Ecco Elvira la cyber-suora che suona Chopin

Di origini olandese teorizza l’alpinismo spirituale

MILANO – Fino a qualche anno fa suonava Chopin e incantava le platee con i suoi gorgheggi, adesso «recluta» online nuove novizie. E anche se è passata dai tasti bianchi e neri del pianoforte alla tastiera del laptop, la passione e l’impegno non sono diminuiti. Elvira Maria de Witt la sua seconda vita, quella da suora carmelitana, l’ha iniziata dopo un’esperienza da cantante lirica e con un diploma da pianista preso tra il conservatorio di Rotterdam e quello di Utrecht. Olandese, due occhi svegli e decisi e un sorriso giovane che non lascia indovinare l’età, suor Elvira si è trasformata in pochi anni in una «guru del web».

IL RECORD – Il suo è un primato europeo: è la prima ed unica suora del Vecchio Continente ad usare internet per comunicare con i ragazzi e reclutare «risorse umane» per i monasteri. Ha un profilo su Hyves, il Facebook olandese, dove tiene aggiornati i suoi 291 amici con foto e blog. Ha inserito le immagini delle sue consorelle e, con nordica precisione, non ha lasciato vuoto neanche il campo «relazioni sentimentali»: «solo con Dio», ha specificato. Sul suo blog parla di tutto. Della vocazione ma anche delle amicizie, della vita monastica e dell’emozione di visitare per la prima volta gli Stati Uniti per una missione inaspettata («una vita con Dio è sempre piena di sorprese», certo). Racconta le disavventure di una viaggiatrice inesperta che deve prendere l’aereo (tutta una corsa tra valigie immense, ansia e voli da non perdere, fino alla distesa di acqua e montagne da contemplare dal finestrino. Peccato che «gli orsi polari non si vedano, si vergognano»). E dà consigli ai ragazzi che le confidano le loro difficoltà. Una parola per tutti, per il nerboruto Wim che si definisce «l’hooligan di Cristo» e per la quindicenne con le treccine afro. Soprattutto per chi si sente «solo». Suor Elvira insegna a non mollare. Lei lo chiama «alpinismo spirituale»: se vuoi raggiungere un obiettivo, per ambizioso che sia, mettilo bene a fuoco e fai di tutto per raggiungerlo. Che tu abbia 16 anni e debba mettere da parte i soldi per un viaggio (magari alla Giornata mondiale della gioventù, suggerisce lei in un’intervista alla Radio Maria olandese) o che tu voglia riavvicinarti alla fede, la teoria è sempre la stessa. «Puntare in alto», come quando si scala una cima. Racconta e si racconta, la «cyber suora», e nei suoi messaggi sul blog usa le faccine allegre (gli smilies) che riempiono le chat e gli sms dei teenager. Compresa quella con cui si firma: occhi chiusi, espressione beata e, neanche a dirlo, un’aureola sulla testa. Fino all’anno scorso si occupava della pastorale giovanile nel convento del Sacro cuore di Gesù di Sittard, ora lo fa in quello di Tiltenberg, a Vogelenzang. Trenta chilometri da Amsterdam e aria fina che arriva dal mare.

L’ATTIVISMO – E proprio nella laicissima Olanda suor Elvira riesce ogni anno ad «arruolare» due novizie. Tutto grazie a blog, chat ed email. Già nel 2006 pare ne ricevesse 300 al mese, e adesso è così brava che la cercano dall’estero. Perché i tradizionali campi scuola e i ritiri vocazionali non bastano più. Anche l’Italia ha chiamato, e lei, per il secondo anno consecutivo, ha risposto con entusiasmo. Lo scorso 13 luglio il suo intervento ha chiuso il corso «La suora nell’epoca digitale», organizzato dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Centoventi le richieste di iscrizione, solo 22 le sorelle ammesse. Sono arrivate da tutto il mondo, dal Libano alla Colombia, dal Regno Unito alla stessa Italia per scoprire i segreti dei social network e prendere confidenza con la rete. Perché per parlare ai giovani bisogna condividere lo stesso linguaggio, senza paure né pregiudizi. In piena crisi di fede e vocazioni, due novizie all’anno per convento sono un buon risultato. Con numeri del genere, i frati cappuccini di Zurigo non avrebbero dovuto pubblicare, nel novembre scorso, un annuncio di lavoro «a tempo determinato»per cercare nuovi confratelli. Erano rimasti in tre, sui 70 anni. E così hanno fatto una ricerca mirata: tra i 22 e i 35 anni, i candidati dovevano essere dirigenti di banca, giornalisti, insegnanti o esperti della comunicazione, ovviamente celibi e battezzati. Tre anni di prova. Il mercato del lavoro ha regole strane, avranno pensato. Non si sa mai.

Sara Bicchierini
dal Corriere della Sera – 15 luglio 2011

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