«Ho una laurea in Economia, ma sono felice di aver potuto virare su qualcosa di più umano»

di Giorgia Farace

Giorgia Farace

Giorgia Farace si presenta: il racconto del suo viaggio a Taranto, pubblicato ieri, era il suo primo post sul nostro blog. Questa bella foto, che mettiamo grande per la bellezza del colore del cielo che fa bene al cuore in giorni così tristi per le notizie dal mondo, è quella del suo profilo Facebook. Qui è sul San Bernardino, nel Cantone dei Grigioni, in Svizzera

Sono seduta alla scrivania. Insieme con la mia responsabile, mi occupo della formazione dei medici in specializzazione e della formazione del personale amministrativo del Cardiocentro di Lugano. Nel 2014 ho conseguito la laurea in Economia, materia in cui però mi riconosco poco. Perciò sono felice di aver potuto virare su qualcosa di più “umano”.

La mia passione è la danza classica, disciplina che ho ripreso quest’anno dopo dieci anni di attività e dieci lunghi anni di stop. Ci è voluto molto coraggio per riavvicinarsi alla sbarra.
Amo viaggiare. Non lettini e spiagge. Ma persone e luoghi. Parlare con chiunque abbia voglia di raccontare anche solo un pezzo del luogo in cui sono. Percorrere strade secondarie e cercare l’autenticità del posto.

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A Taranto, città in affanno che tenta di difendersi da sé stessa

di Giorgia Farace

Taranto

«Molti edifici sono pericolanti. Sembra di camminare in una città bombardata, la cui unica linfa sono le voci delle persone che alcune di queste case ancora le abitano»

Accolta da due grandi colonne doriche, mi immagino di essere sulla soglia di scavi antichi, di echi storici, di siti archeologici. Mi ritrovo invece a scoprire una Taranto fatta di piccole vie. Dove la storia e le origini della città respirano affannosamente il poco ossigeno che resta al di sotto del cemento che ricopre la via romana. Ho visto una città vecchia (perché è così che ce l’ha definita un suo abitante: vecchia perché è lì che si è sviluppata, dai greci in poi. Non è un borgo – nucleo di case all’esterno delle mura cittadine, accezione che tentano di darle in tanti) fatta di nuove speranze. Una città vecchia dove nei secoli la storia si è stratificata su altra storia. Dove una civiltà ha ricoperto la precedente, ricostruendo palazzi, templi, chiese, strade, cunicoli, con le pietre e i materiali delle devastazioni precedenti.

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