Le ragazze vanno all’amore

di Ivano Fossati

Una foto di Giuseppe Cozzi per dare l’arrivederci all’estate e fare gli auguri di buon compleanno al cantautore Ivano Fossati, nato a Genova il 21 settembre 1951. Spiega Giuseppe Cozzi: «Questo è uno scatto dell’estate del 2015, a Venezia, sestiere Castello, riva dei Sette Martiri, un affaccio sul bacino di San Marco ». Grazie!

Dedicata a Nicolina Pacini, uccisa a 15 anni dall’ex compagno di sua madre. E alle giovani donne ferite e mortificate dalla violenza.

Le ragazze di Firenze vanno al mare
le ragazze di Firenze vanno all’amore
le ragazze di Milano han passo di pianura
che è bello da vedere
che è bello da incontrare
in questi posti davanti al mare
con questi cieli sopra il mare
quando il vento riscalda a suo tempo il mare.

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In Soccorso anche dei bambini che imparano la “normale” violenza in famiglia

di Nadia Muscialini*

Muscialini 2

“Dignità”, è la parola al centro del lavoro che facciamo ogni giorno con il nostro blog. Abbiamo scelto questa illustrazione di Monica Martinelli per dare voce a Nadia Muscialini e al suo libro “Di pari passo. Percorso educativo contro la violenza di genere”

La cultura della violenza e la violazione dei diritti umani fondamentali sono fenomeni ancora molto diffusi. La violenza è sempre agita dai più forti verso i più deboli e ha alla base la mancanza del rispetto dell’altro, del diverso da sé, che è considerato meno importante e con meno diritti.

Tra le forme di violenza e discriminazione, quella contro le donne e i soggetti più deboli è tra le più diffuse al mondo. L’unico modo per sconfiggere la cultura della violenza è sviluppare una capacità critica e diffondere una cultura basata sul rispetto dell’altro. L’apprendimento di questi principi deve avvenire innanzi tutto all’interno della famiglia ma anche nelle scuole di tutti i gradi e livelli. È la scuola che stimola lo sviluppo delle abilità che permettono di leggere e decodificare in maniera critica la realtà e la complessità che ci circonda.

Molte delle donne che nel corso di questi anni hanno frequentato il Centro antiviolenza Soccorso Rosa di Milano (ora a rischio chiusura, ndr) hanno figli. Bambini che crescono e vivono in un ambiente violento, a cui viene proposto un modello educativo che giustifica e sostiene l’uso della forza e della prevaricazione dell’uomo sulla donna. Ho visto con i miei occhi come i figli di uomini violenti diano per scontato che la relazione tra maschi e femmine sia basata su un inevitabile uso della prepotenza da parte dei primi sulle seconde.

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Con la suora che ha accolto la donna scappata dal marito violento

di Paola Ciccioli

Rosso

«Se vuole passare a trovarmi, sa dove sono».

Aveva aggiunto queste parole mentre mi allontanavo dal portoncino di fianco alla chiesa di Milano dove ha chiesto aiuto a una suora la mattina del 14 agosto. Il giorno in cui ci siamo casualmente incontrate alla fermata di un autobus e lei mi ha raccontato di essere scappata dalla sua città e dalle botte del marito cocainomane.

La sera stessa ha letto quel che avevo scritto sul blog, lasciando un commento: «Che bello… grazie… Ha ricordato proprio tutti i particolari!!!».

Le ho risposto privatamente, chiedendole via mail come stava e se aveva trovato una sistemazione, di tenermi informata sulla sua situazione.

Ma non ho più avuto notizie. Ho aspettato uno, due, tre, quattro giorni. Poi, dopo una notte con qualche domanda di troppo a ostruire il sonno, sono tornata davanti alla chiesa.

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Creare la confusione per far sparire i fatti: l’occultamento delle violenze maschiliste contro le donne

di Patrizia Romito
docente di Psicologia sociale all’Università di Trieste

A partire dagli ultimi decenni del secolo scorso, nella maggior parte dei paesi industrializzati sono avvenuti dei cambiamenti importanti nella percezione e nel contrasto della violenza degli uomini contro le donne: in vari paesi europei, sono state abrogate delle leggi che sanzionavano la dominazione e la violenza maschile nella coppia[1]; sono state  altresì promulgate sia leggi maggiormente repressive nei confronti degli aggressori sia leggi di natura preventiva, come l’ordine di protezione o di allontanamento, sia leggi che configurano nuove tipologie di reato, come quelle che reprimono le persecuzioni, o lo “stalking”. Continua a leggere