E ce ne costa lacrime st’America…

di Adele Colacino*

nyc

Foto di Annalisa Mongili: «Siamo al Ground Zero Memorial, qui è proibito mettere fiori. Si può solo nel giorno del compleanno della povera vittima di quell’orribile attacco. È un luogo di una commozione intensa. Mi fa amare ancora di più la città di New York»

Naturalmente Carmine’s, non avevamo dubbi, è un ristorante che ha origini italiane. Anzi per tutti è un ristorante italiano, meno che per gli italiani. È strapieno: di gente, di lampadari a gocce, di giganteschi ritratti a olio di ogni generazione che lo ha gestito, di fiori e di piante, di camerieri di ogni colore, filippini, coreani…

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A Ellis Island, dove i nomi della mia famiglia sono stati “abitati” da altre persone

Testo e foto di Alba L’Astorina da New York

Statua Libertà Ellis Island

Anche se può suonare strano da una napoletana come me, ma la mia visita a New York durante il periodo di Pasqua 2014 ha molto a che fare con i ricordi della mia infanzia. Il legame più importante è di certo con mio padre, che per anni ha lavorato come civile presso il Comando delle Forze Alleate del Sud Europa di Bagnoli, una delle più grandi basi NATO d’Italia. Attraverso la mensa ufficiali, dove mio padre prestava servizio, arrivavano a casa nostra i sapori e le tradizioni tipiche degli americani che frequentavano la base. Ma in questa immersione in emozioni del passato che è diventato il mio soggiorno a New York, molto c’entra anche il versante materno, con le sue storie di emigrazione da Napoli verso l’Inghilterra, prima, e l’America poi. Milano Napoli NY andata e ritorno, 16-28 aprile 2014

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