Uomini che non stanno in silenzio: iniziativa di Maschile Plurale

Anche a proposito del nostro post “Il silenzio degli uomini” ricordiamo che Maschile Plurale organizza per sabato 21 novembre a Roma a piazza Farnese dalle 15,30 in poi un’iniziativa contro la violenza maschile contro le donne. Un’iniziativa non solo contro la violenza: contro l’omofobia, contro il razzismo, per dare voce al desiderio di cambiamento e libertà di tanti uomini, per costruire un’altra civiltà delle relazioni tra persone, libera dalla paura e dal dominio.

In questi giorni si moltiplicano manifestazioni e iniziative contro la violenza di genere e contro la cultura in cui questa violenza nasce e cresce. Un moltiplicarsi di iniziative che, ci pare, non sono in contraddizione con la necessità di un lavoro più profondo e quotidiano ma ne sono l’esito. Per la nostra esperienza di uomini sappiamo che la visibilità sociale di parole diverse dalla norma imposta sono una risorsa anche per il percorso personale di ognuno e ognuna di noi.

L’associazione maschile plurale e la rete nazionale di gruppi di uomini impegnati non solo contro la violenza ma per la costruzione di una critica dei modelli dominanti di “virilità” hanno deciso di proporre un’iniziativa nazionale a Roma. Abbiamo deciso, come uomini, che fosse ormai necessario assumerci la responsabilità e al tempo stesso la libertà di prendere un’iniziativa in autonomia che non si limitasse alla firma di un appello ma che vedesse la costruzione di uno spazio collettivo, di una pratica visibile che mettesse in gioco i corpi, che costruisse relazioni nuove.

Negli anni scorsi c’è stata spesso una discussione sull’opportunità di una presenza degli uomini alle mobilitazioni delle donne. Non vogliamo entrare nel merito di questa discussione né liquidarla comprendendo la sua complessità. Diciamo solo che vogliamo evitare che focalizzi le nostre energie e la nostra attenzione.
Anche per questo abbiamo deciso di offrire e proporre agli uomini che vogliano esprimere il loro desiderio di cambiamento uno spazio e un percorso autonomo proponendo un’iniziativa costruita e pensata da noi ma, ovviamente, aperta alle donne e a tutte le soggettività impegnate nella critica alle forme dominanti di costruzione delle identità di genere e relazioni gerarchiche tra i sessi.

Il nostro impegno, la nostra pratica non sono per noi  un mero gesto di solidarietà o di assunzione di responsabilità.  Non crediamo di tratti di “questioni di donne”. Al centro, per noi c’è una questione maschile su cui è necessaria una parola e una pratica maschile pubbliche.

La nostra presenza in Piazza Farnese il 21 novembre prevede non un comizio o un corteo ma uno spazio circolare e orizzontale dove proporre interventi individuali, letture di brani, contributi musicali. Dove raccontare esperienze e affrontare temi su cui, come rete di gruppi maschili e come associazione maschile plurale stiamo lavorando: dalla progettazione di attività didattiche nelle scuole alla riflessione sulla prostituzione e la tratta, dal lavoro concreto contro la violenza fatto nelle città alla riflessione sul nesso tra sessualità, potere e denaro nelle relazioni tra donne e uomini.

Ogni gruppo sarà inoltre presente il 25 novembre distribuendo nella propria città un messaggio “da uomo a uomo” nelle strade e contribuirà alle tante iniziative promosse da centri antiviolenza, associazioni e collettivi. Saremo felici di poter costruire un percorso condiviso di confronto e comunicazione che possa anche prevedere, nelle giornate del 28 e del 21 novembre, forme concrete di relazione tra le diverse iniziative.
maschileplurale

dal sito di MaschilePlurale

Da uomo a uomo

Sono un uomo e vedo la violenza maschile intorno a me. Vedo anche, però, il desiderio di cambiamento di molti uomini.

Scelgo di guardare in faccia quella violenza e di ascoltare quel desiderio di cambiamento. So che quel desiderio è una risorsa per sradicare quella violenza.

Di fronte alle storie di mariti che chiudono le mogli in casa o le ammazzano di botte, di fidanzati che uccidono per gelosia le proprie ragazze, di  uomini che aggrediscono o stuprano donne in un parco o in un garage, non penso “Sono matti, ubriachi o magari i soliti immigrati !”, non mi viene da dire: “Quella se l’è cercata!”.Tutto questo mi riguarda, ci riguarda.

Quando sento giudicare gli immigrati come una minaccia alle “nostre donne” ricordo che la violenza contro le donne non nasce nelle strade buie, ma all’interno delle nostre case, ed è opera di tanti uomini, italiani e non, che picchiano e uccidono le “proprie” donne.

Quando osservo l’ironia, il disprezzo, la discriminazione che precedono la violenza contro lesbiche e gay non penso: “Facciano quel che gli pare, ma a casa loro”. So che mi riguarda, ci riguarda: quell’ironia e quel disprezzo li conosco fin da piccolo, sono una minaccia per chi non si comporta “da uomo”.

La libertà di amare chi vogliamo e come vogliamo o è di tutti o non è di nessuno.

Quando  penso alle donne, spesso straniere costrette a prostituirsi, prive di diritti, alla ricerca di difficili vie di uscita, non penso che “rovinano il decoro delle città”. Vedo nella loro vita l’effetto di un razzismo che avanza. La prostituzione, scelta o obbligata, parla innanzitutto dei nove milioni di clienti italiani e della sessualità maschile ridotta alla miseria dello sfogo e del consumo.
Credo che la violenza contro omosessuali e trans, la diffusa richiesta di ordine e sicurezza, la crescente ondata di disumanizzazione dei migranti, il razzismo, l’ egoismo dilagante, abbiano a che fare con le relazioni tra i sessi: la paura e il disprezzo verso le differenze sono una tossina che avvelena la nostra società. Ogni giorno sento il richiamo verso ogni uomo ad essere complice di questa cultura di aderire all’ideologia della mascolinità tradizionale.

Sono stanco della retorica della patria, del nemico e dell’onore, della virilità muscolare e arrogante.

Quando assisto all’ostentazione di chi usa soldi e potere per disporre delle donne, sento che quell’ostentazione è misera, squallida ed anche triste. Sono secoli che gli uomini comprano, impongono, ricattano e scambiano sesso per un posto di lavoro o per denaro. La novità sta nel vantarsene strizzando l’occhio agli altri uomini in cerca di complicità. Non ci stiamo, e non per invidia o moralismo. Non ci interessa l’alternativa tra il consumo del corpo delle donne o l’autocontrollo perbenista. Al potere preferiamo la libertà, la libertà di incontrare il desiderio libero delle donne, ed eventualmente il loro rifiuto.

Quando il disprezzo per le donne, l’ostentazione del potere e le minacce contro i gay e gli stranieri diventano modelli di virilità da usare a scopi politici, capisco e sento che devo e dobbiamo reagire: come uomini prima ancora che come cittadini.

Sentiamo la responsabilità di impegnarci, come uomini, contro la violenza che attraversa la nostra società e le nostre relazioni. Non vogliamo limitarci alle “buone maniere” e al “politicamente corretto”. Non ci sentiamo “protettori” né “liberatori”. Sappiamo che le donne non sono affatto “deboli”.

La loro libertà, la loro autonomia, nel lavoro, nelle scelte di vita, nella sessualità, non sono una minaccia per noi uomini e nemmeno una concessione da far loro per dovere. Sono un’opportunità per vivere insieme una vita più libera e ricca.

Non ci basta dire che siamo contro la violenza maschile sulle donne. Desideriamo e crediamo in un’altra civiltà delle relazioni tra persone, una diversa qualità di vita, libera dalla paura e dal dominio. Vogliamo vivere una sessualità che sia altro dalla conferma della propria virilità e del proprio potere.
Molti uomini hanno finora vissuto questo cambiamento individualmente, cercando un modo nuovo di essere padre, una diversa relazione con la propria compagna, un modo diverso di stare con gli altri uomini, un rapporto diverso con il lavoro. Questa ricerca è però rimasta solitaria e invisibile, senza parole. Vogliamo esprimerci in prima persona, vogliamo che il desiderio di libertà e di cambiamento di migliaia di uomini diventi un fatto collettivo, visibile, capace di parlare ad altri uomini.

In occasione delle iniziative attorno al 25 NOVEMBRE,giornata internazionale contro la Violenza sulle Donne
Il 21 NOVEMBRE a Roma in Piazza Farnese dalle ore 15,30 alle 19,30 un’iniziativa nazionale, aperta a uomini e donne
MASCHILEPLURALE
ASSOCIAZIONENAZIONALE
per informazioni e adesioni  contattare info@maschileplurale.it

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