Le donne della realtà ci sono in TV

di Wally Festini
Ci sono nella RAI. Ci sono ma sono nascoste. Per vederle bisogna essere pensionate (o casalinghe non indaffarate) e fare la cyclette nel pomeriggio. Quindi niente giovani, niente persone che lavorano e neppure pensionati e pensionate tra l’audience.
Qualcuno arriccia il naso sulla TV del pomeriggio: ricongiunzioni famigliari, disgrazie, lavori inusuali, vite complicate. Le trasmissioni, è vero, hanno la lacrima facile. Inoltre i conduttori, tanto per non perdere punti di share, mescolano le donne della realtà con le stelle televisive. Bella forza parlare di extracomunitarie accostando la badante alla conduttrice televisiva di successo. Oppure cercano di presentare le donne della realtà come fenomeni da baraccone. Continua a leggere

Ma che ci azzeccano le donne di Repubblica col settimanale D?

di Wally Festini*
Premessa. Compero Repubblica dalla nascita. Amo il suo formato, i suoi giornalisti e direttori, i vignettisti, la bacheca di Tuttomilano, le sue intelligenti trasformazioni. Spesso non mi riesce di gettare gli articoli più interessanti. Li ritaglio, li regalo, li conservo. Acquistarlo sempre è il mio gesto per sostenere la cultura.
Ma che male ho fatto per meritarmi il settimanale femminile? Mi basta vederlo per provare disagio, disgusto e pure rabbia. In passato lo lasciavo in edicola, furiosa per doverlo pagare comunque. Poi l’ho ritirato. Estraggo con cura l’articolo di Zucconi, le recensioni dei libri (4 o 5 pagine sulle 300), gli articoli sulla Palestina (ma perché mai dovrebbero interessare solo alle donne? Continua a leggere

Piccolo commento elettorale…

di Wally Festini

Ci sono donne che non hanno votato per Emma Bonino. La cosa, inaspettata, mi ha fatto infuriare. Senza nulla togliere alle indubbie qualità della Polverini, ho pensato a una ritorsione ad hoc. Perché non tornare all’abolizione degli anticoncezionali, dei consultori e al glorioso buon vecchio  aborto clandestino?

Le Donne della Televisione – un articolo di Wally Festini

foto di Liliana Barchiesi

Mettiamoci dal punto di vista maschile: la bellezza e l’immagine sono tutto. Allora le donne rappresentate in TV si dividono in 3 categorie: le divine,  le gradevoli, le donnedellarealtà.

LE DIVINE sono già dotate di carrozzeria superlativa da Madre Natura. Quelle gambe chilometriche non te le confeziona certo il chirurgo estetico. Sono giovanissime e i nuovi modelli spiano già da dietro le quinte. Possiamo pensare che il volto perfetto sia la bellezza dell’asino. Ma le tette no. Le tette il fascinoso chirurgo le ha staccate da un corpo più tozzo e più prosperoso e gliele ha incollate al posto giusto. Belle sì, eccessive sempre. A pensar male vengono in mente le stravaganze delle trans, con rispetto per loro. Ma forse è tutta invidia.  Che poi le divine farebbero la loro bella figura anche con un abito dei grandi magazzini. Invece no. Abiti da sera luccicanti e colorati sembrano fatti di proposito per sottolineare le loro grazie. E  pencolano pure sui tacchi a spillo. Quelli con i quali fai tre passi ma che  per camminare li butti. Così le gambe sembrano ancora più lunghe.  Non basta. Il trucco, le luci, il bravo regista fanno il resto, se mai ci fosse qualcosa da aggiungere. Non sarò mai come loro, pensa la spettatrice ammirandole ed odiandole. Ma la mela avvelenata è in agguato. Ecco che qualche trasmissione di gossip cattivello le riprende in spiaggia con la luce sbagliata. E la cellulite delle divine umiliate finisce pure in Internet. La TV minaccia: attenta, bambina, io ti ho creata e io ti distruggo. Continua a leggere