«Milano di tutti, di gente che arriva, che piange, che ride, che spera e riparte»

Non poesia, dunque. Ma un “andare a capo spesso” che nasce come risposta alla domanda che si è sentito porre tante volte: «perché ha lavorato a Milano sempre?». Come abbiamo scritto nel post precedente, questa “ode” (“ode” lo diciamo noi, lui non approverebbe…) è stata pubblicata da Maurizio Nichetti nella sua Autobiorafia Involontaria edita da Bietti. E qui il regista la legge nella sede milanese del Centro sperimentale di cinematografia, di cui è direttore artistico, mentre Paola Ciccioli si diverte e lo riprende con l’iPad. «Sono parole non invecchiate», commenta Nichetti, «perché è ancora vero che questa città è l’insieme di tanta gente che si sente milanese per il solo fatto di essere a Milano». 

Ringraziamo l’autore di “Ratataplan” e gli mandiamo un saluto fino a Pune, in India, dove è membro della giuria del PIFF, Pune International Film Festival, «un importante punto di raccolta per la scena festivaliera mondiale», che si è aperto ieri e adrà avanti fino al 18 gennaio.

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«Perché lavoro a Milano? Lavorare altrove mi sembrerebbe strano»

Ancora Milano, ancora un artista che le resta aggrappato e ne fa – questa volta – il set naturale dei suoi film sospesi tra finzione e realtà.

«In basso a destra il cortile set di “Ratataplan” al 24 di via de Castillia… Sopravissuto a tutto, anche al bosco verticale». Scrive così Maurizio Nichetti commentando questa foto che ha postato su Facebook e nella quale le vecchie case con cortile, dove il regista ha girato nel 1979 il suo film d’esordio, sembrano volersi fare ancora più piccole di fronte allo svettare dei griffatissimi grattacieli alberati. In questo link la famosa e divertente sequenza del bicchiere d’acqua, noi l’abbiamo rivista di recente nella sede di Film Tv Lab con aneddoti live su “Ratataplan” dalla voce dello stesso Maurizio Nichetti: https://www.youtube.com/watch?v=2aOFoPh8wPc

di Maurizio Nichetti*

Qualche anno fa mi hanno chiesto: «Ma tu perché sei rimasto a lavorare a Milano?». Bella domanda. Il cinema, come tutti sanno, si fa a Roma: Già… Perché allora io sono rimasto a Milano? … E ci ho girato anche otto dei miei dodici film!

Non ci avevo mai pensato. Così ho risposto, tutto d’un fiato:

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