Violenza sessuale: un orrore che non fa distinzione tra guerra, pace, latitudini

di Maria Luisa Marolda

Maria Luisa Marolda, autrice con Carla Prosperi e Maria Galluppi di “Insegnanti allo specchio” (Omega Edizioni), ha raccontato sul nostro blog lo stupro subito da sua madre a Esperia, nel Frusinate, durante la seconda guerra mondiale da parte dei goumiers. Impossibile non pensare all’orrore delle “marocchinate” al centro del romanzo “La ciociara” di Alberto Moravia da cui nel 1960 Vittorio De Sica trasse il film che è valso l’Oscar a Sophia Loren. 

Paola Ciccioli ha chiesto a Maria Luisa di rileggere per il noi quel libro e di estrapolarne i brani a suo giudizio più significativi. Lei ha generosamente accettato e questo è il primo dei suoi contributi: grazie.

Questa immagine proviene dal diario Facebook del compositore Marco Tutino, autore dell’opera “Two Women”, ispirata a “La ciociara” di Alberto Moravia e andata in scena con grande successo prima a San Francisco e poi al Teatro Lirico di Cagliari. Nel ruolo della protagonista, Anna Caterina Antonacci (https://www.youtube.com/watch?v=RKpDviqIhTM)

Il ritorno eterno di forme ancestrali in lotta con quelle razionali dell’umanità riguarda anche lo stupro. Ogni violenza di questo tipo viene oggi pubblicamente condannata come inaccettabile, ma poi succede qualcosa che ci dice che quel giudizio è così poco radicato da far temere che ci sarà ancora e sempre la violenza sessuale. Mentre se ne parla tanto, con episodi che avvengono a tutte le latitudini, in pace e in guerra, in famiglia e nella società, la memoria svolge la sua funzione, che non è solo quella di ricordare, ma anche di scegliere i ricordi, attenuando ciò che insistentemente colpisce e può ferire. Forse questo sta accadendo anche con lo stupro, se dobbiamo credere a quell’“incredibile” notizia che si sarebbe pensato di girare un film porno dalla Ciociara di Alberto Moravia.

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E che il mondo ci senta: «la colpa non è mai della vittima»

di Luara Colpa*

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«Secondo i documenti ufficiali sulla sicurezza pubblica del paese, nel 2014 in Brasile sono stati denunciati 47.646 stupri. Una cifra probabilmente molto inferiore alla realtà: secondo l’Istituto di ricerca economica applicata (IPEA) in Brasile solo il 10 per cento delle violenze sessuali vengono denunciate alla polizia. L’istituto stima che siano circa 527 mila le persone che vengono violentate ogni anno: l’89 per cento sono donne e il 70 per cento di queste sono bambine e adolescenti»: http://www.ilpost.it/ (immagine da http://bhaz.com.br/)

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E que o mundo nos ouça: «a culpa nunca é da vítima»

di Luara Colpa*

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«L’impronta di una mano insanguinata, sul volto. E 720 paia di slip, bianchi e rossi, sulla spiaggia di Copacabana. 720, tanti quanti sono gli stupri che avvengono in Brasile ogni 72 ore. Su una delle spiagge più famose del Paese va in scena la nuova protesta contro le violenze sulle donne, dopo il caso della 16enne vittima di una violenza sessuale di gruppo a Rio de Janeiro». (http://www.corriere.it/)

Trinta.

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Vinte

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