Donne in Cassa Integrazione: Eleonora d’Urso parla di voi

Riceviamo e pubblichiamo: «Un progetto teatrale declinato al femminile»

Buongiorno,

mi occupo di teatro da molti anni (le mie due ultime regie sono state alle due più recenti edizioni del Festival dei 2 Mondi di Spoleto) e vorrei realizzare un progetto teatrale bizzarro ma al quale tengo molto. Tutto è partito da una mail che mi ha inviato una giovane cassaintegrata. Io mi ero rivolta a una giornalista di un magazine on-line di Asti che aveva realizzato un articolo su un cassaintegrato, quest’uomo raccontava la sua storia personale in modo affatto banale e scontato. Stavo raccogliendo materiale per una piece che stavo scrivendo e mi era sembrato interessante poter incontrare quest’uomo e intervistarlo. La giornalista ha accolto la mia richiesta ma casualmente, dopo pochi giorni, ho ricevuto una mail di una giovane donna che mi diceva che era venuta a conoscenza, attraverso quella stessa giornalista, del mio interessamento per storie di cassa integrazione e specificava che era però una donna: «Ho voglia di raccontare la mia storia, come può immaginare, occupare il tempo in modo utile per me è oggi una questione fondamentale, non so se può interessarle una storia al femminile».

Così mi è venuta questa idea: raccogliere storie, tante, di cassaintegrate italiane di qualunque età e provenienza per poi trasformarle, rielaborandole, in dei monologhi teatrali veri e propri, monologhi ironici, taglienti, di denuncia, monologhi forti che raccontino una fetta d’Italia importante. Certo scrivere la propria storia non è cosa semplice, e non tutti sono abituati a scrivere, così ho ideato una specie di libretto di istruzioni da inviare via e-mail (sono tre paginette) a ogni donna cassaintegrata che decidesse di raccontarmi la propria storia. Il file contiene qualche consiglio utile su come approcciare questa strana esperienza, più una lista di 101 frasi-guida per facilitare il gioco della scrittura. Una serie di regolette semplici con abbinata una lista di frasi da utilizzare come incipit per le varie argomentazioni: quotidianità; rapporti con mariti, conviventi, fidanzati/e; idee politiche, religiose; rapporto con la televisione, con il sesso, con il proprio corpo, con la dilatazione del tempo, con i propri desideri, con la percezione di sé, e molto altro, il tutto da affrontarsi in modo tanto serio quanto faceto. L’idea può apparire strampalata, ma a me diverte molto e credo possa essere una maniera intelligente di affrontare una tematica delicatissima.

Conoscete sicuramente Eve Ensler e i suoi monologhi della vagina… ecco, lì la tematica è certo differente, ma l’idea di base vorrei fosse la stessa: una serie di monologhi da far recitare ad attrici importanti, tema: la cassa integrazione in tutti i suoi aspetti. Io lavoro da diversi anni anche come autrice e nei miei testi ho sempre scelto di confrontarmi con tematiche relative al mondo femminile: abuso di un padre sulla propria bambina (con il Patrocinio della Fondazione Fabrizio De André nella persona di Dori Ghezzi, alla quale devo molto); sintomatologia anoressico-bulimica (con il Patrocinio dell’A.B.A. – associazione bulimia, anoressia e disordini alimentari, nella persona di Fabiola de Clercq – fondatrice e Presidente dell’Associazione – di cui ho trasposto teatralmente la biografia); storie di prostituzione e altro. Credo che la condizione di cassaintegrata sia una tematica di cui non si parla abbastanza, per questo ho scelto di intraprendere questa avventura.

Vi scrivo poiché nel caso in cui trovaste interessante questo mio progetto, il vostro blog potrebbe rappresentare uno strumento importante per contattare quelle donne cassaintegrate che abbiano voglia di prendere parte a questo mio lavoro inviandomi la propria storia. Se interessati posso mandarvi il file che racchiude il buffo manualetto di istruzioni su come scrivere la propria storia di cassaintegrata, in modo che possiate comprende meglio il tipo di operazione che vorrei fare. Grazie
Eleonora d’ Urso

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