Milano, criticò la Minetti e lasciò il Pdl. Ora Sara Giudice denuncia “ritorsioni”

Trasferimenti sospetti per i genitori della giovane berlusconiana passata a Fli dopo lo scandalo del bunga bunga, dipendenti del Pio Albergo Trivulzio. Mi sono sentito dire: “Io a te ti devo vedere strisciare” ha detto il padre della ragazza Continua a leggere

Petizioni record e militanti in fuga: il Pdl non ferma la fronda anti-Minetti

Resta sempre teso il clima sul caso di Nicole Minetti, la consigliera regionale del Pdl eletta nel listino bloccato di Roberto Formigoni, indagata per violazione della legge Merlin sulla prostituzione nella vicenda Ruby sulle feste organizzate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. La raccolta di firme via Internet lanciata dalla consigliera di zona pidiellina Sara Giudice per chiedere le dimissioni della Minetti in due giorni ha già raccolto quasi quattromila adesioni sul sito www.firmiamo. it/dimissioninicoleminetti. Continua a leggere

Mara, la più odiata dal Pdl

‘Silvio mi ha capita’, dice lei annunciando la retromarcia. Intanto però nel partito la sbeffeggiano tutti. E per Silvio arrivano guai da altre signore: come la ministra Prestigiacomo, la trentina Biancofiore e la toscana Bergamini

di Marco Damilano

Cherchez la femme, è sempre stato un imperativo categorico nel fatato reame di Berlusconia. E tutto sarebbe rimasto come in una favola se le cose si fossero fermate a quella sera lontana Continua a leggere

«Che schifezza»

Giorgio Stracquadanio, parlamentare del Pdl, fa coming out e dichiara: «Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato». Magnifica concezione della politica. Esemplare commento alle dichiarazioni della finiana Angela Napoli che, rimproverata perfino dal “suo” Gianfranco Fini, ha denunciato (ahimé tardivamente)la prassi della prostituzione per poter ottenere un seggio in Parlamento. Viene voglia di mettersi a urlare: «Ma in che cosa avete trasformato la politica, la morale, l’etica, la pubblica amministrazione?». «Mi viene solo voglia di dire, che schifezza», dichiara (anche lei tardivamente) Anna Finocchiaro del Pd. Con questa nuova esternazione, Stracquadanio tenta di dare il sigillo della normalità al velinismo berlusconiano. Lo respingiamo inorridite al mittente, ricordando a chi segue il nostro blog che il parlamentare Pdl è lo stesso che il 31 luglio ha invocato “il metodo Boffo” nei confronti del presidente della Camera. E che il 5 agosto, dagli studi del Tg3, ha pensato bene di mettersi a insultare il portavoce degli operai della Vinyls che si sono autoconfinati sull’isola dell’Asinara per difendere il loro lavoro. Complimenti vivissimi. (Paola Ciccioli) Continua a leggere

“Parlamentari Pdl prostitute”: bufera su una finiana

Angela Napoli “non ha escluso che parlamentari del Pdl siano state elette dopo essersi prostituite”. Scoppia la bufera, Fini: “Si scusi”

Nello scontro interno al partito di maggioranza, il Pdl, esplode anche il caso delle “parlamentari prostitute”. A innescarlo è stata Angela Napoli, ex pdl e ora nel gruppo parlamentare dei finiani, Futuro e Libertà per l’Italia, che in un’intervista non ha escluso che “senatrici o deputate siano state elette dopo essersi prostituite”. “Purtroppo – ha aggiunto – può essere vero e questo porta alla necessità di cambiare l’attuale legge elettorale. Continua a leggere

Pdl: Contini “Paura delle donne di carattere”. Meloni: “Non è realtà”

ROMA (ITALPRESS) – “Con il massimo rispetto per le singole persone nel PDL non vedo donne che possano confrontarsi con il Presidente in modo franco e dialettico, in modo diretto. Nel PDL non amano le donne forti, in gamba, le donne con idee. Ne hanno paura. E questo e’ colpa di uomini piccoli. Continua a leggere

Donne nei Cda, adesso sono il 6%. Proposta bipartisan per arrivare al 30%

Alessia Mosca

Alla riapertura della Camera sarà in dirittura d’arrivo un testo che impone di riservare un terzo dei posti nei consigli di amministrazione delle società quotate alle donne. In Norvegia è già così, in Francia si discute una legge analoga

ROMA – Con una misera quota del 6,2 per cento, le donne italiane rappresentano davvero una sparuta minoranza nell’ambito dei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa, come attestano i dati della Consob riferiti al 2009. Continua a leggere