella sua intervista a Berlusconi (penso che in molti concorderete che quando andò a Servizio Pubblico né usci rafforzato) se ci fosse lei a condurre Servizio Pubblico, secondo me sarebbe una rivoluzione.. Anche perché parliamo di una donna, non solo capace di rimettere al suo posto silvio (cosa che ogni giornalista professionista dovrebbe saper fare), ma è estremamente competente in un argomento come quello del calcio, così maschile e così presente nella cultura italiana!!

      Un caro saluto
      Giulia

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