“Caro Servizio Pubblico, sei prezioso ma pericolosamente sessista”

Giulia Pavon

Giulia Pavon

di Giulia Pavon*

Buongiorno, mi chiamo Giulia Pavon, sono una giovane riabilitatrice psichiatrica e psicologa clinica. Vivendo da anni la rabbia e l’umiliazione di vivere in un Paese come il nostro apprezzo enormemente gli sforzi di informazione e in una certa misura di “formazione” che Servizio Pubblico fornisce alla popolazione. Vi scrivo però perché faccio sempre più fatica a sopportare ahimè la prospettiva sessista che questo programma chiaramente abbraccia. A parte Giulia Innocenzi, rara e meravigliosa eccezione, tutti i professionisti di Servizio Pubblico sono maschi (Santoro, Travaglio, Vauro, Dragoni, Ruotolo, ecc).

Non metto in dubbio che ci siano dei professionisti donna che lavorano dietro le quinte (conosciamo tutti bene il triste detto: “dietro ogni grande uomo c’è una grande donna”), ma non è sufficiente Continua a leggere

Legittima difesa – Rinviata la manifestazione

Cari amici,
il presidente del Consiglio è stato costretto a cancellare la manifestazione annunciata per il 13 febbraio contro i magistrati di Milano. Una vasta opinione pubblica, che ha nella rete il suo punto di forza, gli ha fatto intendere con determinazione che non gli sarà più consentito di aggredire le istituzioni della nostra Repubblica nata dalla Resistenza.
Noi non chiediamo altro se non che tutti, dai magistrati ai giornalisti, possano svolgere il proprio lavoro senza subire ingerenze da parte del governo Continua a leggere

Le notti di Arcore sbancano l’Auditel

Bunga bunga television. Se i sondaggi paiono indicare che il Rubygate non ha intaccato finora la tenuta di Berlusconi e del Pdl, di certo l’Auditel certifica che le notti infuocate di Arcore hanno portato bene alle trasmissioni che le hanno raccontate. Una settimana, quella scorsa, cominciata con l’exploit di ascolti di Gad Lerner: 1.843.000 spettatori medi, lo share stellare del 7,8% per La7 (non dovuto alla telefonata del premier, arrivata sul finale, ma al tema della discussione: il picco si è registrato, curiosamente, sulle immagini di Salò e le 120 giornate di Sodoma di Pasolini, nel servizio di Paola Mordiglia). Continua a leggere

La Berlinguer replica a Berlusconi: «Telekabul? Per noi è un onore»

Il direttore del Tg3: «Un telegiornale di lotta»
L’elenco dei maestri: Minoli, Curzi e Santoro

MILANO – «Berlusconi continua a paragonarci a Telekabul. Ma io rispondo: per me è un onore essere paragonati al tg diretto da Sandro Curzi». Con molta ironia, così risponde Bianca Berlinguer, direttore del Tg3, Continua a leggere

«Qui c’è chi chiama Confalonieri zio», funzionaria Rai accusa, sospesa 10 giorni

ROMA – Dieci giorni di sospensione. Una dipendente Rai come Michele Santoro. Punita con la massima sanzione disciplinare per avere detto, nel chiuso di un’assemblea sindacale, che in Rai ci sono dirigenti che provengono direttamente da Mediaset. È il caso di Federica Tanzilli, Continua a leggere

Ma che c’entrava Alba Parietti ad Annozero?

Sandra Covre, che fa parte del gruppo  Donne della realtà, dopo aver assistito all’ultima puntata di Annozero, ci ha mandato questa mail, che volentieri pubblichiamo.

Giovedì sera, ho visto tutto Annozero assieme a mia figlia (26 anni) ed entrambe abbiamo continuato, per tutto il tempo, ed ancora la mattina dopo – quindi a freddo – a chiederci il senso della presenza di Alba Parietti. Premetto che non eravamo prevenute, anzi: l’idea che, assieme a Nichi Vendola, Travaglio, l’ex ministro Castelli e Mentana fosse stata invitata una donna soubrette poteva essere un’ottima scelta. È intervenuta due volte, dicendo due cose di una banalità mortificante, tra l’altro a seguito di ragionamenti articolati in una forma splendida da parte di Vendola, ma a giudicare da come l’occhio della telecamera si concentrava sui particolari del viso, i capelli, labbra, gambe, pochi prestavano attenzione ai contenuti.
Perché costringere due sincere democratiche, entrambe dalla parte delle donne, a provare una tristezza infinita nel constatare che non basta dirsi “di sinistra” e parlare del padre partigiano per stimolare un dibattito politico appassionante (per chi si appassiona alla politica), in vista delle prossime elezioni regionali e della assurda situazione del PD in Puglia ? Abbiamo segnato, ahimè, un punto a sfavore…
Sandra