Heroes, Eroi

a cura di Luca Bartolommei

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Figlia e madre, unite dall’amore per la musica di David Bowie. Questo ritratto è stato realizzato da Emma Manestovich, studentessa del liceo artistico “Enrico e Umberto Nordio” di Trieste. Quello più in basso, accanto alla traduzione in italiano curata da Luca Bartolommei di una delle canzoni più note dell’artista britannico, è invece opera di Silvia Relli, la mamma di Emma, efficientissima impiegata dell’ufficio anagrafe del Comune giuliano. Li mostriamo insieme con la notizia dell’omaggio che sarà dedicato a David Bowie il 20 maggio a Milano nell’ambito di Piano City 2017 (http://www.pianocitymilano.it/)

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Nel tuo proprio specchio, «in your own mirror»

di Derek Walcott*

AMORE DOPO AMORE

 

Tempo verrà

in cui, con esultanza,

saluterai te stesso arrivato

alla tua porta, nel tuo proprio specchio,

e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

 

e dirà: Siedi qui. Mangia.

Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.

Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore

a se stesso, allo straniero che ti ha amato

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«Your children are not your children»

by Kahlil Gibran*

Illustrazione da "Il Profeta"

Illustrazione da “Il Profeta” , edizione Se (1985), traduzione di Piera Oppezzo e postfazione di Nicola Crocetti

And a woman who held a babe against her bosom said, Speak to us of Children.

And he said:

Your children are not your children.

They are the sons and daughters of Life’s longing for itself.

They come through you but not from you,

And though they are with you yet they belong not to you.

 

You may give them your love but not your thoughts,

For they have their own thoughts.

You may house their own thoughts.

You may house their bodies but not their souls,

For their souls dwell in the house of to-morrow,

which you cannot visit, not even in your dreams.

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Smartphone en lugar de la Vía Láctea, pero ir caminando hacia Santiago sigue siendo como ir hacia la humanidad

por Cecilia Gaipa*

Cecilia in cammino verso Santiago de Compostela

Cecilia de camino a Villafranca del Bierzo, cerca de la frontera con Galicia.

En tiempos ancestrales, los peregrinos recorrían el Camino de Santiago usando el sol para encontrar el sendero hacia el Oeste. Por la noche, la Vía Láctea era quien indicaba el camino. En una antigua leyenda, se dice que la Vía Láctea fue creada por el polvo que creaban los peregrinos al caminar. De acuerdo con este mito, este camino estrellado protegía a los pelegrinos y llenaba las calles de Santiago de Compostela con una energía positiva y regeneradora. En realidad, muchas de las personas que vivían esta experiencia lo definieron como un cambio total en sus vidas. Se decía que el Camino de Santiago te permitía descubrir tu verdadera alma, te purificaba y tras esta verdad, empezaba una nueva vida.

Si yo tuviera que comparar mi experiencia con todas estas afirmaciones, sólo diría: “yo realmente no pienso eso”.

Si la Cecilia de 2014 – la que está escribiendo ahora mismo – fuera capaz de crear una brecha en el tiempo y en el espacio y le hablara a la Cecilia de 21 años de 2012 preparada para ir hacia Santigo, le diría:

Querida Cecilia de 2012, antes de partir, es necesario que abras los ojos a la decepción que puedas enfrentar en tu viaje, porque el Camino de Santiago se ha convertido principalmente en una atracción turística; y no es el camino sagrado de tiempos ancestrales, como tú esperabas encontrar.

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Smartphone al posto della via Lattea, ma camminare verso Santiago è ancora andare verso l’umanità

di Cecilia Gaipa

Cecilia in cammino verso Santiago de Compostela

Cecilia sulla strada verso Villafranca del Bierzo, vicino al confine con la Galizia

Nei tempi antichi, quando i pellegrini percorrevano il Cammino di Santiago, usavano il sole per trovare la rotta verso Occidente. Di notte, questa direzione veniva indicata dalla via Lattea. Secondo una leggenda, la via Lattea è stata formata dalla polvere che i numerosi pellegrini sollevavano con le loro scarpe, camminando. E sempre secondo questa leggenda, questo tragitto stellato protegge i pellegrini e riempie le strade che portano a Santiago di un’energia positiva che ricarica sia il corpo sia l’anima. Infatti, molte persone che hanno vissuto quest’esperienza l’hanno definita come qualcosa che ti cambia totalmente. Il Cammino di Santiago ti fa scoprire la tua vera anima. Il Cammino di Santiago ti purifica, dopo di esso inizia la tua nuova e vera vita.

Se dovessi paragonare la mia esperienza con queste affermazioni, commenterei così: Ma, questo, non creto (chiedo scusa per la coltissima citazione).

Se la Cecilia del 2014, che in questo momento scrive, avesse potuto creare un varco spazio-temporale e parlare con la Cecilia del 2012, appena ventunenne, in partenza per Santiago, le avrebbe detto quanto segue: Continua a leggere

Gli occhi di cielo che urlano: «Giustizia per Bhopal»

Testo e foto di Lucia Vastano

sheela, bhopal

Questa magnifica bambina non può parlare: porta addosso l’eredità del gas fuoriuscito dallo stabilimento della Union Carbide nel 1984

Quegli occhi non te li aspetti. Perlomeno non te li aspetti lì, in quel posto e addosso a una bambina indiana, dalla pelle color delle nocciole. Occhi azzurri profondi, come il cielo e la camicetta che indossa. Due occhi che parlano come purtroppo non può fare lei, Sheela (è il nome che le ho dato io), nata a Bhopal oltre vent’anni dopo la strage di 25mila innocenti avvenuta la notte del 3 dicembre 1984, ma che porta addosso l’eredità di quel gas, l’isocianato di metile, fuoriuscito dallo stabilimento della multinazionale americana Union Carbide. Una nube mortale che ha soffocato un’intera città e che ancora intossica il suo suolo e la sua aria.

Le mamme di Bhopal di oggi continuano a partorire figli affetti da numerose gravi sindromi (soprattutto a livello cerebrale). La bimba con il cielo negli occhi frequenta il Chingari Trust, un centro che aiuta le piccole vittime del disastro con classi speciali e riabilitazione, a seconda delle loro esigenze. Il centro è stato messo in piedi da due donne forti come l’acciaio, Champa Devi Shukia e Rashida Bee. Loro hanno voluto coinvolgere altre donne nella lotta. Continua a leggere