«Tra le mie dita gli umori e i sospiri di cui sono impregnati gli oggetti senza apparente valore»

di Mariagrazia Sinibaldi

Mariagrazia e io, sfocate 1

Mariagrazia Sinibaldi e Paola Ciccioli si abbracciano: l’immagine è sfocata e forse per questo ancora più intensa. È il 30 gennaio 2016, Paola si sposa e Mariagrazia è la sua testimone (un particolare grazie a Sandro Bizzarri per aver fissato questo momento)

Adoro i vecchi piccoli oggetti di uso comune: quelli che ci sono vicini nei momenti di lavoro o di svago, quelli che teniamo tra le dita e maneggiamo con cura: quelli che ci accompagnano nei momenti di sospiri e di sorrisi; quelli che raccolgono i nostri umori; quelli il cui unico valore è dato dal rapporto intenso tra noi e loro e che non hanno mai (o quasi mai) un valore venale. La mia reazione quando mi trovo tra le mani uno di questi piccoli oggetti è sempre di tenera curiosità: «Come era la persona che lo adoperava? E seguendo quali tortuosi sentieri è arrivato oggi tra le mie mani? … chissà».

Il sentiero è quasi sempre lo stesso: un’abitazione che viene abbandonata, per un trasloco, per un rinnovo totale dal vecchio al moderno, per la dipartita del (o della) proprietario.

Quante ne sono state gettate via di queste cosette, come inutili e inutilizzabili, nelle grandi vecchie case! E insieme a loro sono stati  buttati pensieri, sospiri di attesa, singhiozzi di dolore; ma anche risate cristalline e vaghi pensieri d’amore.

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