24 scatoloni Mondadori

Testo e foto di Paola Ciccioli*

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-Salvatore Boemi, ‘Ndrangheta. Origini, natura e ramificazioni nell’economia del terzo millennio. Autografato. (Si tiene).

La vendetta della Pantera Rosa. Dvd (si tiene, si tiene…)

Icon (bidone della differenziata)

Cucina no problem, Sale&Pepe, Cucina Moderna, Guida Cucina ( Rossana. Maria?)

A prova di morte di Quentin Tarantino (lo si tiene)

Rommel, La volpe del deserto (figlio della vicina con passione per la storia)

Fuga di mezzanotte, versione integrale, Vhs (lo si tiene)

Star Trek, serie classica (chi è che lo collezionava?). Ah, c’è anche Star Trek Voyager, Star Trek deep space nine, Star Trek the next generation, Star Trek enterprise (Urca!)

Angeli e demoni, un nuovo mistero sta per essere svelato (cognato).

ER, medici in prima linea (Carlo? Ma gliene ho già girati una caterva…)

Gassman legge i poeti italiani dell’Ottocento e del Novecento (lo si tiene)

Julie&Julia di Nora Ephron con Meryl Streep e Amy Adams (lo si tiene, urca se lo si tiene)

Nightmare4, il non risveglio. Il male non muore mai (sì, per il titolo)

-invito al Cointreau Cocktail & Photocall, con l’esclusiva partecipazione di Dita Von Teese, martedì 11 ottobre 2011 (lo si tiene, come segnalibro)

Quella sporca dozzina, i capolavori del cinema di guerra (Matteo)

Grandi imperi della storia, i Maya e gli Aztechi (si tiene)

Hannibal Lecter di Thomas Harris (in valigia per cognato)

L’esorcista, versione integrale (può sempre servire) Continua a leggere

Il NYT e il dibattito su Berlusconi: “Perché gli italiani lo perdonano ancora?”

Sull’edizione online del quotidiano ampio spazio dedicato agli scandali recenti. Titolo: “Decadence and Democracy in Italy”. Gli interventi di giornalisti, studiosi, sociologi. Il ruolo “decorativo” delle donne. “Gli italiani sono arrivati al punto di rottura. Non, però, l’elite politica ed economica”

Perché gli italiani tollerano da così tanto tempo tutto quel che ruota intorno a Silvio Berlusconi? Se questo, e in che misura, rappresenti un punto critico per il nostro Paese se lo chiede il New York Times Continua a leggere

Sabina (e Saviano) nel Bagaglino del TG4

Il direttore del Tg4 Emilio Fede, che si fregia del titolo di giornalista, storpia il titolo del film di Sabina Guzzanti, non lo pronuncia, fa finta di non saperlo leggere. Nel suo telegiornale trasformato in una perenne replica del Bagaglino, ieri è toccato alla regista del documentario Draquila (e un minuto prima di lei allo scrittore Roberto Saviano) diventare esempio di cosa un giornalista non deve mai fare. Indipendentemente dalle proprie opinioni personali, le regole deontologiche valgono ( o dovrebbero valere) per tutti. Speriamo che l’Ordine dei giornalisti se ne accorga, una buona volta.

Intanto vi riproponiamo anche il colloquio di Sabina Guzzanti con Alessandra Mammì, apparso sul numero del 6 maggio del settimanale L’Espresso. Continua a leggere