«Io danzo per sentirmi viva e realizzarmi sulla terra»

di Maria Cumani*

Maria Cumani a Siracusa (foto di Alessandro Quasimodo)

Maria Cumani a Siracusa (foto di Alessandro Quasimodo)

La danza

La danzatrice, in quanto tale, presuppone una capacità creativa. Non esegue su suggerimenti del coreografo (vedi le ballerine) ma compone le sue danze forte sì della sua tecnica, ma libera nell’esprimere le ragioni del suo intimo estro poetico. Valery dice: “Elle à force de nier par son effort l’état ordinaire des choses, elle crée aux esprits l’idée d’un autre état, d’un état exceptionnel – un état qui ne serait que l’action, une permanente qui se ferait e se consoliderait au moyen d’une production incessante de travail, comparable à la vibrante station d’un bourbon…”.

E proprio questo intenso consumarsi, alimentato dallo spirito, lo vediamo nelle manifestazioni più profonde della danzatrice. La sua danza entra nello spazio nostro più segreto oltre l’infanzia nel luogo dei sogni Continua a leggere