Antonietta Raphaël, una madre con pennelli e violino

Testo e ricerca iconografica di Luisa Nattero*

La nostra amministratrice del Gruppo Facebook Donne della realtà, Paola Ciccioli, mi ha chiesto di dirvi qualcosa della mamma di Miriam Mafai, la brava artista Antonietta Raphaël.

Antonietta Raphaël, “Autoritratto con violino” (dettaglio), 1928, olio su tavola, 52.3 x 35.5 cm, Roma, collezione privata. «La figlia Miriam racconterà poi che la madre arrivò a Roma con un violino, un candelabro a sette bracci e un’edizione antica delle Metamorfosi di Ovidio».

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“Pane nero”, le nostre letture dalla terrazza sul lago di Como

di Paola Ciccioli*

Pane nero, oggi dalla terrazza di Bellano, sul lago di Como e di fronte al monte Bregagno, ci siamo affidat* alle parole della maestra di giornalismo Miriam Mafai. Che ha scritto questo libro, a mio giudizio bellissimo, denso di storie delle donne che durante la seconda guerra mondiale presero l’Italia sulle proprie spalle, facendosi forza anche con la musica e le canzoni per poi dire, una volta arrivata la pace: «… però, in fondo, è stato bello».

*Questo video è stato anticipato in giornata sui nostri canali Facebook e rientra nell’iniziativa sfogliare collettivamente ogni giorno un libro alle persone costrette in casa su disposizione del Governo italiano a causa della drammatica epidemia da Corona Virus in corso.

Grazie come sempre a Luca Bartolommei per le riprese con il cellulare.

L’amore ai tempi della guerra

di Miriam Mafai

Parigi

«Au moins 129 personnes ont perdu la vie après les attentats du vendredi 13 novembre à Paris et Saint-Denis. 117 d’entre elles ont été identifiées a annoncé Christiane Taubira, mardi 17 novembre». http://www.lemonde.fr

Luciana che partorisce in un basso di Napoli nell’intervallo tra due bombardamenti; Bianca che con i figli il grammofono e la cassetta dei gioielli attraversa a piedi l’Abruzzo; Marisa che a Roma occupata dai tedeschi impara a sparare; Sofia che da Milano si rifugia con le sue provviste di tè e la sua biblioteca in un paesino al confine con la Svizzera; Zita, la mondina di Cavriago che ha il fratello partigiano e il fidanzato nell’esercito repubblichino; e ancora la confinata Cesira, Lela che comanda le ausiliarie di Salò nel Veneto; Carla che durante tutta la guerra fa la postina aspettando il ritorno del marito; Lucia che impara a guidare il tram a Milano e il marito non lo aspetta più, la Biki che continua imperterrita a preparare le sue collezioni di abiti da sera…; queste e tante altre sono le donne che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui a un certo punto ho avuto voglia di scrivere la storia.

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10 giugno 1940, ore 17. La sorella di Claretta disse: «Finalmente la guerra»

di Miriam Mafai

10 giugno 1940

Roma, 10 giugno 1940: «Combattenti di terra, di mare e dell’aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d’Italia, dell’impero e del regno d’Albania! Ascoltate!»

La prima a conoscere le parole esatte con cui l’avvenimento sarebbe stato annunciato fu Myriam, la sorella più piccola di Claretta Petacci, l’amante del Duce. Mussolini telefonò alla Camilluccia poco dopo le quattro del pomeriggio del 10 giugno, ma Claretta era uscita con la mamma e così rispose la «cognatina». Fu lei a raccogliere l’indiscrezione. Si limitò a sussurrare nel microfono, con la voce adolescente emozionata: «Finalmente». Continua a leggere

La lunga marcia contro la solitudine delle donne che scrivono

Anna Banti fotografata da Ghitta Carrell nel 1934

di Elisabetta Rasy*

Nel 1983 un gruppo di scrittrici italiane che avevano compiuto i settant’anni furono intervistate e le loro dichiarazioni raccolte in un libretto (Le signore della scrittura a cura di Sandra Petrignani, edizioni La Tartaruga). Erano donne che avevano avuto vite e storie diverse, difficoltà e successo diversi. Gran signore della cultura come Anna Banti, che era stata moglie di Roberto Longhi e redattrice di una delle più prestigiose riviste italiane, Paragone, e solitarie insegnanti come Laudomia Bonanni; autrici osannate e dal successo indiscusso come Elsa Morante (la sua intervista fu costruita a tavolino con brani di precedenti dichiarazioni perché la Morante, allora molto malata, si preparava alla sua morte disperata) e autrici dai cassetti pieni di manoscritti lasciati a marcire per paura e totale sfiducia nel mondo editoriale come Paola Masino. Ma in ognuna, nella diversità, c’era un uguale e vivissimo sentimento: quello della solitudine. Non solo e non tanto una solitudine esistenziale, ma la solitudine come isolamento culturale Continua a leggere

«Amo di più le tue rughe, che lo splendore della giovinezza»

di Paola Ciccioli

«Amo di più le tue rughe…». Scriveva così, nel VI secolo, il poeta Paolo Silenziario. E non potevo non scegliere i suoi versi per tentare di raccontare il recital sulla vecchiaia nella poesia di tutti i tempi, ideato insieme con Alessandro Quasimodo. Ci prepariamo ad andare in scena domenica 15 luglio, al tramonto, al teatro romano di Urbisaglia, nelle Marche Continua a leggere

Solidarietà a Paola Ciccioli

Casa internazionale delle donne di Roma, 21 novembre 2009: la giornalista Miriam Mafai con la promotrice di “Donne della realtà” Paola Ciccioli

Un “licenziamento ingiurioso”, anche così è stato definito il provvedimento assunto dalla Mondadori nei confronti della giornalista Paola Ciccioli, prima sottoposta a provvedimento disciplinare e poi licenziata per aver criticato, attraverso una mail interna inviata a Roberto Briglia, la politica delle promozioni attuata dal direttore di Panorama, Giorgio Mulè. Paola Ciccioli, da vent’anni in Mondadori, ha lamentato la mancanza di meritocrazia, ricordando in particolare che lei stessa ha dovuto subire un processo penale (terminato con una prescrizione) non per aver commesso errori nella stesura di un articolo. Ma per colpa della caposervizio che lo aveva impaginato e che successivamente, senza che la Mondadori ritenesse di attivare gli opportuni accertamenti, è stata promossa a ruoli di responsabilità.

Su Facebook è stato creato un gruppo per esprimere solidarietà alla giornalista che, lo ricordiamo, è l’ideatrice di Donne della realtà e tra le prime in Italia a denunciare la cattiva rappresentazione dell’universo femminile sui media.

Di seguito il link per essere vicini alla professionista licenziata in tronco: http://www.facebook.com/groups/282867608460476/

AGGIORNATO IL 21 MAGGIO 2018