«Il dottor Mariani bussò alla nostra camera all’alba per visitare il bambino»

di Anna Caltagirone Antinori

Continua la galleria dei ritratti firmati dalla “maestra Antinori”

Aggiorniamo anche questo post di Anna Caltagirone con una foto di Mario Mariani, l’amatissimo “dottor Mariani”, inviataci via Facebook da Recanati dalla figlia Antonella. Grazie!

Mario Mariani era il medico condotto di Colmurano, ma aveva anche molti pazienti a Urbisaglia. Anche noi ci affidammo alle sue cure perché la sua serietà ci ispirava fiducia. Era un uomo dall’aria bonaria, dai modi affabili e cordiali. Abitava a Colmurano in una villetta, all’inizio del paese. In casa aveva anche l’ambulatorio dove riceveva i pazienti.

Era mattiniero, prestissimo usciva a fare le visite a domicilio e tutta la mattinata riceveva in ambulatorio. Ci accoglieva col sorriso sulle labbra e come un amico chiedeva notizie di tutta la famiglia. Non metteva soggezione per cui ognuno raccontava i sintomi dei propri disturbi e lui, senza mandarti a fare analisi o lastre, esprimeva la sua diagnosi e ti prescriveva le medicine per curarti.
Dal dottor Mariani si andava per farsi seguire in gravidanza, per il mal di denti, per i reumatismi, per l’influenza, per le indisposizioni e le diete dei bambini: curava tutte le malattie, era il vero medico di famiglia!

Continua a leggere

Quando aiutai suor Lina a prendere il diploma di “maestra giardiniera”

di Anna Caltagirone Antinori

I ricordi di Anna Catagirone, “la maestra Antinori”, si snodano attorno a Urbisaglia, sulle colline maceratesi, dove il 7 luglio 2017 nel bellissimo teatro romano prende il via la XXVIII edizione del Teatro classico antico (http://www.comune.urbisaglia.mc.it/)

Un nuovo capitolo di un romanzo vero e in continua stesura.

Venendo da Macerata, arrivati a Urbisaglia, fuori porta sulla sinistra troviamo un edificio circondato da un giardino, intorno un muretto con l’inferriata e un grande cancello: è l’asilo Giannelli Viscardi.

Negli anni ’60 vi risiedeva un gruppo di suore, ciascuna delle quali svolgeva un particolare compito: chi era maestra d’asilo e insegnava ai bambini, chi era inserviente e si occupava della pulizia dei locali, c’era la cuoca che preparava i pasti per tutti. Coordinava, con competenza, il loro lavoro la superiora suor Maria Ruffini e tutto filava liscio.

Continua a leggere

Quella notte a Siracusa: madre e figlio in carrozzella dai Vittorini

Testimonianza di Alessandro Quasimodo

raccolta da Paola Ciccioli

L’attore e regista Alessandro Quasimodo festeggia oggi, 22 maggio, il suo compleanno. In questa bellissima immagine è un bambino biondo in braccio alla mamma Maria Cumani alla quale è stato sempre molto vicino, specie nel difficile momento in cui la danzatrice e poetessa decise di separarsi dal marito, il poeta Salvatore Quasimodo (foto da https://www.facebook.com/mariacumani/?fref=ts)

Gennaio, le 11 di sera. Freddo e buio. Mamma e io siamo su una carrozzella che avrebbe dovuto portarci a casa Vittorini. E invece ci troviamo di fronte al cancello del Parco archeologico. «Lei ha detto l’orecchio di Dionìsio». «No, no: Riviera di Dionìsio il Grande, le avevo chiesto di portarci al numero 82 di Riviera Dionìsio il Grande». Mia madre protestava con il conducente: «ma si immagini se lascio qui mio figlio. E dove lo faccio dormire?». In effetti, il percorso in carrozzella dalla stazione era stato piuttosto lungo, e anch’io mi ero chiesto come mai così tanta strada.

Continua a leggere

Mundì, il nostro lattaio-guaritore

di Anna Caltagirone Antinori

Una piccola comunità: la frazione Convento del comune maceratese di Urbisaglia. I suoi abitanti, i legami di vicinato, gli affetti. Anna Caltagirone Antinori, che in quel puntino del mondo ha svolto la professione di insegnante elementare, continua a fissare e a condividere con noi i suoi preziosi ricordi. Grazie ai quali oggi ritorna a consegnare il latte a domicilio Carlo Biondi, per tutti soltanto Mundì.

Ed eccolo, Mundì, terzo da destra nella foto del matrimonio della nipote Ascenza, che ringraziamo per averci procurato l’immagine con la quale aggiorniamo questo bel post di Anna Caltagirone. Che bello rivedere il viso del nostro lattaio, grazie! Per le altre persone ritratte, queste le indicazioni fornite via mail da Michela Biondi: «parto dalla sinistra, Vincenzo, il padre di zia; nonna Adina, la mamma di papà; zio Giuliano; zia Ascenza; zia Maria, la moglie di zio Mundì; zio Mundì; nonno; Maria, la madre di zia Ascenza»

Mundì era un contadino, lavorava i campi e nella stalla aveva anche delle mucche da latte, perciò la mattina faceva il suo giro con i bidoni di latte appena munto e lo distribuiva a tante famiglie di Convento che avevano bambini piccoli. Nella mia famiglia di bimbi in sei anni ne erano nati tre perciò eravamo clienti fissi di Mundì. Per integrare l’allattamento al seno, mi ero rivolta al pediatra il quale mi aveva suggerito di sostituire il latte materno con quello di mucca, meglio se sempre e solo della stessa mucca.
Io mi rivolsi a Mundì, il quale mi assicurò che le sue mucche erano seguite dal veterinario, erano in ottima salute e il loro latte era sostanzioso. Mi promise che mi avrebbe portato sempre quello della stessa mucca, come volevo io. Preparai delle bottiglie da un litro sterilizzate e ogni sera ne lasciavo una sul tavolo della cucina. A quei tempi si dormiva con la chiave inserita all’esterno del portoncino di casa e Mundì, prima che ci svegliassimo, entrava e sostituiva la bottiglia vuota con una piena di latte fresco. A fine mese facevamo i conti.

Continua a leggere

«Il dottor Mariani bussò alla nostra camera all’alba per visitare il bambino»

di Anna Caltagirone Antinori

L’autrice del post con il marito Fernando Antinori che è stato sindaco di Urbisaglia, il paese delle Marche al centro dei ricordi affidati al nostro blog dalla “maestra Antinori” (foto http://www.bibliotecadiurbisaglia.it/)

Continua la galleria dei ritratti firmati dalla “maestra Antinori”

Mario Mariani era il medico condotto di Colmurano, ma aveva anche molti pazienti a Urbisaglia. Anche noi ci affidammo alle sue cure perché la sua serietà ci ispirava fiducia. Era un uomo dall’aria bonaria, dai modi affabili e cordiali. Abitava a Colmurano in una villetta, all’inizio del paese. In casa aveva anche l’ambulatorio dove riceveva i pazienti.

Era mattiniero, prestissimo usciva a fare le visite a domicilio e tutta la mattinata riceveva in ambulatorio. Ci accoglieva col sorriso sulle labbra e come un amico chiedeva notizie di tutta la famiglia. Non metteva soggezione per cui ognuno raccontava i sintomi dei propri disturbi e lui, senza mandarti a fare analisi o lastre, esprimeva la sua diagnosi e ti prescriveva le medicine per curarti.
Dal dottor Mariani si andava per farsi seguire in gravidanza, per il mal di denti, per i reumatismi, per l’influenza, per le indisposizioni e le diete dei bambini: curava tutte le malattie, era il vero medico di famiglia!

Continua a leggere

«Per raggiungere la sua casa di sposa, mia madre dovette soltanto attraversare la strada»

di Eliana Ribes

Lida Bullorini con il fidanzato, e poi marito, Giuseppe Ribes. Eliana dedica ai suoi genitori un omaggio sincero ed è la madre Lida, che ora ha 94 anni, a conquistare il centro di questo racconto che è anche la perfetta descrizione di una generazione di donne semplici e allo stesso tempo straordinarie (entrambe le foto del post provengono dall’archivio privato dell’autrice)

Mamma ha 94 anni, è autosufficiente, tenace, orgogliosa e con tanta voglia di vivere. Abita ancora nella sua casa, quella che l’accolse il giorno delle nozze, settantuno anni fa. Per raggiungerla dovette solo attraversare la strada, perché si trovava di fronte a quella dei suoi genitori, lungo la statale 78, a Maestà di Urbisaglia. Andò in famiglia, come si diceva allora, cioè la famiglia oltre al marito comprendeva la suocera e una zia.

Continua a leggere

La storia del cuore raccontata con “lo parlà schietto e puro”

di Nazzareno Gaspari*

Per la copertina del loro libro, Eliana e Silvano hanno scelto la cartolina che Giuseppe Ribes inviò alla fidanzata il 25 aprile 1914

C’è una storia non scritta da cui proveniamo: è nel groviglio di affanni, ansie, sofferenze, fatiche, sacrifici, speranze, affetti, valori attraverso cui di generazione in generazione si è forgiato il nostro modo di stare in questo mondo e si è profilato il senso che gli diamo. Non ha gli onori della Storia con la S maiuscola ma la incrocia e la subisce; è storia tanto anonima e appartata nel suo svolgimento, quanto inaccessibile se non alle ragioni e alle domande del cuore.

Molto (o tutto) di essa rischia di perdersi nel passare delle generazioni. Molto rischia di dissolversi nei sempre più ampi e pervasivi orizzonti della globalizzazione.

Eppure si tratta di una dimensione costitutiva della nostra vita personale e collettiva importante oggi più di ieri, in balia come siamo di una cultura dominante che ci spinge nella direzione contraria del conformismo e dell’omologazione.

La libertà di essere e restare noi stessi è legata anche alla capacità di tenere attiva la consapevolezza di questa dimensione vitale, la memoria dei percorsi esistenziali che ci hanno aperto la strada – culla ancestrale delle identità e dei sentimenti che coltiviamo – che da memoria personale e familiare può diventare oggetto di più ampia comunicazione e condivisione.

Continua a leggere