Nell’antro magico dell’inavvicinabile Madame Destouches

di Delfina Provenzali*

Madame Destouches in una foto contenuta nel libro

Madame Destouches in una foto contenuta nel libro

Il giorno dopo riprendo il cammino.

Montparnasse, Vanvera-Malakoff, Clamart, Meudon-Bellevue, Café Céline, la Maison. Sono le 12,15, in tempo per veder sfilare gli allievi che smettono le lezioni alle 12,30. Come il mattino prima, più che sedermi, mi lascio cadere sulla panca. Oggi la porta è aperta e, anche a distanza, posso osservare, a tutto tondo, Madame. La prima impressione è di trovarmi davanti a una donna di gran classe, dotata di una forte presenza: non la si direbbe francese, ma russa, romena o comunque dell’Est. Ha fronte assai spaziosa, zigomi alti, sporgenti, occhi azzurri, viso che potrebbe definirsi triangolare. I capelli sono rosso tiziano, sollevati e legati a crocchia, come usano le danzatrici, sull’alto della nuca.

Il collo è da cigno, perfetto, il profilo ricorda la Dama del Pollaiolo. Snella, minuta, con un potere di concentrazione tale da saperlo infondere alle allieve che, quasi ipnotizzate, ne seguono i movimenti. Altrettanto sa rilassare, in un abbandono al ritmo, alla musica, con quel volteggiare nell’incenso, quanti desiderano perdere peso. Alle 12,30 il pavillon si svuota e:

«Bonjour Madame… et alors… votre silhouette?»  Continua a leggere